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    Words and Notes Sea…

    By Redazione Musica | gennaio 2, 2009

    Cari Amici,
    Gentili Lettori di MusicalWords.it,

    Immersione in un mare di note e di parole

    Ho intenzione di esprimere al meglio cio` che sento di rappresentare: io sono l’ Uomo della strada, e le mie opinioni, le mie considerazioni, le mie riflessioni, i miei grandi punti interrogativi, le mie vistose inesattezze, saranno quelli della persona “qualunque”, poiche` mentre voi siete tutti o quasi, dei musicisti, io sono solo un’ innamorata della Musica che pero` ha trascorso buona parte della vita nei Teatri. Per diversi anni sono stata anch’io dalla parte del palcoscenico, infatti ho fatto Teatro di prosa, naturalmente da dilettante, dall’eta` di cinque anni, fin verso i venticinque. Ho avuto il privilegio di conoscere Vittorio Gassman; avevamo qualcosa di importate che ci accomunava oltre la smodata passione per il Teatro; purtroppo non feci in tempo a conoscere un altro grande Teatrante; indugiai troppo per andare ad ascoltarlo in Inghilterra: Laurence Olivier (Luciano Salce era bravissimo ad assumere il suo dire supplice, come fosse una cantilena : ” Cordelia, Cordelia…! “. Non era la nenia del Re, ma lo strazio del padre dilaniato dal dolore); Salce non imitava, semplicemente traduceva la peculiare cadenza altalenante del grande attore, che altrimenti non avremmo mai potuto conoscere! Dopo anni di drammi e di tragedie, recitate o cantate, completamente rapita da Shakespeare e Verdi ( non cito tutti gli Altri per bonta` verso chi legge!), mi lasciai affascinare da Carmelo Bene, la sintesi ben analizzata della parola e del “canto”. Al Teatro Argentina di Roma, dove quasi sempre lavorava, mi lasciai trascinare dalla estrema musicalita` del suo dire o del suo non dire. Amava molto l’Opera; infatti nella sua liberissima rilettura del Macbeth shakespeariano, inserisce qua e la` accenni tratti dalle arie della trasposizione in musica di  Verdi: ” Tu che non hai piu vita, non hai piu` vita, no no non hai piu` vita! ” Canta Macbeth in preda al folle Terrore che gli suscita la vista del fantasma di Banquo…. Come mio solito, sedevo nelle prime file, cosi` potevo vedere grosse lacrime rotolare sulle guance del guitto quando era investito da lunghissimi applausi. Il primo ad alzarsi in piedi in segno di stima era proprio Gassman. Il Teatro di prosa mi attirava poiche` ho sempre avvertito la musica nelle parole. Non mi piace e non mi convince affatto la frase che spesso viene pronunciata da qualche neofita, pensando di esprimere approvazione nei riguardi di un attore: ” E` bravo perche` sembra che non reciti ! ” La frase si annulla da sola. Altra cosa e` la Naturalezza. Nel canto, vediamo il pubblico andare in visibilio perche` il Tenore sta provando la resistenza delle sue corde vocali, ma poi trascura la bellezza delle mezze voci e dei Pianissimo. Talvolta, al termine di una bella esibizione canora, strumentale o altro, si riesce a creare un piccolo miracolo. L’interprete, avvolto in un manto di silenzio rimane immobile, in bilico tra cio` che era un attimo prima e lo stupore della ritrovata realtà. Il doveroso e rispettoso silenzio dei testimoni di rari ,magici momenti, è appendice importantissima per consentire una dolce sfumatura per accomiatarsi dall’irrealtà e riprendere possesso della coscenza. E’ lacerante quando il pubblico impaziente non rispetta tutto ciò, e rompe il fragile equilibrio di chi ha laciato il suo essere in un angolo remoto della sua mente e deve riappropiarsene con fatica. L’applauso, in questi casi, e` deleterio. Il suo fragore distrugge la magia e il rispetto di un Silenzio vibrante di attesa. Innumerevoli volte ho visto un incredibile pallore sul volto da Riccardo Mutial termine di un concerto o di un’ Opera; quando passavo a salutarlo, comprendevo quante energie vengono spese per richiamare la Musica! Talvolta era esausto, altre volte pieno di energie, ma sempre con l’animo non ancora pronto per riappropriarsi della realta`. Seguo il lavoro del Maestro da quando era Direttore dell’ Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, parecchi anni fa; quindi lo conosco abbastanza da rispettare il suo bisogno di stare un po’ da solo per accomiatarsi pian piano dalla musica. Io ero contenta di ringraziarlo e rispettare le sue esigenze, almeno quando non c’era la Stampa , la TV , qualche visita “importante” e una chilometrica fila di ammiratori che desiderava un autografo. Da qualche anno a questa parte, purtroppo ho dovuto rinunciare a quei momenti per me tanto importanti, ma mi ritengo fortunata di avere dei ricordi indimenticabili. Se possibile, mi piacerebbe parlare delle “Lezioni Concerto” che Riccardo Muti propone da quando ha fondato l’ “ Orchestra Giovanile Luigi Cherubini“. Soprattutto spero di poter assistere alle lezioni che si svolgono a Piacenza d’inverno e a Ravenna d’estate: le due residenze dell”Orchestra. Termino questo scritto ricordando che il mio desiderio e` attirare l’attenzione delle persone che ancora non sanno di amare la Musica e le altre Arti forse perche`non hanno mai avuto l’opportunita` di incontrarle! Buon Anno a tutti Voi!

    Un caro saluto

    Rossana Cimarelli

    Topics: MUSIC, Your personal considerations | 1 Comment »

    One Response to “Words and Notes Sea…”

    1. Rosy Says:
      gennaio 2nd, 2009 at 01:58

      Buon Anno al Mondo intero!
      Felice proseguo a Musical Words e grazie per offrire a tutti la possibilità di esprimere ciò si ama nella speranza che questo amore si propaghi tra i lettori!

      Di solito sono sempre pronta a scrivere lunghi commenti, a “battagliare”, a sottolinare quello che trovo di importante negli articoli, a confrontare le idee, a riflettere insieme ad altri amici di Musical Words riguardo convinzioni solide come colonne portanti, come è successo nel lungo discorso con Manuel e Roberto mentre l’anno volgeva al termine, ed ora mi sento timida e mi sforzo per trovare parole adeguate perchè l’articolo pubblicato sopra mi riguarda profondamente perchè quella è la mia vita, ed io sono davvero tutta lì con la musica ed il teatro. Tutto il mio mondo. Ringrazio sempre i Signore per avermi dato tutti i mezzi per essere sfacciatamente felice! E’ stata una bella sorpresa vedere le foto dei miei beniamini; spero davvero di poter raccontare qualche novità sul lavoro di Riccardo Muti e la sua Orchestra di ragazzi, e di poter raccontare tutto ciò ai lettori che amano la musica ma dicono di non capirci nulla; vorrei rivolgermi a loro ed è quello che ho fatto fino ad ora con i miei articoli. Non c’è traccia di Herbert von Karajan nello scritto, ma vi parlarò ancora del maestro austriaco,se possibile, appena potrò andare alla mostra a lui dedicata presso il Museo Teatrale a Milano.

      Ringrazio di cuore Andrea Barizza per aver avuto l’idea di pubblicare quello che era ed è un racconto un pò strampalto del mio mondo.
      Grazie alla Redazione di Musical Words,
      con affetto :)
      Rosy

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