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    Literature Words… An Open Letter!

    By Redazione Lettere | maggio 12, 2008

    LITERATURE WORDS (ENGLISH VERSION)

    Un’obiezione preliminare:

    i caratteri costitutivi di MusicalWords.it dal motto all’applicazione

    Egr. Redazione Direttiva Generale,
    Colleghi Redattori,
    Lettori tutti

    La carica innovativa che anima lo slogan, tanto perentorio quanto appassionato, di MusicalWords.it non può che trovare un immediato riscontro nell’obiezione preliminare che mi permetto di muovere – quando ancora il progetto non vede completata la propria gestazione – nei confronti degli ideatori del blog, sicuro di incontrare il loro ragionevole consenso, al di là di ogni entusiastica valutazione delle potenzialità dei mezzi multimediali.
    L’istanza di cesura e di mutamento rispetto al panorama sitografico corrente, infatti, non deve rimanere confinata in uno sterile assunto teorico formulato a priori, né

    tanto meno involvere ad indirizzo socio-culturale disatteso e, pertanto, illusorio agli occhi degli utenti, siano essi semplici lettori ‘oltre lo schermo’, auspicabili collaboratori della redazione o i redattori stessi.
    Per scongiurare queste trite e improduttive eventualità, l’invito a non collocare i benefici e la crescita formativa di tutti gli ‘attori’ del blog sul terreno di un incerto sperimentalismo sfocia inevitabilmente nell’individuazione di alcuni parametri, a mio avviso fortemente accreditabili, su cui impostare il lavoro comune:

    1) Un orientamento plurifocale e interdisciplinare, già confermato dalla strutturazione del sito in sezioni di ricerca e da una linea operativa incentrata sullo scambio fertile e puntuale di dati e informazioni (fondamentale, in quest’ottica, la promozione di percorsi tematici, tabelle di confronto, dossier e compendi comparativi che coinvolgano più ambiti d’indagine e che, all’evenienza, abbraccino argomenti poco studiati o finora ritenuti secondari);
    2) Un sistema di comunicazione bi-direzionale che incentivi il coinvolgimento dialogico e dinamico dei due imprescindibili poli propulsivi della ricezione del testo – nel nostro caso lo si intenda come una qualsiasi trattazione coerente, compiuta, consapevole della propria ‘parzialità’ e delle possibili antitesi –, vale a dire l’autore e il fruitore, i cui ruoli, volutamente labili e sfumati, risultano di conseguenza intercambiabili e moltiplicabili (su queste basi, sarà opportuno fare riferimento non solo ad una redazione reale, fisicamente e nominalmente determinata, ma anche, e soprattutto, ad una redazione virtuale, potenziale, i cui confini possano essere stimati soltanto in itinere e mai in modo definitivo);
    3) Una partecipazione attiva alla vita del blog da parte di tutti coloro che desiderano contribuire alla sua crescita, sia qualitativa che quantitativa, e al suo sviluppo – in merito soprattutto all’aumento del grado di affidabilità, competenza ed efficacia d’analisi – mettendo a disposizione degli altri le loro conoscenze, la loro esperienza e utilizzando così nel modo più proficuo e significativo la rete (indispensabile, a questo fine, il ricorso alla posta elettronica e ad un elenco costantemente aggiornato di contatti che faciliti la comunicazione a vasto raggio e superi in tal modo le barriere sinora invalicabili del localismo).

    Se davvero si vuole puntare sull’innovazione e sull’autenticità della proposta, varcando dunque la soglia della mera ‘significanza’ e spingendosi sino al piano del più profondo ‘significato’ – per sfruttare una fondamentale distinzione della critica testuale –, non vedo altra soluzione che quella di applicare la portata rivoluzionaria dei motti e degli slogan (meglio apprezzabili in corso d’opera) al patrimonio verbale e lessicale che sarà alla base della futura attività del blog: conoscere, approfondire, imparare, contestualizzare, condividere, interagire, collaborare e altri termini andranno così riscoperti per quello che veramente rappresentano e che, nel concreto, significano; un’operazione che oggi, purtroppo, rischia più volte di coincidere da un lato con l’amara constatazione della deriva terminologica del neo-standard e dall’altro con un ‘banale’ ma opportuno ritorno all’etimologia.

    Spero che in questa direzione siano orientati tutti i contributi riferibili alla Sezione di Letteratura di MusicalWords.it e che questa sintetica impostazione di lavoro, seppur passibile di ogni critica e revisione, funga da punto di riferimento per le altre cellule operative del blog. Se è vero che un organismo culturale compatto e omogeneo riesce con più facilità e immediatezza a raggiungere i propri scopi, allora Musical Words, anche soltanto nel suo assetto embrionale, lascia intravedere esiti soddisfacenti e risultati di successo. “Ai posteri – ma non solo a loro – l’ardua sentenza”.

    Nicola Panizza
    Redazionelettere[at]musicalwords.it

    * * *

    A Preliminary Objection

    MusicalWords.it peculiarities from abstraction to realization

    The innovative strength which characterizes our passionate and steady motto represents the subject of this preliminary objection I’m expecting to the authors, who will surely agree to my opinion, now that the project is about to get started.

    The motion of a breach and a radical change in the structure, and in the essence itself, of this website must be applied at all, in order to avoid relegating it into a pure barren theory, which would definitely disappoint our colleagues or simple readers.

    I think we do need to define some work standards, just not to forget our aims:

    1) Interdisciplinary approach, thanks to the blog’s organization in different categories which help us to focus upon the information interchange using schemes, tables, dossiers and everything concerned;

    2) Bidirectional communication system, which can be built involving both the reader and the writer, who are absolutely interchangeable and must be conscious of their limits and capabilities;

    3) Active involvement into the blog’s life of everyone who want to bring to the others his or her knowledge and opinions (absolutely essential is the creation of an updated list of e-mail addresses).

    If we really want to ground our experience on the innovation and the originality of the purpose, going past the mere ‘signified’ and reaching the more intense ‘signifier’ – just to quote Saussure -, we have to apply the force of our motto to the whole lexical resources of the blog activities: knowing, delving into problems, contextualizing, sharing, cooperating and other words will be used with their original meanings that they are unfortunately gradually loosing.

    I hope that this short little guide, of course opened to any critic, will be useful not only for the authors and readers of the Literature Section but to everyone: if it’s true that working together is the only way to reach our aims, MusicalWords, as it is predicted to be, will surely gain successful results. “Ai posteri – and not only to them – l’ardua sentenza” (“Descendants will judge” – A.Manzoni Il cinque maggio, N.d.T.).

    Nicola Panizza

    literature[at]musicalwords.it

    (Translated by Luigi di Nuzzo)

    Topics: Collaborate with us!, LITERATURE, Press Releases | 8 Comments »

    8 Responses to “Literature Words… An Open Letter!”

    1. Federico Preziosi Says:
      maggio 12th, 2008 at 10:20

      Gentile Nicola,
      innanzitutto desidero rivolgerti un ringraziamento sincero per il tuo intervento prezioso. Le tue obiezioni preliminari rappresentano, almeno per il sottoscritto, un legittimo invito alla cautela soprattutto in questa prima fase dove il blog, di fatto, non ha ancora espresso quei tratti innovativi che più e più volte sono stati ribaditi nella scorsa settimana. In qualità di semplice autore, desidero farti partecipe dell’episodio che mi ha condotto a scrivere su queste pagine digitali, con l’intento di comunicare lo spirito con cui mi accingo a collaborare.
      Tutto è cominciato nelle aule universitarie dove ho incontrato la nostra stimata collega Claudia J. Scroccaro: ciò che mi ha colpito della sua persona è stato l’infinito amore che nutriva nei confronti della disciplina, fattore che in teoria troverebbe i suoi fondamenti nella ovvietà ma che, dinanzi alle condizioni culturali presenti nella nostra società così superficiale ed approssimativista, appare tutt’altro che scontato. Pur avendo un background musicale totalmente diverso, io e la mia collega abbiamo trascorso molte ore criticando i metodi di alcuni dei nostri docenti e la loro incapacità di trasmettere amore, curiosità e senso estetico. Consideriamo stucchevole il loro arroccamento culturale, propulsore di quella saccenza priva di slancio vitale del tutto inadeguata a suscitare qualsiasi tipo di interesse. Noi che abbiamo un approccio più umile per le cose che amiamo, più volte li abbiamo sollecitati a rivedere alcuni contenuti, in rari casi addirittura dimostrato con documenti i loro errori, ma senza mai poter beneficiare di un feedback positivo.
      Io e Claudia ci siamo interrogati più volte sulla direzione che la musica ha imboccato e siamo giunti alla conclusione che il mondo accademico, adottando il medesimo atteggiamento di quei docenti-disfattisti, ha perso il contatto con la gente, con il pubblico, forte della sua supremazia culturale, almeno in occidente. Solo di recente, nell’era della globalizzazione, assistiamo ad alcuni timidi progressi, ma non c’è ancora stata una svolta artistica rilevante. Per questo confido nell’interazione e nell’interscambio, elementi indispensabili per abbattere le barriere e propinare una nuova visione, una nuova proposta che soddisfi tutti gli amanti della musica e che cessi ogni dichiarazione riguardante lo stato “moribondo” di quest’arte.
      Quando Claudia mi ha proposto di scrivere su Musical Words, ho accettato di buon grado seppur non come “attivista in prima linea”, proprio perchè ripongo la massima fiducia in lei, nelle sue idee, nella sua caparbietà e nella sua capacità di vedere la musica a più livelli, esattamente quello che ci vuole per rigeneare la decadenza odierna.
      Su questo argomento ci sarebbe da scrivere un articolo da pubblicare, ma per il momento non mi soffermo oltre perchè, come giustamente hai sottolineato nel tuo interevento “Ai posteri – ma non solo a loro – l’ardua sentenza”.

    2. Claudia Scroccaro Says:
      maggio 12th, 2008 at 12:19

      Caro Federico… Sono commossa per le tue parole! Non solo ricambio la stima e le sensazioni ricevute in quest’anno di dialogo e discussione, ma sottoscrivo fermamente il nostro (ed il mio) intento di avvicinare, per quanto ci sia possibile, il mondo accademico al mondo musicale. Per ora abbiamo solo presentato le nostre varie sezioni, con le relative lettere di apertura redazionali. Presto verranno pubblicati i nostri articoli, articoli che non trattano di argomenti scottanti, articoli che non vogliono ribaltare e riscrivere le leggi della musica, articoli che non mirano a dichiarare la scoperta del secolo. No, non sarà così! Al contrario i nostri saranno articoli quasi banali… articoli che parlano di argomenti detti e ridetti… Ma a differenza di prima, questi argomenti possono, o meglio DEVONO concedere lo spazio per un dibattito aperto e costruttivo. Devono dichiarare idee in maniera netta e decisa…ma essere scritti da pesone pronte alle critiche, pronte a sentirsi dare consigli, opinioni opposte e (perchè no?) anche disprezzo. Dobbiamo umilmente capire quale sia la strada più felice per creare finalmente un ponte di unione tra il mondo Accademico ed mondo Musicale che…ahimè…. l’uno per i suoi motivi e l’altro per motivi molto diversi, hanno preso il via per la strada della sterilità e dell’egoreferenzialità…. Per cui mano alla penna! o meglio… mano alla tasiera!! (il che per molti di noi è normale).

    3. Stefano Naimoli Says:
      maggio 12th, 2008 at 19:14

      Mi fregio di aver conosciuto Federico e Claudia in ambito accademico, quindi conosco lo spessore umano ed intellettuale delle persone in questione.
      Quello che posso dire è sintetizzato perfettamente in questa frase di Claudia: ” i nostri saranno articoli quasi banali… articoli che parlano di argomenti detti e ridetti “.
      Secondo me il punto focale di questa nuova esperienza è tutto qui: mettere in discussione il banale, e anche noi stessi e le nostre idee.
      Questo un po’ personalmente mi spaventa: spaventa perchè tutte quelle certezze culturali che ti sei custruito (giuste o sbagliate che siano) inizieranno davvero a vacillare.
      Sono gli ” effetti collaterali ” del confronto aperto. Ma se non si affronta questa paura del crollo delle certezze, non si può crescere; non si può riedificare di nuovo, magari in maniera migliore.
      Ed è quella paura che in certi ambienti si cerca di evitare in tutti i modi.
      Ovviamente l’unica cosa che auspico, è che il confronto sia sempre costruttivo, mai distruttivo: tutto sento (almeno io la penso così) meno che il bisogno che si ricreii anche in questo spazio un frazionamento in fazioni come avviene già sovente in ambiti di tipo accademico, Questo veramente no, ci resterei male; anche perchè così, si distruggono il dialogo e le idee, che è quanto di più lontano dallo spirito di questo spazio, credo.
      Ma so anche che il buon senso di ognuno di noi, e la passione che ci accomuna, non permetterà tutto ciò.
      Fine del pistolotto, scusate la prolissità ;)

    4. Andrea Barizza Says:
      maggio 12th, 2008 at 20:51

      Come non aderire pienamente ai tre che mi precedono?
      Non credevo che quando io e Dario buttammo là in scherzare questa idea, il progetto sarebbe divenuto un orgoglio e un punto di vanto. E ora tutti al Lavoro! In Bocca al Lupo!
      Andrea Barizza

    5. Claudia Scroccaro Says:
      maggio 13th, 2008 at 10:50

      Volevo aggiungere una piccola postilla al commento di Federico, riguardante la situazione dei docenti. In realtà nella mia vita, fortunatamente, ho avuto moltissimi docenti appassionati, curiosi, dedicati e comunicativi. Dalla professoressa delle medie ai professori universitari. Certo non tutti possiedono queste qualita, o sono adeguatamente qualificati per il lavoro che svolgono…. ho sempre nutrito un profondo rispetto la la classe educativa… ed è proprio per questo che pretendo molto da loro. Soprattutto ho sempre nutrito un profondo rispetto verso la disciplina e credo che a molti sia sfuggita la natura stessa della musica e del suo insegnamento. In realtà la cosa non sarebbe tanto grave nell’alta educazione, ovvero all’università…ma è assai più grave (a mio avviso) quando mancanze di questo tipo sono fortemente presenti nell’educazione primaria! Al”università, si spera, che ognuno di noi abbia maturato sufficienti strumenti per difendere la proprio sensibilità ed intelletto. Ma in età giovanile.. lì sì che è grave!
      Per cui mio caro Federico… noi siamo esseri umani molto fortunati. Perchè abbiamo una testa ben solida e formata, con idee nostre, per quanto errate o approssimative, ma NOSTRE!
      Ho avuto molto dagli isegnanti, nel bene e nel male. Per cui non mi sento di essere così categorica nei loro confronti… Sicuramente a molti mancano le qualità basilari, ma per fortuna non sono tutti così! Insomma….volevo fare un saluto a tutti gli insegnanti che ci mettono passione nel trasmettere le proprio discipline e che hanno contribuito ad accendere dei piccoli focolai nelle menti di noi giovani.

      claudiascroccaro[at]musicalwords.it
      http://www.musicalwords.it

    6. Federico Preziosi Says:
      maggio 13th, 2008 at 12:20

      Certo, non intendevo fare di tutta un’erba un fascio… anch’io ho avuto molto da alcuni docenti, persone che avevano il fuoco negli occhi quando ti parlavano. Credo che però il disfattista culturale rappresenti la maggioranza degli educatori, soprattutto oggi (se ne sentono e se ne leggono di cotte e di crude). Senza fare battaglie ideologiche, penso che se c’è la passione vera per trasmettere agli altri dei valori, delle conoscenze, anche dei dubbi, allora si fa cultura. Non credo che in tale sede ci possa essere questo problema, non in questa fase almeno.

    7. Francesca Gioia Says:
      maggio 14th, 2008 at 23:09

      Cari colleghi, in effetti ricollegandomi alla frase di Claudia:
      “i nostri saranno articoli quasi banali… articoli che parlano di argomenti detti e ridetti”, devo ammettere che ho aderito a questa iniziativa proprio per parlare di cose abbastanza conosciute e comuni,ma di prenderne gli aspetti che solitamente (non ho ancora capito perchè) vengono trascurati, considerati di secondo piano, ma che così rischiano di essere dimenticati e di morire nel tempo…
      Spero che chiunque legga su questo spazio recepisca l’intenzione primaria di far riemergere aspetti e curiosità di qualcosa che in linea generale sappiamo, ma che nello specifico, e spesso sono proprio i docenti a omettere queste informazioni, non si ha avuto modo di entrarvi.
      Cerchiamo di aprire un dialogo costruttivo appunto, senza andare a “smontare” nessun tipo di certezza (almeno intenzionalmente…), perchè questo, per lo meno per come l’ho inteso io, è uno spazio che ci consente di espandere le nostre conoscenze ed i nostri studi, e se ci sarà modo ed occasione, anche di scoprire lati inaspettati di quello che solitamente abbiamo sempre inteso in un certo modo, e perchè no, di scoprire magari banalità alle quali “l’accademia” non ha mai concesso di emergere.
      Anche la sezione Art Word vuole aprire un dialogo costruttivo ad un mondo a volte un pò troppo schematizzato, senza la pretesa e la presunzione di voler cambiare le carte in tavola… semplicente apriamo la testa!

      Franscesca Gioia
      Redazione Arte

    8. Alessandro Giammei Says:
      maggio 21st, 2008 at 02:50

      Tra ‘obiezione’ ed ‘auspicio’ c’è una differenza sostanziale. Un po’antipatica la confusione semantica in un contesto del genere. Volendo ignorarla, l’auspicio è certamente condivisibile.

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