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    100 Years of Herbert von Karajan and His Video Legacy /1 (3/5)

    By Redazione Musica | ottobre 2, 2008

    100 Years of Herbert von Karajan

    HERBERT von KARAJAN Oltre il mito. Cenni sulla sua VIDEO LEGACY

    In questo articolo mi occuperò solamente di alcuni aspetti riguardanti gli Home Video che il Maestro Herbert von Karajan realizzò per le future generazioni, poiché per trattare degnamente questo importante aspetto del suo lavoro, non sarebbe certamente sufficiente un articolo. Tutti gli ammiratori del Maestro fruiscono del loro contenuto, felici di poterlo osservare ancora mentre esprime la sua Arte, e sovente non sfiora neppure il pensiero di quanto laboriosa sia stata la realizzazione di quei filmati, specie i primi. Ciò che mi preme e` suggerire degli spunti per chi volesse addentrarsi in questo aspetto così affascinante del lavoro del Maestro. Da questo momento, dobbiamo immaginare von Karajan nelle vesti di supervisore artistico, regista, tecnico del suono, cineoperatore ecc… ; lui era tutto questo e molto altro ancora. Sappiamo che la sua indole lo spingeva ad occuparsi in prima persona di ogni aspetto del suo lavoro, quindi, lui che era sempre pronto e ben felice di imparare cose nuove, passava senza difficoltà alcuna da un ruolo all’altro. Non dimentichiamo che von Karajan iniziò la sua carriera nel Teatro Statale di Ulm, in Germania, come Kapellmeister dal 1929 al 1934. Per tutta la vita il Maestro tenne in alta considerazione quel titolo, fino al punto che firmava i documenti come Kapellmeister; lui asseriva che il termine Direttore era poco democratico, invece Maestro di Cappella e` colui che lavora in campo musicale, titolo a lui più confacente. Nella piccola città di Ulm, il giovane von Karajan imparò con duro lavoro cosa significa essere il Direttore di un Teatro; infatti lui ed il suo collega Otto Schulmann, dovevano occuparsi di tutto, ed il repertorio era vastissimo, le Opere subivano un ricambio vorticoso per mantenere alto l’interesse degli appassionati; i titoli in cartellone comprendevano circa 40 Opere e non mancavano le Operette, così von Karajan ebbe l’opportunità di cimentarsi anche con quel genere di spettacolo piacevolissimo! Certamente l’esperienza di Ulm fu la fortuna di colui che sarebbe diventato “Wunder” ; lui stesso, negli anni a venire, nel corso delle interviste, non mancava mai di rammentare quegli anni di apprendistato come solide basi sulle quali costruì la sua carriera.

    Quando pensiamo a Karajan, ricordiamolo così, come un artigiano della Musica, come uno sperimentatore e soprattutto come un servitore dell’Arte Suprema. Così, tutti i cliché che si sono stratificati intorno alla sua figura, diverrebbero mero corollario. Considero una grande fortuna il suo lascito in audio e in video, quello che, secondo alcuni, era il suo modo per “garantirsi l’immortalità”: questo e` un esempio di cliché di cui accennavo sopra che rileva ignoranza e povertà d’animo! A noi però interessano altri aspetti del fenomeno Karajan. Il Maestro riusciva a trarre il “suo” bel suono da qualsiasi Orchestra; questa qualità sembrava essere insita in lui. Mentre per altri versi , nella sua professione, egli ha seguito un lungo percorso, un’elaborazione, uno sviluppo, una crescita; nell’arte del legato e nel creare un bel suono non vi sono tracce e non si scorge la fonte, in quanto la fonte era in lui. Come ho accennato, e` necessario privare Karajan di tutto ciò che non riguarda la sua professione o la sua missione. Concentriamoci sull’artista e sull’artigiano, sulla sua autorevolezza, necessaria per esplicare al meglio la sua funzione di Direttore d’Orchestra e della sua dolcezza nell’infondere tranquillità e sicurezza, specie nei cantanti. Amava ripetere che dopo la morte sarebbe diventato un falco; c’e` anche una foto che lo ritrae insieme al rapace; quando dirigeva, allargava le braccia come fossero ali…era libero dentro! Anche il suo rapporto con la Musica era libero; lui accompagnava, poi lasciava che tutto accadesse come doveva accadere. Il flusso musicale non doveva essere interrotto e non doveva subire costrizioni; infatti, quando gli chiedevano se visualizzasse le partiture, visto che dirigeva ad occhi chiusi, lui rispondeva che seguire i segni e girare mentalmente le pagine, sarebbe stata causa di catastrofiche interruzioni! No, lui ricordava i suoni. Osservare Karajan al lavoro e` comprenderlo un poco di più. Ecco l`importanza dei video che riprendono le prove. Non si può pretendere di capire il suo lavoro senza osservare attentamente il lavoro preparatorio; per un concerto, provava due volte al giorno per circa sei giorni. Poche parole pronunziate a bassa voce e frasi incisive, bastavano a ricreare l’armonia musicale. Talvolta era duro, secco, ma tutti i Direttori lo sono per necessità. Indubbiamente Karajan era aiutato dal suo sguardo. Chiunque abbia lavorato con lui, cantanti o strumentisti, dicono che con una occhiata riusciva ad realizzare subitamente il risultato voluto.

    (domani la seconda parte)

    Rossana Cimarelli

    * * *

    In this article I will take care only of some aspects of Herbert von Karajan’s Home Video. The very firsts of these videos took long time to shoot: we have to imagine Karajan as a movie director, artistic supervisor, sound expert, camera man… We know how his temper brought him to take care of everything and to be un-trustee about everyone. He was glad to express himself in many different roles, and he liked to learn new things. Let’s not forget he started his career as Kapellmeister in Ulm’s State Theatre from 1929 to 1934. All his life he was proud to have been Kapellmeister, as we know he always signed documents with that ‘title’. He felt that ‘orchestra conductor’ was so un-democratic.In the small town of Ulm, young Karajan had to learn what meant to be the Director of a Theatre: he and his colleague Otto Schulmann had to take care of everything. Repertoire had to change very often to keep the public’s interest (there were 40 different Operas a year); in every interview he always reminisced those hard years of apprenticeship as years where he built his solid base to build on his career. I believe that his video and audio tracks are a great heritage for us, the way he granted for his immortality. But now let’s focus on other aspects of him. The Maestro was able to get his own ‘sound’ from every Orchestra; this ability was part of his temper. Let’s focus on the artist ship and artisanship, on his confidence, to better understand his art of Conducting, to better understand his ability to infuse assurance to performers, especially to singers. He was convinced that after his death he would become a falcon; we also have a picture that portraits him with this bird. When he conducted he loved to spread his arms like if they were big wings…he felt free inside! Even his relationship with Music was completely free: he accompanied, and then let that everything followed its own path. Musical events where not meant to be interrupted; there were not supposed to be constructed. When they asked him if he imagine the score while he conducted with his eyes shut he answered that conducting imagining the signs and imagining turning the pages would have caused catastrophic interruptions! No. he remembered the sounds. Watching him at work means to understand him. This is why the video patrimony is precious! We cannot understand his art without observing him in the preparation of performance. Few words, simply whispered and sharp sentences where enough to recall music harmony. Sometimes he was tough, dry. But many Conductors have to! Karajan was helped by his gaze. Whoever worked with him says that with a simple glance he was able to obtain what he wanted.

    Rossana Cimarelli

    (translated by Claudia Jane Scroccaro)

    Topics: 100 Years of Herbert von Karajan, Editorial Collaboration, Great Musicians, Herbert von Karajan, MUSIC | 15 Comments »

    15 Responses to “100 Years of Herbert von Karajan and His Video Legacy /1 (3/5)”

    1. Herbert von Karajan and His Video Legacy /1 (3/5) | Midi Blog Says:
      ottobre 2nd, 2008 at 01:19

      [...] Karajan and His Video Legacy /1 (3/5) Archiviato in: Midi — Ottobre 2, 2008 @ 2:01 am sconosciuto: Quando pensiamo a Karajan, ricordiamolo così, come un artigiano della Musica, come uno [...]

    2. Claudia Scroccaro Says:
      ottobre 3rd, 2008 at 18:56

      Mah che io sappia Karajan non era propriamente famoso per la sua meticolosità…insomma circolano parecchie barzellette sul fatto che Karajan non facesse in tempo a finire un concerto che stava già dall’altra parte del mondo per dirigerne un altro… che poi fosse un fuori-classe è fuori dubbio..insomma non è da tutti reggere un ritmo del genere con sempre un’arte della più alta qualità…ma non mi sembra si curasse così tanto di tutti questi dettagli… ma forse sono mal informata io dalle maldicenze….

    3. Rossana Says:
      ottobre 3rd, 2008 at 19:53

      Cara Claudia,

      I “si dice ” vanno verificati, le barzellette sono appunto solo barzellette e non danno garanzia alcuna. Si, il Maestro era un maniaco dei dettagli. Non sono molti i Direttori d’Orchestra che chiedono di provare per sezioni. Quando chiese ai Berliner Philharmoniker di voler sentire solo gli archi( era al suo esordio con quella che sarebbe divenuta la “sua” Orchestra),questi, molto stupiti, risposero di sapere la loro parte molto bene. Lui disse di volerli ascoltare proprio per questo. Alla fine della prova diedero ragione al Maestro. Di Herbert von Karajan si possono dire le cose piu` fantasiose, ma la sua meticolosita` non puo` essere messa in discussione. Nell’ultima parte della sua vita, molti suoi colleghi piu` giovani ed in salute di lui, dicevano di non essere in grado di tenere i suoi ritmi alle prove..
      Rosy

    4. Rossana Says:
      ottobre 5th, 2008 at 19:39

      ..proseguo in risposta al commento di Claudia, non per convincerla della puntigliosita` maniacale di Karajan, quello e` un dato oggetivo facilmente riscontrabile, ma per aggiungere qualche curiosita`. Ne conosco parecchie ma comprendo l’abuso del vostro spazio.
      ****************
      Aneddoti. Contengono innegabili verita` . Karajan sale su un taxi. Alla domanda :” Dove lo accompagno, Maestro? “. Lui, placido:” Dove vuole lei, tanto mi aspettano dappertutto! “. Questa simpatica storiella e` nata perche` Karajan era Direttore di diversi Teatri e lavorava con svariate Orchestre ( Wiener Staatsoper gemellato con il Teatro alla Scala, Die Salzburger Festspiele, il suo Osterfestspiele etc..la Philharmonia Orchestra, l’Orchestre National de France, i Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker..) A proposito di cio`, avevano inventato una parodia di Figaro del Barbiere di Siviglia adattandola a Karajan, il quale si divertiva molto quando la proponevano. Questo significava che aveva molti impegni, ma il suo lavoro era sempre curato nei minimi dettagli. Una sola volta accetto` di dirigere un concerto quasi senza provare, ma al termine della performance dovettero portarlo via in barella (vero). Decisamente l’improvvisazione non era nella sua indole!
      ****************
      Curiosita` (vere). Provando e riprovando con i musicisti, quando ripeteva fino allo sfinimento che uno dei modi per ottenere un bel suono era dare il giusto “valore” alle note, si accorse che i musicisti sbagliavano tutti allo stesso punto. Volle vedere gli spartiti, cosi` comprese che talvolta a fine pagina le note non erano nella posizione esatta. In fase di stampa poteva capitare che venissero apportate modifiche improprie, magari una leggera compressione, da indurre i musicisti nel medesimo errore. Nessuno si era mai accorto di cio`.

      Nel terribile periodo del 3° Reich, mentre diregeva ” Die Meistersinger von Nürnberg ” senza partitura, il Führer volle informarsi se era possibile dirigere quella Opera a memoria. Gli fu risposto di no; allora, alla fine di un atto, qualcuno corse dal Maestro per avertirlo di prendere la partitura per non contrariare Hitler. Lui lo fece, sali` sul podio con la partitura bene in vista, e quando vide che Hitler lo osservava con un binocolo…..appoggio` la partitura sul leggio e comincio` a dirigere. Il Führer non pote` credere ai sui occhi. L’odioso “Wunder” aveva osato mettere la partitura al contrario!!!

      Grazie

      Rosy

    5. Andrea Barizza Says:
      ottobre 6th, 2008 at 11:48

      Sul suo rapporto sul Fuhrer, è forse meglio tacere…

      per il resto.. è sicuramente stato un grandissimo musicista e un’innovatore senza precedenti.

      perchè lo dovettero portare via in barella?
      andrea

    6. Rossana Says:
      ottobre 6th, 2008 at 17:46

      Caro Andrea

      Non vorrei che ci fossero ancora dei grossi dubbi sulla posizione del Maestro; quei tempi furono difficili per tutti e non saro` mai tanto superficiale da affrontare un argomento assai delicato se non per mettere in risalto lo spirito ribelle del giovane direttore d’Orchestra. Si, fu un grande innovatore e come tutte le menti desiderose di offrire o proporre cambiamenti, dovette subire le normali reticenze e le opposizioni che ogni mutamento comporta, sia esso positivo o meno. Ma non dimentichiamo che Karajan porto` sempre dentro di se` la grande lezione di Arturo Toscanini, anch’esso profondamente incline a modalita` interpretative assai controcorrente per l’epoca. Difficile accettare personalita` travolgenti. Herbert von Karajan, da bambino, faceva molti chilometri in bicicletta per andare ad ascoltare le prove del grande Direttore italiano. E fin da piccolo imparo` che la partitura e` un documento da rispettare. Soleva dire: ” Io non falsifico i documenti!” Quindi si puo` affermare che il Maestro fu un innovatore nel rispetto della tradizione ( l’ Opera d’Arte e la sua paternita`). Non e` una contraddizione perche`la sua innovazione consistette soprattutto nell’essere fedele all’intenzione del Compositore. Ascoltando le sue incisione degli anni ‘50 e ‘60, ancora prive degli accenti romantici e tardoromantici che caratterizzarano le sue produzioni successive, si puo` ben intendere il mio ragionamento. Naturalmente quando affrontava lavori del periodo Classico, era pronto ad abbandonare qualsiasi richiamo che non fosse linearita`, charezza, purezza….le sue interpretazioni di Mozart sono un grande esempio, sia in campo sinfonico che operistico.

      …lo portarono via in barella poiche` il suo fisico non resse a tanta emozione e tanta tenzione!

      Rosy

    7. Andrea Barizza Says:
      ottobre 6th, 2008 at 20:01

      Cara Rosy..
      sono d’accordo con te.. ma come tutte le personalità che si impongono, certo non è la “trasperenza” l’abito usuale..

      andrea

    8. Rossana Says:
      ottobre 6th, 2008 at 20:23

      Andrea,
      solitamente Herby ( hem, talvolta veniva chamato cosi`)vestiva in modo informale: scarponcini, polo, pantaloni sportivi e l’immancabile maglioncino di lana che usano tutti i Direttori D’Orchestra (lo sai..); invito` anche gli strumentisti a scegliere abiti informali per le prove, poi, per le esibizioni indosso` il frac* finche` la sua brutta malattia alla schiena glielo permise…..

      seriamente, cosa intendi per essere trasparente?
      *= ho scritto delle riflessioni sul frac, ma Karajan non c’entra..

    9. Roberto Illiano Says:
      ottobre 6th, 2008 at 20:26

      Per precisione: di dubbi non ce ne sono affatto!
      Karajan si iscrisse al Partito Nazista l’8 aprile 1933, a Salisburgo, col numero 1.607.525….
      Con questo non voglio accusare Karajan di razzismo o di aver commesso crimini… il suo, purtroppo, è un caso non raro fra gli intellettuali del periodo… anche fra quelli italiani (e quanti!).
      Quello che mi spiace, però, è che non fece mai un pubblico atto d’accusa… anzi, cercò sempre di evitare l’argomento. La sua era stata probabilmente una scelta opportunistica, finalizzata alla sua carriera. Nulla toglie al genio musicale di Karajan…. ma un pubblico atto d’accusa per aver appoggiato un simile regime sicuramente gli avrebbe fatto onore…

    10. Rossana Says:
      ottobre 6th, 2008 at 20:53

      Ciao Roberto,

      Karajan ebbe due tessere, per due volte si iscrisse al partito nazionalsocialista; anche noi italiani all’epoca ci scrivevamo al partito fascista e i giovani dovevano indossare la divisa dei “balilla”. In verta`, questo e` davvero un argomento complesso e anch’io avrei voluto che lui facesse cio` che dici tu. Karajan e` stato a lungo interrogato riguardo la sua posizione e lui rispose sempre la verita`; spesso non venne creduto. Lui e la sua terza moglie Anita Gütermann vennero interrogati molte volte, anche perche` karajan fu disertore e si rifugio` qui in Italia per poter continuare a dirigere, e lo faceva di nascosto per non essere preso. In quella occasione imparo` la nostra lingua. Fu ingiustamente accusato di molte cose. In tarda eta`disse cosi`:” Ho sempre detto la verita`, ora non giudicate cio` che non potete comprendere poiche` non avete vissuto quel periodo! Volevo lavorare e non potevo stare molto tempo senza poter dirigere.” Io non mi sento di giudicarlo troppo duramente, aveva poco piu` di 20 anni…

      Rosy

    11. Roberto Illiano Says:
      ottobre 6th, 2008 at 21:16

      Ciao Rosy,
      io non giudico le scelte di un ventenne, ma quelle di un maturo direttore d’orchestra che non prese mai le distanze dal Nazismo.
      Ai suoi tempi, comunque, ricordiamoci sempre che altre persone fecero scelte diverse… per fortuna :)
      Non voglio sminuire il peso della censura e della propaganda del Nazismo e del Fascismo, perché anhe in Italia la situazione non fu per nulla leggera.
      In Italia moltissimi intellettuali furono coinvolti. Molti fecero poi un atto pubblico d’accusa in preda al senso di colpa. Altri vissero sempre nell’omertà e ricoprirono pure importanti posti di potere sbandierando un ipocrita atteggiamento antifascista… Troppo spesso comunque, anche in molta storiografia, i paragoni con altri regimi totalitari come quello tedesco hanno fatto pensare alla situazione italiana come a una sorta di isola felice. Non è stato così.

    12. Rossana Says:
      ottobre 6th, 2008 at 21:41

      (..scusate, Anita Gütermann, di origine ebrea, era la sua seconda moglie..) Per molto tempo si e` creduto che Wilhelm Furtwängler fosse stato il piu` pressato durante il processo di denazificazione, questo perche`Herbert von Karajan non rese di pubblico dominio il fatto di essere stato piuttosto tartassato dalle autorita`. Come disse l’ex cancelliere Helmut Schmidt, suo compagno-rivale nelle regate e amico, Karajan era totalmente apolitico (io direi apartitico, visto che non si disinteressava della “res publica” come cittadino, ma non ne capiva nulla di partiti politici), per lui esisteva la musica, la famiglia, la montagna…a proposito, lo sapete che il cardinale Joseph Ratzinger, ora Papa Benedetto XVI, si incontrava talvolta in un rifugio tra i monti con il Maestro? Succedeva d’estate, quando Karajan, terminato il tour de force al Salzburger Festspiele, sentiva la necessita` di distaccarsi da tutto e li` incontrava il Cardinale, con il quale parlava di un po’ di tutto, ma specialmente di musica..

    13. Rossana Says:
      ottobre 7th, 2008 at 00:15

      Caro Roberto,

      Mi fa piacere l’interesse mostrato nei confronti del grande interprete e soprattutto la volontà di riflettere senza emettere giudizi pregnati di pregiudizi come spesso accade in queste situazioni dove tutto sembra essere chiaro ad una visione superficiale.
      Karajan evitò l’argomento perchè,come ho scritto nel commento sopra, spiegò i fatti e le motivazioni nel processo di denazificazione. Secondo me lui non fece mai pubblica ammenda in quanto non era mai stato un nazista convinto. Ammise di non aver compreso l’atto compiuto al momento dell’iscrizione e la sua gravità,tant’è vero che lo fece due volte, una delle quali è poi risultata retrodatata, quella che gli permise di ottenere incarichi di lavoro: “Avrei fatto qualsiasi cosa pur di ottenere quell’incarico, questo dissi allora alle autorità e questo affermo nuovamente.” Disse, in una delle ultime interviste, nella sua casa ad Anif. Roberto, Karajan non voleva il Potere bieco, lui voleva fare musica, lui era consapevole delle sue capacità e non poteva vivere in altro modo. Inoltre era portato a tacere gli slanci altruistici. Un musicista della BPO, raccontò solo poco tempo fa ciò che Karajan fece per lui, perchè il Maestro gli raccomandò di non rendere pubblico il suo aiuto. Forse lui pensava che fossero sufficienti i fatti e il suo comportamento per allontanare i fantasmi di un periodo storico pauroso, terribile e temibile. Elliette, la moglie che lo accompagnò fino alla morte, racconta che quando andava a provare con i Berliner Philharmoniker, il suo sguardo si posava ogni giorno sul muro e lui ogni volta diceva “ecco il mostro!” . Di una cosa sono certa, Roberto, se Herbert von Karajan non fosse stato pulito dentro, non avrebbe fatto buona musica, non sarebbe riuscito ad onorare la su Arte. Si è comportato in maniera superficiale e, da essere umano ha commesso errori. Probabilmente si è pure vergognato..ma la sua anima è bella nonostante le sue cadute.
      ***************
      Andrea, quando dicevi di comportamenti non trasparenti, intendevi quanto trattato fin qui? Scusami se ho giocato con la tua frase, ma talvolta ho necessità di usare i mezzi del Teatro greco per meglio riflettere su questioni che non si possono certamente concludere con poche battute sia che si parli di Karajan o di altri

      Grazie Roberto e Andrea
      :) smile

      Rosy

    14. Roberto Illiano Says:
      ottobre 7th, 2008 at 00:43

      Cara Rosy,
      ho letto con piacere la tua risposta. Non voglio certo emettere giudizi sulla persona karajan, perché l’unica cosa che qui importa è l’arte di Karajan. Avevo risposto semplicemente perché in genere non amo le operazioni di santificazione dei personaggi… ma sottolineo che sono d’accordo con te sul fatto che la sua anima musicale ha fatto veramente grandi cose.
      Un caro saluto :)

    15. Rossana Says:
      ottobre 7th, 2008 at 02:44

      Caro Roberto,

      sono completamnte daccordo riguardo la tentazione di santificare i personaggi e spero di averlo spiegato con efficacia nello scritto precedente ma penso di sì. Le persone mi piacciono quando mostrano la loro umanità. C’è una cosa che mi è sempre piaciuta di Karajan ed è la sua smodata ed ampiamente dichiarata ammirazione verso i suoi colleghi. A parte Arturo Toscanini, lui ammirava Victor De Sabata e Wilhelm Furtwängler. Avrebbe voluto essere una sintesi tra Toscanini e Furtwängler e forse c’è riuscito. Quando ascoltava le interpretazioni di De Sabata esclamava:” Superbo, superbo, potrei provare anch’io..no, non si può..” Non so se ascoltava di più le sue registrazioni o quelle dei suoi colleghi, ma non v’era ombra d’invidia. Sarà perchè era bravo?! Comunque sono contenta che abbiamo toccato certi argomenti perchè fanno parte della vita di questo grande artista. Pazienza se ci siamo allontanati molto dai contenuti del mio articolo che però vuole solo essere un invito ad avvicinarsi all’arte del Maestro austriaco da parte di chi lo conosce solo di nome.

      Contenta dello scambio di opinioni, ti auguro una buonanotte :)

      Rosy

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