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    Selva Armonica

    By Redazione Musica | novembre 15, 2008

    Siamo molto lieti di annunciare in questa sede l’uscita del nuovo volume della serie di studi musicologici “Speculum Musicae”, diretta da Roberto Illiano. La serie, edita per i tipi della Brepols Publishers di Turnhout , fa parte delle pubblicazioni curate dal Centro Studi Opera omnia Luigi Boccherini.
    Il libro, n. 12 della serie, è la monografia di Daniele V. Filippi dal titolo «Selva Armonica». La musica spirituale a Roma tra Cinque e Seicento.

    **

    Serie Speculum Musicae Vol. XII
    Daniele Filippi
    «Selva Armonica». La musica spirituale a Roma tra Cinque e Seicento
    Brepols, Turnhout, 2008 , pp. xvi+484, ISBN 978-2-503-52778-9.

    La musica spirituale cinque-seicentesca, nonostante il contributo di alcuni dei massimi autori del periodo (da Palestrina a Marenzio, de Monte, Lasso, Monteverdi), ha goduto a lungo, in epoca moderna, di ben scarsa considerazione. Sino a tempi recenti e recentissimi pochi studi hanno consentito di orientarsi in questo repertorio poetico e musicale, in realtà assai cospicuo e intrecciato in molti e diversi modi alla vita culturale e spirituale di una stagione «intensamente consolata e dilaniata dall’idea religiosa» (G. Pozzi). E se negli ultimi anni si sono andati accumulando fotogrammi storico-analitici talvolta ad altissima definizione, si avverte ora il bisogno di nuove sintesi che superino la frammentazione, traccino inedite linee interpretative e restituiscano fluidità ai processi. Sull’onda di riflessioni del genere è nato il percorso centripeto proposto in questo libro: da un luogo geografico e culturale, Roma, a uno specifico ambiente spirituale e artistico, l’Oratorio di san Filippo Neri – fra i più influenti e originali nel cattolicesimo postridentino -, a una silloge poetico-musicale, la Selva armonica (1617) di Giovanni Francesco Anerio.
    Prendendo le mosse da alcuni lineamenti generali di storia della cultura e da una precisa messa a fuoco del teatro degli eventi, vengono qui ripercorsi i presupposti teorici del rapporto fra musica e spiritualità (da Agostino ai mistici ‘musicali’ del Medioevo), verificandone poi la risonanza nell’epoca postridentina – così creativa nello sposare il canto alla catechesi, l’arte all’orazione, la letteratura alla mistica.
    L’attenzione si concentra poi progressivamente sulle parabole esemplari di un compositore, un poeta e una raccolta: G.F. Anerio, Agostino Manni, la Selva armonica, che formano l’oggetto primario, ma non esclusivo, di una serrata disamina analitica.
    La Selva si rivela un luogo d’osservazione privilegiato, in cui si incrociano tante strade della cultura musicale romana a cavallo tra i due secoli: contemperati nelle possibilità proprie della scrittura monodico-concertata, vi si ritrovano il dinamismo ritmico e coloristico dei generi minori (la canzonetta, e naturalmente anche la lauda), la maturità armonica e l’eleganza di linee dell’ultimo madrigale romano, la disinvoltura contrappuntistica nativa nei maestri di cappella postpalestriniani. Ma questo vario arboreto è improntato a un perfetto equilibrio fra le esigenze del docere, del movere e del delectare, e la sperimentazione espressiva vi si lascia governare, felicemente, dalla rhetorica divina.

    *

    In modern times scant attention has been given to the spiritual music of the 16th and 17th centuries, in spite of the fact that so much music was composed by some of the greatest figures of the period (they range from Palestrina to Marenzio, de Monte, Lassus and Monteverdi). Indeed until very recently it was very difficult to get ones bearings in a poetic-musical repertoire that is not only large, but also interwoven in many different ways with the cultural and spiritual life of a period that was “intensely consoled and lacerated by the religious idea” (G. Pozzi). Although the last few years have witnessed the publication of more and more ‘close-up’ historical-analytical studies (at times of very high definition), we are now conscious of the need for a new overall picture that can make sense of the fragmentation, outline fresh lines of interpretation and restore fluidity to the processes. It was reflections of this kind that generated the ‘centripetal’ itinerary proposed in this book, which moves inwards from a geographical and cultural location (Rome) first to consider one of the most influential and original spiritual and artistic environments in the post-Tridentine Catholic world (the Oratorio of St Filippo Neri), then to examine a specific poetic-musical collection: the Selva armonica (1617) of Giovanni Francesco Anerio.
    Taking its cue from certain general features of the cultural history and from a strong focus on the theatre of events, this work first examines the theoretical background to the relationship between music and spirituality (from Augustine to the ‘musical’ mystics of the Middle Ages), then verifies its resonance in the post-Tridentine era – a period that distinguished itself for the ways in which it united singing with catechesis, art with prayer, and literature with mysticism.
    The attention then gradually concentrates on the exemplary histories of the composer, the poet and the collection (G.F. Anerio, Agostino Manni and the Selva armonica) that form the main, though not exclusive, object of close analysis.
    The Selva is in fact an excellent point of observation, for it is where many of the trends of turn-of-the-century Roman musical culture intersect. Blended together, thanks also to the possibilities opened up by monodic-concertato writing, are the rhythmic and colouristic dynamism of the minor genres (the canzonetta, and naturally also the lauda), the harmonic maturity and linear elegance of the Roman late madrigal and the natural contrapuntal mastery of the post-Palestrinian maestri di cappella. At the same time this variegated forest (‘selva’) is also founded on a perfect balance between the needs of docere, movere and delectare, while the expressive experimentation gladly allows itself to be ruled by rhetorica divina.

    ***

    DANIELE V. FILIPPI, graduated in musicology in 1999, took the Ph.D. degree in 2005 from the Pavia University (Faculty of Cremona). He has published a variety of writing on XVIth-XVIIth-century music, especially on Palestrina and Anerio. He has contributed articles for «Die Musik in Geschichte und Gegenwart 2» and for «Dizionario Biografico degli Italiani». He has published the books «Tomás Luis de Victoria» (L’Epos, 2008) and «La musica spirituale a Roma tra Cinque e Seicento» (Brepols, 2008). He has edited the critical editions «G. P. DA PALESTRINA, Motecta festorum totius anni cum communi sanctorum quaternis vocibus» (ETS, 2003) and «G. F. ANERIO, Selva armonica» (A-R Editions, 2006). He has presented papers at several conferences in Europe and USA (Arezzo, Austin, Bangor, Bologna, Copenhagen, Leuven, Manchester, Padova, Rome, Spoleto, Zürich).

    DANIELE V. FILIPPI, laureato in musicologia nel 1999, ha conseguito il dottorato di ricerca nel 2005 presso l’Università di (Facoltà di Cremona). Ha pubblicato una serie di scritti sulla musica dei secoli XVI e XVII, in particolare su Palestrina e Anerio, contribuendo con diverse voci a «Die Musik in Geschichte und Gegenwart 2» e al «Dizionario Biografico degli Italiani». Le sue pubblicazioni includono le monografie «Tomás Luis de Victoria» (L’Epos, 2008) e «La musica spirituale a Roma tra Cinque e Seicento» (Brepols, 2008), nonché le edizioni critiche di «G. P. DA PALESTRINA, Motecta festorum totius anni cum communi sanctorum quaternis vocibus» (ETS, 2003) e «G. F. ANERIO, Selva armonica» (A-R Editions, 2006). Ha presentato relazioni a numerose conferenze in Europa e Stati Uniti (Arezzo, Austin, Bangor, Bologna, Copenhagen, Leuven, Manchester, Padova, Rome, Spoleto, Zürich).

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