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    Violoncello’s Life…

    By Redazione Musica | gennaio 5, 2009

    Pubblichiamo con piacere la ricerca organologica sul Violoncello del giovane musicista spezzino Alessandro Maccione.

    ABBIAMO AGGIUNTO UNA PLAYLIST DEDICATA AL VIOLONCELLO SULLA NOSTRA PAGINA DI YOUTUBE! VISITATELA!

    **
    Il violoncello

    Il violoncello è uno strumento musicale ad arco della famiglia del violino appartenente alla classe dei cordofoni. Fece le sue prime apparizioni nel XVI secolo proprio in Italia. Il Vidal dice: lI violoncello fu costruito in Italia probabilmente verso il 1520;


    ( Rostropovich, suonò a Berlino mentre cadeva il muro )

    ma i primi, specialmente autentici conosciuti, portano i nomi di Andrea Amati, Gasparo di Salò, Maggini, con date che vanno dal 1550 al 1560; e sono rarissimi .(1) Dell’origine del violoncello oggi si conviene che derivi dalla famiglia dei violini (2) e non da quella delle viole da gamba. Molte infatti sono le analogie con il violino: entrambi hanno infatti 4 corde accordate per quinte giuste, i fori sono a forma di ff, il fondo della cassa armonica bombato e le “spalle” arcuate. La viola da gamba invece presenta 6 corde (generalmente),


    (Shostakovich Cello Concerto – 1st mvt)

    accordatura per quarte (di solito interrotte da una terza al centro), fondo della cassa armonica piatto, fori di risonanza a forma di cc, tastiera con divisioni. Sono così evidenti le caratteristiche che allontanano il violoncello dalla famiglia delle viole da gamba e che in parte sono presenti nel moderno contrabbasso (3). L’accordatura del violoncello è: do-sol-re-la. La scrittura si effettua su tre chiavi: di basso per il registro grave, di tenore per il registro medio e di violino per il registro acuto. Le quattro corde vengo bloccate nei piroli, dopodichè vengono tese, fatte passare sul ponticello, infine bloccate nella cordiera. La cassa armonica è la parte più voluminosa dello strumento ed è costruita con tue tipi di legno: abete rosso per la tavola armonica; acero per il fondo. Il ponticello sostiene le corde mettendole in comunicazione con la cassa armonica e a questa trasmette le vibrazioni delle corde. Proprio sotto il ponticello si trova un altro importante componente dello strumento: l’anima. Questo cilindro generalmente di abete, oltre a sostenere il piano armonico assieme alle catena, sotto la continua pressione delle corde, diffonde le vibrazioni delle corde in tutta la cassa armonica in senso circolare. La qualità del suono dipende sensibilmente dalla posizione dell’anima.
    Nel corso della storia il violoncello ha subito diverse modifiche. Ciascun liutaio sperimentava varie misure per trovare lo strumento migliore. Un notevole esempio è dato dal modello “MEDICEO”(1690) di Stradivari, visibile nel Museo del conservatorio di Firenze, il quale misura cm. 79,70 di lunghezza. Oggigiorno la misura standard della lunghezza della cassa armonica è di cm. 75. Il violoncello anticamente si suonava tenendolo appoggiato sulle proprie gambe e solo a metà ‘800 il violoncellista belga Servais introdusse il puntale:


    (J. S. Bach – Cello Suite No.1 i-Prelude. Miša Majskij)

    un pezzo di ferro posto nella parte inferiore della cassa armonica che consentiva di appoggiare per terra lo strumento e rendeva più agevole l’esecuzione (4). Le corde erano di budello, il manico aveva un’angolazione diversa, l’archetto era più corto e presentava un’impugnatura ed un’incurvatura diverse. Esistevano poi due strumenti degni di nota: la viola pomposa ed il violoncello piccolo (o violoncino). Riguardo al primo molti violoncellisti e revisori ritenevano che Bach avesse scritto la VIa delle sue “6 suites per violoncello solo” espressamente per questo strumento. Fonti attestano che Bach chiese esplicitamente al liutaio Hoffman di Lipsia di costruire uno “strumento intermedio fra la viola e il violoncello, montato a 5 corde (do, sol, re, la, mi)” in modo tale che l’esecuzione di certi passaggi acuti potesse essere più agevole vista la tecnica non molto avanzata dei musicisti che da poco cominciavano a notare questo strumento (5). Del secondo abbiamo meno notizie e molti strumenti sono andati perduti, altri sono stati rimaneggiati, trasformati o ingranditi. Era molto simile al violoncello moderno ma di dimensioni più piccole, montato a 5 corde accordate per quinte giuste do – sol – re – la – mi. Sembra più plausibile che Bach abbia scritto la VIa Suite proprio per questo strumento e non per la viola pomposa, visto che il violoncello piccolo viene introdotto spesso nelle sue “Cantate” (6).
    Il violoncello inizialmente sostituì il ruolo della viola da gamba ed aveva la funzione di dare una solida base armonica per gli strumenti acuti che eseguivano il canto: questa pratica prende il nome di basso continuo. Questo accompagnamento ininterrotto del basso era usato tanto nelle funzioni religiose quanto in formazioni da camera. Il violoncello


    (Pablo Casals plays BACH – Suite no 1 for Cello – part 2)

    fu menzionato ufficialmente per la prima volta con il nome di “violoncino” nel 1641 in una raccolte di sonate di G.B. Fontana. Come il violino trovò in Italia una sua affermazione solistica con le Sinfonie a 2 di G. Bononcini, i Ricercari (1689-91) di Gabrielli ed altri. Nel XVIII secolo le risorse dello strumento vengono ulteriormente ampliate con le sonate di B. Marcello, A. Vivaldi (concerti solistici e sonate con B. C), G. Tartini e con le famose 6 Suites per violoncello solo (1720 ca.) di Bach. Ma fu soprattutto con i 5 concerti di Haydn (famoso quello in Re maggiore) e con le composizioni di L. Boccherini che il violoncello acquisì un ruolo definitivamente solistico, pari al violino. Parallelamente a quanto succedeva in Italia il violoncello veniva portato all’estero (Parigi, Berlino e Pietroburgo) e nel corso del ‘700 n Francia si formò una scuola violoncellistica francese (tra cui J. -L. Duport, a cui si aggiungerà A. Franchomme). Nell’ ‘800 vennero fondate la scuola belga ( N. J. Platel, maestro di A. F. Servais) e quella tedesca ( B. H. Romberg da cui J. J. F. Dotzauer e F. W. L. Grützmacher). La scuola Italiana fu invece rappresentata A. Piatti (autore dei 12 Capricci che oggi si trovano nel programma ministeriale dell’esame di diploma) e G. Braga. Nel romanticismo ricordiamo le 5 sonate per Violoncello e Pianoforte di Beethoven e le 2 di Brahms, concerti con orchestra ( triplo concerto per violino, violoncello e pianoforte di Beethoven, concerti di Schumann, Lalo, C. Saint-Saëns, A. Dvořák).


    (Rostropovich plays the Prelude from Bach’s Cello Suite No. 5)

    Nel ‘900 cominciarono a comparire i primi violoncellisti d’eccezione, di cui fu caposcuola P. Casals; fra gli altri abbiamo P. Fournier, G. Cassadò, L Rose. In Italia ci furono : E. Mainardi, A. Janigro. Dagli anni ‘60 in poi con Sigfried Palm sono state messe in evidenza nuove possibilità tecniche dello strumento che hanno attirato l’attenzione di molti compositori d’avanguardia come Ligeti, Xenakis ( Nomos Alpha per violoncello solo), Kagel. Fra i più celebri virtuosi dei nostri tempi ricordiamo Natalia gutman, Yo-YoMa, David Geringas, Miša Majskij, Rocco Filippini, Mario Brunello, Enrico Dindo.

    Alessandro Maccione

    **Notes**

    1) Vidal, La lutherie et les luthiers, Paris, Quantin 1899
    2) In particolare nacque dalla viola da braccio bassa
    3) Il contrabbasso moderno presenta anche caratteristiche del violino
    4) Servais possedeva uno “Stradivari” di 79 centimetri
    5) Riemann, Musik Lexicon, 1916
    6) Nel frontespizio del manoscritto di Anna Maddalena è scritto testualmente :
    6 SUITES A VIOLONCELLO SOLO SENZA BASSO
    Composée par H. J. S. Bach
    Maître de Chapelle

    Topics: History of Instruments, MUSIC | 5 Comments »

    5 Responses to “Violoncello’s Life…”

    1. Rosy Says:
      gennaio 5th, 2009 at 02:33

      Ciao Alessandro,
      grazie per il tuo scritto esauriente sul Violoncello, lo strumento ad arco che mi affascina di più per la sua voce bellissima e per il notevole supporto agli altri archi in Orchestra. Devo dire che è stata una scelta assai utile l’inserimento dei video e delle immagini nel corpo degli articoli; in questo caso l’occhio si è posato subito nel video che vede protagonista “Slava” durante la caduta del muro di Berlino: immagine molto commovente. Poi, Pablo Casals, fratello di un mio amico che recentemente mi ha spedito un CD con pezzi catalani.

      Vorrei spendere poche parole per due violoncellisti che ho avuto la fortuna di sentire in concerto al Teatro alla Scala, entrambi insieme a Riccardo Muti, nelle Stagioni 1995/96 e 1996/97 in occasione dei Concerti della Filarmonica. Il primo fu il Concerto per Violoncello e Orchestra in la min. di Robert Schumann, solista Yo-Yo Ma, che il Maestro Muti definì uno dei più bravi al mondo. Era una persona aperta e simpatica, molto sorridente, che suonò insieme all’Orchestra con dialogo “divertito”. Per il bis propose un ragtime con gli altri violoncelli, ricordo che il pubblico apprezzò molto il fuori programma sia per la bravura del musicista che per la sua grande comunicativa. Il secondo Concerto era il N° 1 in la min. per Violoncello e Orchestra op.33 di Camille Saint-Saens, solita Mstislav Rostropovich. Rammento ancora il suono del suo strumento che una volta, definì così:” Non aver paura Herbert (Karajan), sono a cavallo di un vecchio ronzino!” Infatti cavava dal suo strumento note che stridevano da far paura. Al Concerto della Scala era seduto su una grande poltrona rossa che sembrava un trono; sentivo che era in perfetta sintonia con l’Orchestra che conosceva fondo anche perchè la dirigeva. Ci regalò un bel bis, la Suite N° 3 in do magg. BWV 1009 di Johann Sebastian Bach.
      Grazie a Musical Words per avermi fatto ricordare momenti preziosi.:)
      Rosy

    2. Andrea Barizza Says:
      gennaio 5th, 2009 at 12:53

      Il violoncello è sicuramente, insieme ai corni, lo strumento che preferisco nell’orchestra.. ha un suono molto “pieno” ma non “rozzo” come i contrabassi e affilato come i violini..è un gatto graffiante ma anche molto molto sensuale..

      andrea

    3. Alessandro Says:
      gennaio 5th, 2009 at 13:51

      Ciao! in effetti il video di “Slava” che suona davanti al muro credo che sia entrato definitivamente nella nostra storia. credo che esprima al meglio la maniera in cui la musica possa abbattere ogni immaginabile barriera tra le persone e come ci possa così unire! credo che la musica sia un’arte che riesce a creare una sintonia particolare fra le persone che si raccolgono davanti a un musicista o ad un’orchestra e che le rende partecipi di un “evento” unico e pieno di emozioni!
      certo hai avuto una grande opportunità a sentire rostropovich dal vivo!..per non parlare del mitico Yo-Yo Ma con il concerto di Schumann!!..il violoncello davvero possiede un timbro “sui generis” spaziando dalle note molto gravi a quelle acute passando attraverso una sezione lirica e cantabile che molto si avvicina – a mio parere- alla sonorità della voce umana…per questo secondo me quando ne sentiamo il suono rimaniamo particolarmente affascinati, a differenze magari di altri strumenti che nonostante la loro bellezza potrebbero sembrare un po’ più distanti dal nostro modo di esprimerci.

      Alessandro

    4. Rosy Says:
      gennaio 5th, 2009 at 15:52

      Ciao Andrea,
      ti assicuro che lo strumento di Slava Rostropovich graffiava come un gatto ma era meraviglioso. Anche i corni hanno un suono bellissimo e in Orchestra producono effetti notevoli. In una biografia di Karl Bhöm ho letto che i corni tendono a stonare piu` di qualsiasi altro strumento, il direttore diceva che in certi passaggi e` inevitabile, tesi avvallata dagli stessi strumentisti. Fu Bruno Walter ad avvertire il giovane Bhöm di questo inconveniente. Tu sai dirmi qualcosa in piu`?
      Rosy

    5. Rosy Says:
      gennaio 5th, 2009 at 16:16

      Ciao Alessandro!
      Slava l’ho potuto ammirare sia come solista che come direttore. Grandissimo! Mi colpi` molto nella Suite di Bach, dominava completamente lo strumento che nelle note gravi sembrava proprio un “vecchio ronzino” dal suono ricco e corposo, un felice incrocio tra il violino e il basso.
      Yo-Yo Ma incantava con la bravura ed il sorriso. La sua gioia nel fare musica colpi` tutto il pubblico. La sua caratteristica era quella di amalgamarsi con l’Orchestra ed era meraviglioso vedere che facevano musica davvero insieme!

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