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    Fabio Luisi dirige Brahms…

    By Redazione Musica | dicembre 13, 2009

    Genova in Deutsch-Stil
    Fabio Luisi dirige Brahms
    12 ottobre 2009

    Non è un momento facile per il Teatro Carlo Felice di Genova: il commissariamento guidato da Giuseppe Ferrazza, riconfermato il mese scorso fino al 31 maggio 2010; il recente rifiuto da parte di Giorgio Battistelli a ricoprire la carica di Consulente Musicale; una programmazione che, a causa delle limitate risorse finanziarie, attualmente copre solamente i mesi da settembre a dicembre, con soltanto due titoli operistici.
    Nonostante l’incertezza di questa situazione, rimane alto il desiderio della Fondazione di offrire una programmazione artistica di qualità, ricambiata in questo dall’affetto di un pubblico sempre partecipe ed entusiasta. Lo dimostra il concerto del 12 ottobre scorso, che ha visto protagonisti, oltre all’orchestra del teatro, il coro guidato da Ciro Visco e l’ormai rinomato direttore Fabio Luisi. Il programma, interamente dedicato a musiche di Johannes Brahms, ha coinvolto la formazione corale nei rari quanto sublimi “Schicksalslied” op. 54 e “Gesang der Parzen” op. 89, mentre l’orchestra ha letteralmente dominato la seconda parte con la celeberrima Seconda Sinfonia op. 73.
    Le cantate corali con orchestra di Brahms prendono l’avvio dal “Requiem tedesco”, scritto nel 1868 su versi liberamente tratti dai Vangeli e dalla Bibbia nella traduzione luterana. I testi delle cantate, invece, sono tratti da opere letterarie di autori tedeschi, come nel caso dello “Schiksalslied” (derivato dal romanzo “Hyperion” di Holderlin) e del “Gesang der Parzen” (il cui testo deriva dall’”Iphigenie auf Tauris” di Goethe), fatto questo che dimostra, come si può facilmente arguire dalla lettura dell’”Album letterario o lo scrigno del giovane Kreisler”, la vasta cultura letteraria del compositore.
    Nel “Canto del destino”, Iperione è un giovane idealista scoraggiato dall’abisso fra il triste presente e l’immagine dell’antica Grecia che egli conserva nella sua mente; la musica di Brahms evoca, attraverso i violini in sordina, un’immagine del paesaggio solare dove dimorano gli dei: soltanto un’inesorabile moto dei timpani oscura l’aria. Più teso e drammatico è il “Canto delle Parche”, ultima grande composizione di Brahms per coro e orchestra, in cui la nutrice di Ifigenia intona alla giovane un canto terrificante, una sorta di premonizione del tragico destino che cadrà sulla sua intera famiglia.
    La lettura di Luisi è improntata a fare emergere questo contrasto, la pace apollinea del “Canto del destino” è contrapposta alle tensioni emotive del “Canto delle Parche”, e sia il coro che l’orchestra rispondono generosamente al gesto intimamente sentito e partecipato del direttore. Si apprezzano in particolare la cura nel fraseggio degli archi – mirabile per precisione e fluidità la resa degli arpeggi in concatenazione dal grave all’acuto alla seconda riproposizione dell’ultima strofa del “Canto del destino” – e l’impegno delle voci nella non facile resa di uno stile corale lontano dalla sensibilità “mediterranea”.
    Un tempo forse un poco trattenuto non favorisce appieno la concitazione del “Canto delle Parche”, soprattutto quando, alla quarta strofa, archi e fagotti si rincorrono in tese figurazioni di terzine; minuscolo appunto, questo, ad una esecuzione comunque vibrante e dalla resa dinamica impressionante.
    Piccolo fuori programma all’inizio della seconda parte: l’assessore al Turismo della Regione Liguria, Margherita Bozzano, sale sul palco accompagnata dal Maestro per consegnargli una targa di riconoscimento. Fabio Luisi è infatti un genovese doc che, come molti direttori italiani, svolge la sua carriera soprattutto all’estero. E nel caso di Luisi si può parlare davvero di una carriera folgorante: citiamo soltanto la cariche di direttore stabile dei Wiener Symphoniker e della Staatskapelle di Dresda, con la quale ha registrato, tra l’altro, i poemi sinfonici di Richard Strauss.
    L’amore e la conoscenza che Luisi nutre per il repertorio tedesco si possono comprendere ascoltanto la Seconda Sinfonia di Brahms: l’esecuzione non fa rimpiangere nella maniera più assoluta i capisaldi dell’interpretazione brahmsiana presenti nelle discoteche domestiche di qualunque appassionato. E’ davvero degno di nota il modo in cui Luisi riesce a creare un’amalgama timbrico compatto, senza rinunciare a fare emergere il complesso contrappunto che Brahms dissemina per ogni dove; gli attacchi, pur nella loro intensità, non risultano mai bruschi e netti, ma posseggono quella spaziosa e luminosa morbidezza che è uno dei caratteri distintivi dello stile esecutivo d’oltralpe. Il primo movimento della Sinfonia è talmente bello e coinvolgente da strappare l’applauso del pubblico. I violoncelli intonano intensamente il loro canto nell’Adagio, archi e fiati si rincorrono tra loro nell’Allegretto senza mai inciampare, e tutta la compagine orchestrale trionfa nell’euforico virtuosismo del Finale, suonato con un entusiasmo che raramente ricordiamo di aver sentito in concerto. Il pubblico accoglie gli ultimi, folgoranti accordi della Sinfonia con un vero e proprio boato da stadio, e i cinque ingressi di Luisi, accompagnati dai battiti dei piedi a tempo degli orchestrali, salutano degnamente un direttore che vorremmo più presente nelle programmazioni concertistiche italiane.

    Jacopo Simoncini

    Clicca qui per visualizzare i Video del M° Luisi


    Topics: Concerts, MUSIC, Review | 1 Comment »

    One Response to “Fabio Luisi dirige Brahms…”

    1. Rosy Says:
      dicembre 25th, 2009 at 20:11

      Buon Natale e felice Anno Nuovo a tutti! :)

      Mi trovo a scrivere qui invece che nel simpatico post piu’ appropriato, per ringraziare Jacopo della recensione che tratta di un bel concerto che ha come protagonista uno dei miei compositori preferiti. Ritengo che Brahms venga eseguito con minor frequenza rispetto ad altri musicisti coevi; in particolar modo mi riferisco allo splendido “Ein deutsches Requiem” che non vedo mai proposto nei nostri teatri, ed e` un vero peccato; basterebbe ascoltarne alcuni brani per sentire i brividi lungo la schiena: “Denn alles Fleisch, es ist wie Gras..”, “Wie lieblich sind deine Wohnungen”, “Ihr habt nun Taurigkeit”….e poi la Sinfonia No 2, che, come dice Jacopo, non fa rimpiangere le incisioni storiche, e cio` e` cosa rara, almeno per me! Davvero un programma da non lasciarsi scappare!

      Tanti auguri! :)

      Rosy

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