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    Glavx, a Companion…/6

    By Redazione Lettere | febbraio 18, 2009

    VIII. Un dialogo, una serie di dialoghi, un sistema di dialoghi

    Come può una rivista avviare e organizzare un lavorìo tale da far emergere dall’esperienza corrente quella valenza della filosofia che abbiamo fin qui descritto ?
    Il più antico e vitale medium di esperienza filosofica è il dialogo, ed è questo il metodo che intendiamo seguire. La prima cosa da fare è parlare con i filosofi, rivolgere loro precise domande e cercare di averne altrettanto precise risposte. Attueremo dunque il modulo della conversazione redazionale (da non confondersi con l’intervista ai filosofi, che è cosa del tutto diversa), individuando personalità filosofiche di primo piano e cercando di coinvolgerle nella tematica che ci sta più a cuore. L’intera conversazione, registrata e tradotta in testo, farà da baricentro della sezione centrale della Rivista. Intorno alla conversazione, poi, si cercherà di organizzare un insieme articolato di contributi che ne allarghino a ventaglio il tema, di modo che questa sezione centrale possa configurarsi come una costellazione di scritti tra i quali la conversazione campeggi, facendo da riferimento principe e stella polare.
    E’ chiaro che sia i temi, tratti dalla linea di fondo della ricerca, sia le personalità alle quali chiedere disponibilità a conversare con noi su di essi, dovranno essere individuati di volta in volta. E’ anche chiaro che, data la complessità del campo relazionale da noi stessi definito, i referenti per la conversazione potranno essere individuati anche tra gli scienziati, tra i teologi e tra gli studiosi dell’intero arcipelago delle scienze umane. L’intento di fondo è, come dicevano all’inizio, quello di creare una sorta di archivio nel quale vadano a depositarsi i risultati di queste discussioni come materiali ordinati e progressivamente prodotti seguendo un disegno sistematico.
    E’ superfluo poi precisare che la stessa struttura del dialogo esclude conclusioni preconcette, e che dunque la valenza della filosofia che a noi preme potrebbe risultare attaccata, criticata, negata da una gran quantità di punti di vista. Il che è proprio quanto, in un certo senso, è bene che accada, perché l’unico oggetto filosofico degno di considerazione è quello che sappia resistere ai più intransigenti e feroci tentativi di negarlo, insieme arricchendosi delle determinazioni che gli vengono proprio dal dover resistere a questi tentativi, e così giovandosi in positivo del loro contributo. In filosofia, quando è buona filosofia, non bisogna aver timore di rompere niente, perché ciò che si rompe non era per ciò stesso meritevole di durare.
    L’identico principio vale evidentemente per i contributi destinati ad allargare la tematica della conversazione, i cui autori dovranno essere di volta in volta individuati : tali contributi potranno essere rafforzativi o critici, costruttivi o demolitori, nel quadro di un sistema dialogico che finirà comunque e necessariamente per sedimentare una più profonda consapevolezza intorno alla tematica prescelta dalla Rivista, arricchendone i materiali d’archivio.

    IX. Un contorno poco meno definito

    Così fissati gli assi centrali della ricerca, e raccordati in una prospettiva di fondo che non perda mai l’essenziale riferimento alla problematica didattica, la quale avrà anche un suo luogo specifico (all’incontro di queste direttrici sarà da ricercarsi la consistenza teorica e la continuità tematica di “Glaux”), è d’altronde piuttosto prematuro definire l’intera e definitiva struttura della Rivista.
    Ci sono prima di tutto ambiti consolidati, diffusi e immediatamente riconoscibili da parte di chi coltiva interessi per le tematiche in senso lato filosofiche (pensiamo per esempio alla politica, al diritto, all’economia, all’estetica, all’informatica, all’intelligenza artificiale, all’ecologia, alla genetica, alla bioetica, per dire solo le prime cose che vengono in mente). Sarebbe qui interessante pensare a rubriche che curino queste tematiche allargando l’area dell’interesse e sviluppando in piena autonomia gli oggetti di pertinenza dei loro ambiti, senza tuttavia perdere la relazione con la linea di fondo in cui la Rivista continuerà a riconoscersi.
    Ci sono poi contributi offerti o richiesti d’occasione, di carattere più extravagante, ossia non immediatamente riconducibili alla sezione centrale, a quella didattica o a quella delle rubriche, e persino di carattere non strettamente filosofico, tuttavia dotati di particolare interesse, o di qualità tali da mostrare un’affinità con la prospettiva generale e per così dire con lo “stile” della Rivista. E’ dunque opportuno pensare fin dall’inizio ad una sezione di miscellanea all’interno della quale i contenuti circolino con maggiore flessibilità e libertà.
    E’ inoltre prevedibile il prosieguo dei lavori di autoaggiornamento in altri e successivi cicli, e l’eventuale pubblicazione dei relativi Atti troverebbe comunque nella Rivista il proprio luogo naturale, all’interno della sezione didattica o in posizione peculiare.
    Ci sono infine letture, critiche, recensioni, indicazioni, comunicazioni ai lettori, che ogni rivista mette a bilancio nel computo dei propri spazi, e così faremo noi.
    E’ opportuno a questo punto lasciare uno spazio aperto per idee, aggiustamenti, integrazioni, proposte di ogni genere, che potranno venire, da qui a un anno, sia dal gruppo redazionale, sia da lettori interessati alla struttura e al futuro della Rivista. Questa esperienza è appena incominciata, ed è inevitabile che la sua ossatura reale finisca per definirsi e consolidarsi soltanto nel lavoro sul campo. Quello che invece sembra pregiudizialmente irrinunciabile è tener fede all’idea centrale che ha retto l’intera estensione delle linee di progetto, al fine di una prassi sicuramente orientata e della formazione di precise aspettative nei lettori.

    (La settima parte verrà pubblicata in seguito)

    Per il Comitato Scientifico, Antonino Postorino

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    Topics: Editorial Collaboration, Glavx, Journals, LITERATURE, Philosophy | No Comments »

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