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Te lucis ante terminum…
By Redazione Musica | luglio 26, 2008
REGGIO EMILIA, 11 GIUGNO 2008 – TE LUCIS ANTE TERMINUM
All’interno della rassegna SOLI DEO GLORIA. Organi, Suoni e Voci della Città‘, ha avuto luogo il concerto Te lucis ante terminum. Musiche per l’Ufficio di Compieta a Reggio Emilia fra Cinque e Seicento, frutto della collaborazione tra la Cappella Musicale S. Francesco da Paola di Reggio Emilia, diretta da Silvia Perucchetti, e l’Ensemble Palma Choralis di Cremona, guidato da Marcello Mazzetti e Livio Ticli. Questa ricostruzione liturgico-musicale, basata sullo studio di fonti teoriche, cronachistiche e iconografiche dell’epoca, ha voluto dar voce alle composizioni di autori nativi o operanti in istituzioni ecclesiastiche del capoluogo emiliano.
Alle tecniche compositive e improvvisative più semplici (canto fratto impiegato nell’innodia, falsobordone nel ps. 4 Cum invocarem e nel cantico) sono stati affiancati brani in«polifonia d’arte» che spaziano dalla scrittura omoritmica (lectio brevis, responsorio e antifona Salva nos) a quella a doppio coro prevista per l’articolato ps. 90 Qui habitat e per l’antifona mariana conclusiva Ave regina coelorum. Fattore eccezionale, che ha conferito alla Compieta una ancor maggiore solennità, è stata la presenza dei Sacri Concerti (mottetti a una e due voci su b.c.) eseguiti al termine di ciascun salmo.
La riuscita dell’evento, testimoniata dall’interesse e dall’attenzione del pubblico rimasti costanti fino all’ultima nota, è stata favorita dall’inusuale ricostruzione dell’intero apparato liturgico-rituale della Compieta che, da un lato ha evitato la oramai «classica» antologizzazione dei brani polifonici presentati in concerto, dall’altro ha rivivificato lo spazio sacro attraverso processioni cantate, l’uso di paramenti e suppellettili propri della liturgia e l’esecuzione del canto gregoriano (versicoli, orazioni, preghiere) come elemento coesivo e fondante dell’intero Ufficio.
Questa cura per il particolare ha fatto in modo che la ricostruzione non solo si muovesse nel lecito dello «storicamente informato», ma ha permesso al pubblico di immergersi in una suggestiva atmosfera creata dalla «spettacolarità» del rito, cui oggi siamo disabituati, ove i diversi sensi (udito-musica, vista-paramenti, olfatto-incensi) fossero pienamente coinvolti.
La chiesa di S. Stefano, col suo bel chiostro quattrocentesco e il suo impianto medievale, ha fatto da cornice alla piacevole serata. Il concerto, in questo senso, ha altresì valorizzato i corredi sacri della canonica attraverso l’esposizione del crocifisso seicentesco e ha messo in rilievo la magnificenza dell’architettura mediante un gioco di luci che ha impreziosito gli altari laterali anch’essi addobbati con argenti e candelabri per l’occasione.
Il frutto del connubio fra ricerca musicale e rituale ha permesso non solo agli “addetti ai lavori” di apprezzare l’operazione per la sua originalità, ma ha sicuramente suscitato l’innamoramento anche in coloro che da neofiti si sono per la prima volta avvicinati a questo repertorio.
M@lpagini
Topics: Concerts, MUSIC, Review | 1 Comment »






luglio 31st, 2008 at 10:41
Salve a tutt e complimenti per il sito: vi seguo sempre anche se e´la prma voltache lascio un commento.
iosonod reggio emilia ed ero al concerto che e´recensito qui sopra..in effetti e´stato molto piacevole anche se essendo abituato a concerti di altissimo livello non ho potuto non rilevare che questo non lo era in effetti…tuttavia e´stato buono ed anche particolare. Ammetto che il repertrio proposto non e´di cert il mio preferito anche se quella sera non mi e´dispiacuto!
Giancarlo