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    Why Raplh Vaughan Williams?! (0/12)

    By Redazione Musica | ottobre 8, 2008

    Pubblichiamo l’introduzione allo speciale su R. V. Williams curato da Stefano Naimoli. Il progetto consta di dodici articoli che usicranno con cadenza mensile a partire dal 4 Novembre.

    ******** ***** ********

    Ralph Vaughan Williams: la vita, l’opera

    “Chi sarebbe questo carneade della musica d’arte?” Leggendo questo titolo, è molto probabile sia questa la prima domanda che si pone il lettore.
    E da questa ne verrebbe subito una seconda: “perché dovrei conoscere questo sconosciuto? E’ importante sapere chi era e cosa ha fatto?”.
    Si, dico io, è importante. In primis perché se non lo fosse non sarei qui ora a parlarne. In secundis, perché a lui (unitamente a pochi altri) un’intera nazione deve l’ingresso nel Valhalla della musica colta occidentale, dopo due secoli di totale stagnazione nel campo musicale.
    Un’Inghilterra tanto marginale nel produrre qualcosa di nuovo nell’orizzonte musicale europeo del 700 e dell’ 800, tanto florida creativamente allo scoccare del XXesimo secolo, fino a diventare una realtà musicale importante a tutti gli effetti.
    Ed è proprio il “carneade” Vaughan Williams che ha dato il la a questa British Renaissance, andando a dare all’Inghilterra un’emancipazione, rispetto alle altre “potenze musicali” della tradizione, che è sia idiomatica, ma anche estetica.
    Per noi italiani, ed europei, le cui abitudini musicali si sono formate principalmente sulla produzione mittleuropea (Germania & Austria principalmente, ed in seconda battuta Francia ed Italia), con alcune propaggini slave (I Russi, Chopin e la scuola boema), questa può essere l’occasione per scoprire un modo di sentire nuovo: un diverso suono, una diversa concezione della musica ed una diversa poetica da quelle a cui siamo “abituati”. Vaughan Williams è ritenuto il padre della moderna musica colta inglese, ed è probabilmente la finestra migliore da aprire su questo nuovo mondo musicale: perché nessuno più di lui è riuscito ad essere evocativo, a dipingere in suoni, per quanto non abbia mai espressamente fatto musica a programma, il “sentire british”; nessuno più di lui, cioè, ha saputo trasfondere in suoni la cultura inglese, la sua storia, le sue tradizioni, le sue paure ed ansie, i suoi immensi paesaggi verdi sotto cieli plumbei. Inoltre, il 2008 è il 50enario della morte di Ralph Vaughan Williams. Quindi considerando questo, e considerando personalmente inaccettabile che qualcuno possa non conoscere qualcosa di bello, una serie di articoli su Vaughan Williams e la musica inglese non solo sono necessari, ma anche dovuti.

    Stefano Naimoli

    Per visualizzare tutti gli articoli su Williams clicca qui.

    Clicca qui per leggere l’articolo successivo.

    Topics: 20th Century, Great Composers, History of Music, MUSIC, Ralph Vaughan Williams, Research Monograph | 1 Comment »

    One Response to “Why Raplh Vaughan Williams?! (0/12)”

    1. Ralph Vaughan Williams…/1 (1/10) | Musical Words Says:
      novembre 3rd, 2008 at 23:06

      [...] con il post di oggi, un lungo speciale su Ralph Vaughan Williams curato da Stefano Naimoli e precedentemente presentato. Tutto il ciclo sarà compreso nella categoria Great Composers —> Research Monograph —> [...]

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