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    Edipo re… Music and Cinema!

    By Redazione Musica | giugno 10, 2008

    La Redazione Generale innaugura con questa recensione la rubrica dedicata interamente al mondo musicale cinematografico, alle colonne sonore, al rapporto fra immagine e suono.

    Giordano Giannini, grande esperto di cinema e dintorni, animerà la rubrica.
    Tutti sono invitati a collaborare ed a interagire. Ti Aspettiamo!

    ***


    Edipo Re : motivo ipnotico, di tipo dionisiaco.

    La musica che accompagna le immagini del cinema di Pier Paolo Pasolini chiama inevitabilmente alla commozione. La tensione è popolare, didascalica, persino eccessiva. Passando per il Concerto per violino in do maggiore di Vivaldi in Mamma Roma fino all’aria Erbarme dich, mein Gott di J. S. Bach ne Il vangelo secondo Matteo. Ma nel 1967 il “corsaro” friulano cambia registro. Non si sente più testimone di uno sviluppo etico tale da essere esaltato con le note dei grandi compositori. Fallisce, in parte, il tentativo di restituire allo spettatore più umile la cognizione di appartenere a una Storia. Volge, dunque, lo sguardo indietro. Si rifugia in braccio a sua madre nelle rogge di Casarsa. Ed ecco il primo tema musicale: una marcia trionfale ( grancassa e trombe ), evidentemente estranea ad un universo contadino a cui altro non è dato che il silenzio. La madre gioca con le amiche, sembra felice. Finché il suo volto non muta in una

    smorfia di dolore. Come un ricordo sgradito che affiora all’improvviso. Ma il vento continua a soffiare, le fronde degli alberi oscillano. La terra è rigogliosa e indifferente. Le da voce il Dissonanzen Quartet K 465 di Mozart. Aspro, quasi dodecafonico. Gli eventi proseguono nella camera da letto di una villa. Il padre si alza a notte fonda e si dirige verso la culla del bambino. Gli stringe i piccoli piedi, spinto da un impulso irresistibile. Un tamburo africano suggella il “rito” e un flauto di pan penetra l’udito con violenza. Lo scenario è cambiato. Un altro luogo, un altro tempo. Siamo alle pendici del monte Citerone e un fanciullo scalcia piangendo, abbandonato su una terra brulla, sotto il sole cocente, accanto a scorpioni e serpi. Non dirò altro sul mito del re che uccise suo padre e fece l’amore con sua madre ma cercherò, brevemente, di individuare il possibile retroterra aurale ( e figurativo ) alla base delle scelte di Pasolini in questa versione del dramma sofocleo. L’Uomo deve rigettare le incrostazioni dovute alla cultura e tornare a quell’ infanzia in cui religione, mito, conoscenza e poesia non sono separati ma intimamente connessi all’esistenza corporale e quotidiana: mentre Schönberg si avvia a quello che la critica avrebbe chiamato comunismo tonale, Aleksandr Skrjabin ( influenzato dalle atmosfere irrazionali wagneriane ) desidera restituire alla musica la sua componente iniziatica, trovando la sua espressione più felice con Prométheé, le poeme du feu (1910). Si tratta di un fenomeno tenace, isolato. Purtroppo, di tiepido riscontro. Nel suo periodo fauve, Igor Stravinskij propone Le sacre du printemps (1908), dove l’immediatezza primordiale rievoca l’ormai perduta unità tra l’uomo e la terra. In seguito ( il cosiddetto periodo neoclassico ), con l’opera-oratorio Oedipus rex (1927), il compositore russo si sarebbe confrontato direttamente con il mito greco, inserendolo in un contesto selvaggio. In America, l’espressionismo astratto di Rothzko, Gottlieb, Newman dialogherà con il mondo arcaico. Dioniso è una realtà rigeneratrice: in esso c’è lacerazione, angoscia, ma nulla si distrugge completamente. Non bisogna opporsi al proprio lato belluino. Forse il lavoro di Pasolini riassume inconsciamente questo processo culturale.

    Giordano Giannini

    *


    The Editorial Staff launches, with this review, a new column about film music, soundtracks and the connections between sound and image.
    Giordano Giannini, great expert, will animate the discussion. Everyone is invited to participate. We are waiting for you!

    ***

    Oedipus Rex: hypnotic, Dionysiac.

    Music which guides us through Pier Paolo Pasolini’s movies is highly emotional. The tension is popular, didactic, sometimes excessive. Moving from Vivaldi’s Violin Concert in Mamma Roma to the Erbame dich, mein Gott by J. S. Bach in Il Vangelo secondo Matteo. But in 1967 he changed his mind. He does not still feel a witness of such an ethic upgrade to be exalted by great composers’ music. The attempt to give the awareness of a History even to simple people partly failed. So, he looked back. He took refuge in his mother, in the ‘rogge’ (little rivers, N.d.T.) by Casarsa. Here it is the first musical theme: a triumphal march (bass drum and trumpet), clearly unknown in a rural universe in which we can only find silence. The mother plays with some friends, seems happy. Until her face changes into a pain grimace. Just as an unwelcome remembrance. But the wind is still keeping to blow through the trees. Earth is luxuriant and indifferent. Mozart’s Dissonanzen Quartet K 465 gives it voice. Hard, quite dodecaphonic. Events go on in a bed room. The father wakes up in the middle of the night and goes to his son’s cradle. He holds his little feet, driven by an irresistible impulse. An african drum accompanies the ‘rite’ and a pan flute violently penetrates the hear. The scene has changed. Another place, another time. We are on the Kithairon and a little baby is crying, left alone on the bare land, under a hot sun near snakes and scorpions. I am not going to say anything about the myth of the king who killed his father and made love with his mother but I will briefly try to identify the musical (and figurative) background of Pasolini’s interpretation of this version of the drama written by Sophocles. Man has to reject culture and has to come back to the young age in which religion, mythology, knowledge and poetry were not separated but strictly linked to the corporal and ordinary life: while Schoenberg starts his personal way to the ‘tonal communism’ (as critics describe it), Aleksandr Skrjabin (influenced by the irrational atmospheres by Wagner) wants to give back to the music its initiatory component, reaching his aim in Promethèe, le poeme du feu (1910). It is a tenacious phenomenon, but isolated.
    In his fauve period Igor Stravinskij proposes Le sacre du printemps (1908), where the primordial immediacy recalls the lost union between man and earth. Then (in the neoclassic period), with the oratorical Opera ‘Oedipus rex’ (1927), the composer directly deals with the Greek myth put in a wild context. In America, the Rothzko, Gottlieb, Newman abstract expressionism talks with the archaic world. Dionysus is a regenerator, in which there is scratch, angst but nothing is completely destroyed. We cannot oppose to our wild nature. Maybe Pasolini’s work subconsciously summarize this cultural course.

    Giordano Giannini

    (Translated by Luigi di Nuzzo)

    Topics: Cinema's Nook, MUSIC | 6 Comments »

    6 Responses to “Edipo re… Music and Cinema!”

    1. Claudia Scroccaro Says:
      giugno 10th, 2008 at 10:41

      Molto interessante questo percorso pasoliniano…. L’Edipo Re è un capolavoro, una sintesi di molti elementi del passato, presente , e futuro…ed anche la musica rispecchia questa intenzione.
      In questo certamente Stravinskij ha qualcosa di fortemente pasoliniano…. mi piace quest’accostamento….
      Complimenti Giordano!

    2. Jacopo Simoncini Says:
      giugno 10th, 2008 at 15:08

      Grazie per l’articolo, che mi ha fatto ricordare un capolavoro come Mamma Roma. Mi ha sempre colpito, nei film di Pasolini, lo straniamento provocato dall’accostamento tra immagini e musica: che nesso ha una musica così apollinea ed apparentemente astratta come quella di Vivaldi con le crude e realistiche immagini delle borgate romane? Eppure, il risultato è straordinario, e sarebbe impossibile immaginare un diverso commento sonoro…

    3. Federico Preziosi Says:
      giugno 11th, 2008 at 10:10

      che bello io ci farò un esame su Pasolini, mi ricorderò di questo articolo… grazie!

    4. Andrea Barizza Says:
      giugno 11th, 2008 at 10:25

      ecco.
      ho fatto tutto questo proprio per sentire queste parole.
      grazie Federico.

      andrea

    5. Stefano Naimoli Says:
      giugno 11th, 2008 at 22:23

      Spero si arrivi presto ad affrontare Kubrick. C’è una messe di roba su cui parlare davvero nutrita. :)

    6. Federico Preziosi Says:
      giugno 12th, 2008 at 08:59

      Prego Andrea! :)
      Comunque sarebbe bello parlare anche di musica composta per i film, ce ne sarebbe da dire tanto: Ennio Morricone, Nino Rota, Nicola Piovani, Henry Mancini e tanti altri.

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