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    100 Years of Herbert von Karajan… and His Job /1 (4/5)

    By Redazione Musica | dicembre 13, 2008

    ABBIAMO AGGIUNTO UNA SEZIONE SPECIALE SU YOUTUBE DEDICATA AL GRANDE MAESTRO!
    ********************************************
    Herbert von Karajan, un musicista che credeva profondamente nelle virtu` benefiche della musica

    Lavorare in una professione creativa e` un privilegio, e noi abbiamo la responsabilta` di svolgere il lavoro in modo che porti gioia e soddisfazione a coloro che non hanno questa fortuna

    H. von  Karajan

    …..e per questo dedicò tutta la sua vita a questa Arte, fino all’ultimo giorno di permanenza sulla terra: ” Una vita senza la musica mi risulterebbe inconcepibile “, questo diceva. Nel mio difficile percorso alla ricerca dei tasselli che compongono il mosaico dell’ affascinante personalità di Herbert von Karajan, mi sono accorta che c’erano diversi concetti oppure frasi o racconti che amava ripetere spesso; forse la sua esistenza aveva come radici salde proprio quei concetti; altrimenti non si capisce il motivo per cui li ha serbati sempre dentro di sé, insieme al suo imponente bagaglio di ricordi tra i quali trovano posto d’onore tutte le partiture che ha eseguito sempre a memoria. In questo articolo, vorrei evidenziare il grande musicista che desidera fortemente avvicinare alla sua Arte il maggior numero di persone possibile, ed in particolare coloro che potrebbero trarne dei benefici; con ciò, lungi da me l’idea di far apparire Herbert von Karajan come un benefattore dell’umanità! Il mio intendimento è mostrarvi un lato del Maestro che forse non è molto noto.

    (Beethoven, VII Sinfonia. H. von karajan)

    Nell’arco della sua esistenza, Karajan ha avuto parecchi slanci altruistici, dei quali non ha mai voluto parlare; ciò su cui vorrei destare la vostra attenzione è un progetto piuttosto ambizioso, che si concretizzò nella Fondazione Eliette und Herbert von karajan Institut, che raccoglieva diverse iniziative; io vi parlerò di quella che mi sembra essere la più utile, senza tralasciare un argomento che si allaccia molto bene a quanto intendo proporvi, poichè interferì in maniera determinante sulla vita del Maestro, e cioè la sua malattia invalidante che forse lo indusse a vedere molti aspetti della vita sotto altra luce.

    **********************

    Il suo nome era Heribert Ritter von Karajan, ma presto fu mutato in quello che tutti conosciamo. A tutt’oggi, Il Maestro austriaco gode davvero di grande fama, ma le cose che sappiamo su di lui, spesso sono quelle diffuse dai mass media, che talvolta evidenziano aspetti superficiali o di facile impatto sulle persone che tendono a soffermarsi sul visibile, evitando di cercare nel mondo sotterraneo che rappresenta la nostra essenza, la nostra verità. Per troppi anni, gli argomenti su Karajan che trovavano piu` spazio erano la sua collocazione politica, spesso per nulla studiata con serietà ed animo sgombro da pregiudizi, e la sua malattia, che ha come terribile esito il deterioramento irreversibile della spina dorsale, che lo portò quasi all’infermità e gli fece patire molto dolore, senza contare il numero elevato di operazioni alle quali si sottopose: 12 interventi, che non migliorarono la sua condizione. Il Maestro non si piegò mai alla malattia, ma cercò sempre la forza per riuscire a superare gli ostacoli che gli avrebbero impedito di continuare ad esercitare la sua professione. Anche a me picerebbe spiegare qualcosa su questo aspetto che influì in maniera determinante sulla sua vita; sono profondamente convinta che il suo amore per la musica, il suo vivere dentro la musica lo aiutò moltissimo. E` noto che il Maestro dovette escogitare diverse soluzioni per sostenere la colonna vertebrale e preservarla da tutto ciò che potesse nuocerle; è per questo motivo che da un certo periodo in poi, mise da parte il frac ed al suo posto fecero comparsa giacche tagliate apposta per celare eventuali sostegni e per poter indossare comodi “lupetti “. Il Maestro cercava di nascondere i suoi deficit fisici e sembrava non curarsi del dolore che doveva sopportare; a questo proposito chiese consiglio al Dalai Lama, durante una visita, affinchè lo aiutasse a trovare un senso nel dolore fisico, rendendolo così meno inutile. Karajan non era nuovo alle discipline orientali, infatti ogni mattina praticava la meditazione Yoga. Purtroppo, nel 1978, durante una prova del “Don Carlo” di G. Verdi, con i Berliner Philharmoniker, cadde dal podio; al momento sembrò un tentativo per recuperare la bacchetta che gli era scivolata dalla mano; invece, ciò si seppe solo tempo dopo, scivolò a terra perchè era stato colpito da un ictus. Da allora fu seriamente compromessa la deambulazione e la mano destra accusò una certa rigidità, ma egli reagì tornando a dirigere dopo soli due mesi dall’accaduto. Quando la malattia cominciò ad avere la meglio sulla sua forte opposizione, si resero necessari altri stratagemmi. Per aiutarlo a dirigere un concerto, gli sistemarono una “sella ” come quella delle biciclette, dove lui di issava, e misero un appoggio morbido al posto della solita sponda che si trova in qualche podio; in questo modo, sembrava che dirigesse in piedi. Il suo immenso amore per la Musica e la necessità di “viverci dentro”, gli resero accettabili il dolore ed i disagi. Per lungo tempo rifiutò di essere aiutato nel tragitto che porta alla postazione del Direttore ed a salire sulla “sella”. Ma a poco a poco, dovette adattarsi alla nuova situazione, come, per esempio, rinunciare a qualche disciplina sportiva. Per tutta la vita egli aveva praticato moltissimi sport, ne cito alcuni: sci, alpinismo, nuoto, auto da corsa, regate ( passione che condivideva con l’ex cancelliere Helmut Schmitd), grande passione per volo, infatti pilotava gli aerei (suoi), con perizia; ma la cosa che adorava di più era fare lunghe camminate immerso nella natura; per fortuna, a queste non dovette rinunziare. Credo che lui avvertisse la Musica nella Natura, come se essa fosse espressione immateriale dei beni del creato; mi chiedo: ” E` forse la musica il respiro stesso e quindi l’essenza della natura?”. Entrambe posseggono armonia e bellezza incomparabili, percio` il Maestro subiva fortemente il fascino di entrambe. Appena i numerosi impegni lo permettevano, si ristorava nelle montagne della sua Austria. E` certo che agli impegni mondani, lui preferisse la sua casa immersa nel verde, dove c’era una stanza nella quale si chiudeva quando doveva affrontare un nuovo impegno. Andiamo indietro nel tempo, in quel magnifico 1967, anno in cui Herbert von Karajan creò il Festival di Pasqua, il suo Festival, come lo chiamava con giusto orgoglio.

    Rossana Cimarelli

    (clicca qui per la II parte)

    Topics: 100 Years of Herbert von Karajan, Collaborate with us!, Editorial Collaboration, Great Musicians, Herbert von Karajan, MUSIC | 20 Comments »

    20 Responses to “100 Years of Herbert von Karajan… and His Job /1 (4/5)”

    1. 100 Years of Herbert von Karajan… and His Job /1 (4/5) | Attualita' Says:
      dicembre 13th, 2008 at 05:12

      [...] LEGGI L’ARTICOLO ORIGINALE ABBIAMO AGGIUNTO UNA SEZIONE SPECIALE SU YOUTUBE DEDICATA AL GRANDE MAESTRO! ******************************************** Herbert von Karajan, un musicista che credeva profondamente nelle virtu` benefiche della musica Lavorare in una professione creativa e` un privilegio, e noi abbiamo la responsabilta` di svolgere il lavoro in modo che porti gioia e soddisfazione a coloro che non hanno questa fortuna H. von  Karajan …..e per questo dedicò tutta la sua vita a questa Arte, fino all’ultimo giorno di permanenza sulla terra: ” Una… [...]

    2. Rosy Says:
      dicembre 13th, 2008 at 20:26

      Ciao! :)

      Anzitutto desidero augurare a tutti un Buon Natale, e Buon Anno al Mondo intero!
      *****************************

      Il video che lo Staff di Musical Words ha pensato bene di inserire nell’articolo, si riferisce al ciclo Beethoven realizzato tra il 1967 e il 1972. La casa discografica che lo ha commercializzato e` la Deutsche Grammophon. Si possono trovare delle informazioni su questi video nella 2a parte del mio precedente articolo ” Herbert von Karajan and his Video Legacy”, dove tratto proprio la Sinfonia No 7 e la Sinfonia No 3 entrambe registrate nel 1971, che sono le mie preferite.

      Rosy

    3. Federico Preziosi Says:
      dicembre 13th, 2008 at 21:56

      Trovo che questo articolo descriva il lato eroico del maestro, anche se è molto “passionale” è interessantissimo. La VII è la mia preferita… l’allegretto è da brividi!

    4. Rosy Says:
      dicembre 14th, 2008 at 02:21

      E’ vero, Federico, è molto passionale e in un primo momento ho temuto di aver sbagliato; poi ho pensato che la conoscenza- mi sia concesso- non superficiale del Maestro avrebbe portato tutto nelle giuste dimensioni. Almeno lo spero! Sono contenta di avere le Sinfonie che amo di più nel mio articolo.

      Rosy

    5. Federico Preziosi Says:
      dicembre 14th, 2008 at 17:00

      be’ Rosy, cosa ti spinge scrivere di arte musicale se non la passionalità nel senso alto del termine? Ma ben venga! :)

    6. Rosy Says:
      dicembre 14th, 2008 at 19:46

      ..benissimo, allora colgo al volo la felice opportunita` per scrivere alcune “briciole”…e poi..per cortesia, qualcuno di buona volonta` potrebbe mettere il link per passare dalla I parte alla II parte dell’articolo? Mille Grazie! :)

      Rosy

    7. Rosy Says:
      dicembre 15th, 2008 at 13:09

      Caro Federico,

      rispondo nuovamente al tuo commento del 13 Dicembre poichè mi sono accorta che è misteriosamente scomparso..
      Ti dicevo che il mio articolo è senz’ altro molto passionale, ma che speravo che questa caratteristica non pregiudicasse la bontà del contenuto. Ti ringrazio molto dei tuoi commenti. Siccome questa bella opportunità di scrivere articoli sul grande Maestro austriaco non si presenterà ancora, volevo scrivere alcune cose, “a braccio”..
      Grazie a tutti

      Rosy

    8. Andrea Barizza Says:
      dicembre 15th, 2008 at 20:42

      Cara Rosy,
      ci scusiamo per l’incidente che ha fatto scomparire il tuo commento.. errore tecnico (di cui non ci eravamo accorti ovviamenteo..).

      chi lo ha detto che non si presenterà di nuovo l’occasione di scrivere del Maestro?

      non solo per gli anniversari si scrive… noi saremmo molto felici se volessi continuare con la collaborazione con noi..

      andrea

    9. Rosy Says:
      dicembre 16th, 2008 at 00:52

      ..nell’altro commento sparito chiedevo se, per favore, qualcuno di buona volontà, poteva inserire il solito link che si trova alla fine della 1a parte di tutti gli articoli per passare agevolmente alla 2a parte. ( Il Sistema Informatico si è accanito contro di me!)
      Molte grazie

      Rosy

    10. 100 Years of Herbert von Karajan… and His Job! / 2 (4/5) | Musical Words - Blog di Musica * Arte * Lettere Says:
      dicembre 16th, 2008 at 09:12

      [...] 100 Years of Herbert von Karajan… and His Job /1 (4/5) [...]

    11. Rosy Says:
      dicembre 16th, 2008 at 23:13

      Ciao a tutti di Musical Words,

      mi stavo accigendo a scrivere qualcosa, quando mi sono accorta che il Sistema Informatico ha cancellato altri 2 commenti: il 1° scritto da me ed il 2° scritto da Federico Preziosi. Ve lo dico perchè è un peccato che i nostri commenti vengano distrutti dalle macchine!!! Mi dispiace molto per ciò che aveva scritto Federico perchè la sua osservazione positiva, per me rappresentava quello sprone che forse mi manca. Speriamo che questo inconveniente possa essere risolto

      Ciao :)

      Rosy

    12. Andrea Barizza Says:
      dicembre 17th, 2008 at 09:10

      purtroppo riceviamo centinaia e centinaia di commenti-spam al giorno e il sistema cancella senza troppe cortesia quello che c’è in mezzo!
      ********

      federico prova a ripostare il tuo commento…

      comunque, Rosy, i complimenti per i tuoi articoli giungono anche da molte persone che non scrivono direttamente commente ma che apprezzano “in privato”… anche ieri parlavo con un ragazzo che ha riscontrato positivamente le tue parole..
      spero continuerai a collaborarecon noi!

      andrea

    13. Rosy Says:
      dicembre 17th, 2008 at 19:50

      Intanto altri 2 commenti se ne sono andati, insieme a 3 o 4 risposte automatiche di “MusicalWords”; comincio a pensare che il sistema, per quache misteriosa ragione, si sia accanito contro di me! Sarebbe curioso sapere se in questi giorni avete ricevuto piu` spam del solito. Comunque penso che questa cosa non si sia mai verificata prima di ora, mi sarei accorta perche` io sono una assidua frequentatrice di questa bella “Rivista virtuale interattiva”, infatti, tutte le sere attendo la mezzanotte per leggere i nuovi articoli che sono sempre molto interessanti; di alcuni ho atteso la pubblicazione, come ad esempio Nicolo` Paganini, Ralph Vaughan Williams, Luigi Dallapiccola etc.. Riguardo Williams, come molti altri, conoscevo bene “Fantasia su un tema di Thomas Tallis”, perche` Karajan la registro` con la Philharmonia Orchestra nel 1953 e spesso compariva nei programmi dei concerti di quel periodo perche` gli piaceva molto.

      Rosy

    14. Andrea Barizza Says:
      dicembre 17th, 2008 at 20:58

      Cara Rosy,
      ti posso assicurare che nessuno ce l’ha con te.. ci mancherebbe anche altro! Solo oggi abbiamo avuto 400 mess. spam! Ed è vero anche quello dicevi prima..è da una settimana che riceviamo questi spam. Dobbiamo dire grazie a un sito apposito ha inserito il nostro blog nel suo “indirizzario” e, non avendo noi ancora un sistema preventivo anti-spam, ci recapita centinaia di mess tutti uguali.

      il sistema li cancella a retate e non “bada” molto a chi c’è dentro..

      *****

      Il fatto che aspetti la mezzanotte, è uno dei più bei complimenti che abbiamo mai ricevuto… grazie!

      con affetto
      andrea

    15. Rosy Says:
      dicembre 17th, 2008 at 21:42

      Si, si, aspetto sempre le pubblicazioni, infatti certe sere capita che verso le 23:50 l’articolo sia gia` on line! Poi avrai visto che ho scritto subito un commento di seguito all mio articolo per fare gli auguri di Natale ed io non ero a conoscenza che quella sera sarebbe stato pubblicato! Infatti ero sulle pagine di Musical Words semplicemente come lettrice “quotidiana”. Poi ascolto un po’ di musica con le cuffie, delle volte riesco a liberarmi con difficolta` dai miei adoratissimi Beethoven, Brahms, Mozart, Schubert, Schumann etc… per dedicarmi ad altri compositori che amo comunque moltissimo ad es. Schönberg con ” Verklärte Nacht” e le “Variazioni” op.31, Berg con “Tre pezzi per Orchestra”op.6. Quando Karajan affronto` in studio le “Variazioni” di Schönberg , cambio` la disposizione degli strumentisti ad ogni variazione per ottenere il suono voluto dall’Autore. E` molto interessante sentire il risultato che raggiunse..

    16. Andrea Barizza Says:
      dicembre 17th, 2008 at 22:58

      io non consoco quelle incisioni..magari potresti descriverle più diffusamente in un articolo dedicato..

    17. Rosy Says:
      dicembre 18th, 2008 at 00:26

      ..proverò a sottoporre alla tua attenzione un “articolino”..spero di poter giungere ad un microscopico risultato aiutata dalle spiegazioni di HvK, sulla grande difficoltà di rendere reale il suono che aveva nella sua mente e che era l’Intenzione di Schönberg. Poi dovrò parlare della mia difficoltà di “appropriarmi” di un tipo di musica che dà un piacere più mentale che fisico, ma che cattura pienamente con il suo fascino e le sue sorprese..ed infine di ciò che disse HvK all’Orchestra a proposito delle “dissonanze”. Ecco, questi sono i miei appunti..chissà e ci saranno domani che è già oggi?

      Rosy

    18. Andrea Barizza Says:
      dicembre 19th, 2008 at 08:37

      è incredibile! altri 4 commenti sono spariti!!

      non sappiamo come risolvere il problema!

    19. Rosy Says:
      dicembre 19th, 2008 at 09:51

      Fino alle 1:30/2:00 hanno resistito, tanto che ho pensato che l’inconveniente fosse risolto. Mi sembra che le risposte automatiche su ” Luigi Dallapiccola ” ci siano tutte. Un tentativo potrebbe essere quello di avvertire il sito che ultimamante ha aggiunto il nome di questo blog, chiedendo agli autori se possono toglierlo per un periodo, poi controllare se i commenti di questa pagina vengono mangiati dal sistema quando escono quelli previsti da Musical Words, infine provare a scrivere qualcosa su altre pagine per vedere se se e quanto “resiste”!Da parte mia, mi sono preocupata di stampare o di ricopiare su foglio di carta gli ultimi commenti!!!
      Ciao

      Rosy

    20. Rosy Says:
      gennaio 4th, 2009 at 19:15

      Ciao!
      Ho lasciato questo articolo nel 2008 e lo riprendo nel 2009 :) con la speranza che l’allarme antispasm famelico sia cosa risolta e archiviata nello scorso anno!

      I due video che la Redazione ha inserito nell’ articolo (grazie!), fanno parte del ciclo Beethoven registrato a Berlino tra il 1967 ed il 1972; i video proposti sono dell’Ottobre 1971, il regista e` Hugo Niebeling anche se Karajan ha cambiato le inquadrature, perferendo le riprese ravvicinate rispetto alle panoramiche che, secondo la sua concezione, non servono a far dialogare il suono con l’immagine. Informazioni dettagliate riguardo i due video, si possono trovare nel mio precedente articolo ” Herbert von Karajan and his Video Legacy “. (..un po’ di pubblicita`..)

      Riguardo all’argomento musica e sollecitazione emotiva, karajan, nei suoi discorsi, ci tornava spesso spirgando minuziosamente le sue esperienze. Sappiamo che il maestro era un sportivo e praticava ogni mattina la meditazione yoga ( le sue giornate e le sue abitudini seguivano uno schema piuttosto rigido), per questo conosceva bene il suo ritmo cardiaco, 65/67 battiti al min. e curava molto la respirazione, specialmente durante i momenti piu` stressanti di una esecuzione che coincidono con le pause, a volte preludio di un attacco deciso e determinante. Nel “Tristan und Isolde” di Richard Wagner ce n’e` una micidiale che Karajan aveva segnalato agli studiosi perche` alcuni colleghi erano deceduti proprio nel punto da lui indicato! Lui diceva che ovviava ai momenti di “stress da podio” facendo lunghi respiri, abbandonando per un momento il suo abituale respirare insieme all’Orchestra oppure sincronizzando il suo respiro con quello dei cantanti. Quest’ultima particolarita` viene sempre evidenziata nei racconti dei cantanti che hanno lavorato con lui, per fare un esempio, il soprano Mirella Freni. Karajan diceva che quando l’ attacco iniziale coincideva con la pulsazione cardiaca, provava un intenso benessere; una volta gli e` accaduto di “perdersi” in uno stato estatico durante un concerto, ma l’annulamento della coscenza fu tale che si auguro` di non provare piu`quell` abbandono totale, perche` l’Orchestra e` davvero sola; quando occorreva lui era ben felice di lasciare andare gli stumentisti da soli, ma ne era pienamente consapevole: ” Se fanno cio` che devono, non disturbare!”; questo raccomandava ai giovani direttori come Seiji Ozawa, e: ” Quando sei su un cavallo e devi saltare un ostacolo ed hai paura, non temere, porta il cavallo fin sotto l’ostacolo e lui saltera` al momento opportuno!”.

      Dopo una registrazione della Sinfonia N°9 di Beethoven, se ne ando` a St. Moritz, portando con se` il nastro. Una volta arrivato volle sentire se la Sinfonia era venuta bene; con stupore sempre crescente sentiva che il tempo era sbagliato e che era tutta da rifare, ma come era potuto accadere?…….Karajan ripeteva sovente che la musica segue il ritmo cardiaco, (specialmente quella antica, es. Bach) aveva fatto delle prove confrontandole con i risultati dei colleghi che avevano un battito cardiaco leggermente differente dal suo e la cosa coincideva. Cosa poteva esser successo con la Nona? Il fatto era che si trovava in montagna e quindi con le pulsazioni piu` frequenti a causa dell’altitudine; infatti appena torno` in territorio pianeggiante, la sensazione dei tempi sfasati passo`!

      Herbert von Karajan aveva i suoi “miti” tra i colleghi e sappiamo che erano Arturo Toscanini, Victor de Sabata, Wilhelm Furtwängler etc.. ma c’era un collega che avrebbe tanto voluto vedere dirigere, era il leggendario Arthur Nikisch, ungherese, morto nel 1922 che diresse anch’egli i Berliner Philharmoniker fino alla morte (karajan, quasi). Dicevano che la sua arte del dirigere era estremamente affascinante; di sicuro avevano in comune l’estrema cura dell’aspetto, infatti Nikisch voleva che i polsini delle camicie fossero larghi e morbidi per mettere in risalto le mani quando dirigeva..
      Rosy

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