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    R. V. Williams… VI Symphony /1 (8/12)

    By Redazione Musica | febbraio 3, 2010

    La sinfonia n.6: la War Symphony di Vaughan Williams
    I.

    Nel marzo 1941, in piena battaglia d’Inghilterra, che vide opposte la “RAF” inglese contro la “Luftwaffe” tedesca, un episodio particolarmente tragico sconvolse l’opinione pubblica inglese: una bomba aerea cadde nella zona del West End di Londra, andando a colpire in pieno il Cafè de Paris, locale londinese all’epoca molto frequentato. La bomba centrò il locale proprio quando era pieno di avventori. Il bollettino delle vittime fu impressionante: morirono tutti gli avventori e tutti i membri della band che in quel momento si stava esibendo nel locale (1).
    L’atrocità della guerra, che già aveva toccato l’animo e l’immaginazione di Vaughan Williams, riaffiorò di nuovo nella mente del compositore. Se la “Quinta Sinfonia” sembrava essere, nella volontà del compositore e alle orecchie del pubblico, una sorta di catarsi della brutalità della guerra, questo episodio riportava prepotentemente il demone bellico nell’arte di Vaughan Williams: se la “Quinta Sinfonia” riprendeva le atmosfere della “Pastoral Symphony”, così la “Quarta Sinfonia”, dopo questo atroce episodio, trovava la sua naturale continuazione (ed evoluzione) nel nuovo lavoro sinfonico di Vaughan Williams.
    La “Sesta Sinfonia in Mi minore” si colloca in un periodo in cui Vaughan Williams dedica principalmente il suo magistero compositivo alla musica per film. Già dagli anni ‘40 il compositore si dedicava a creare partiture per il cinema: questo perché la musica per film gli permetteva di andare oltre le prassi compositive usuali per la musica colta. Gli permetteva di liberare la sua fantasia sia in fase di costruzione musicale, ma soprattutto in fase di orchestrazione, potendo sperimentare nuovi e più stravaganti usi dell’orchestra.

    Tra il 1940 e il 1944, anno in cui comincia a lavorare alla nuova sinfonia, Vaughan Williams compone le musiche per i film: “49th Parallel” (film di guerra del 1940-41); “Coastal Command” (documentario di guerra del 1942); “The People’s land” (documentario del 1943); “The Flemish Farm” (film di guerra del 1944); “The Stricken Peninsula” (documentario di guerra del 1944). La gestazione della sinfonia si conclude nel 1947 (salvo poi una revisione dello scherzo nel 1950) e venne presentata la prima volta il 21 Aprile 1948 eseguita dalla BBC Symphony Orchestra diretta dall’immancabile Adrian Boult.
    Come le precedenti due sinfonie, anche la Sesta presenta un forte senso formale: essa si presenta come un enorme studio sull’opposizione tra terze maggiori e minori, il conflitto tra tonalità, l’uso dell’intervallo di quarta aumentata, e sulle sovrapposizioni di differenti ritmi. Eppure ascoltandola si percepisce che, al di la’ delle note, si nasconde un grande dramma. Molti giudizi importanti confortano questa idea. Ursula Vaughan Williams (2) disse che l’ascolto la lasciò “fredda e spaventata” (3). Malcolm Sargent parlò di una “testimonianza di un settuagenario che osserva la sofferenza dei suoi tempi. Non riesco a dirigere la Sesta senza la sensazione che sto camminando attraverso la distruzione delle bombe” (4).
    L’impatto emotivo di quest’opera fu tale che, nei due anni successivi al suo completamento, la “Sesta Sinfonia” venne replicata in sede di concerto ben cento volte.
    L’organico, rispetto alla “Quinta Sinfonia”, subisce una brusca elefantiasi: archi, legni (con inclusi ottavino, corno inglese, controfagotto e clarinetto basso), con l’aggiunta anche di un sassofono tenore, ed ottoni, xilofono, due arpe, timpani, rullante, grancassa, piatti e triangolo. La struttura è quella canonica in quattro movimenti, con l’unica variante che i quattro movimenti sono eseguiti senza soluzione di continuità.

    II.

    L’”Allegro” iniziale presenta un forte conflitto tra la tonalità di impianto di Mi minore e quella di Fa minore, e si apre con un vorticoso e frenetico motivo in “fortissimo” esposto da archi ed ottoni. Segue un secondo episodio affidato ai legni, costruito su un basso ostinato dal carattere baldanzoso e sarcastico, che lo trasforma in una chiassosa marcia molto simile a quella contenuta nell’ultimo movimento della “Quarta Sinfonia”. Segue un terzo tema (sostanzialmente un frammento del feroce tema di apertura ma variato) dal sapore quasi folkloristico, che i violini eseguono in alternanza con l’accompagnamento di marcia della precedente sezione. Questo tema passa nelle varie sezioni dell’orchestra, fino ad essere affermato dagli ottoni in “fortissimo”, costituendo così quello che potremmo identificare come lo “Sviluppo” del movimento. La “Ripresa”, comincia in maniera singolare: difatti viene omesso, cosa inusuale nella forma sonata, il primo tema. O meglio, il primo tema viene posposto: non lo sentiamo subito, rispettando l’ordine che c’era nell’”Esposizione”. Viene presentato anzitutto un frammento secondario della prima sezione, che conduce alla riesposizione del terzo tema. Terzo tema nuovamente variato ma che assume adesso pienamente un carattere romantico, solenne e assolutamente british: viene esposto dagli archi all’unisono, accompagnato dal pizzicato delle arpe e dalle note tenute degli ottoni nella tonalità di Mi maggiore. Il contrasto con gli accenti e le sonorità brutali sentiti fino a quel punto è fortissimo: è un raggio di sole che filtra per un istante attraverso un cielo nerissimo. E’ solo dopo questo episodio che si ripresenta, nella sua interezza e violenza, il primo tema; placandosi, sulle note tenute degli archi gravi, ci conduce al secondo movimento.

    (Ralph Vaughan Williams: Symphony N.6 (1946) Primo Movimento)

    Il “Moderato” si presenta nella tonalità di Sib minore, e ha una forma ternaria. E’ caratterizzato dalla presenza continua di una figura ritmica di tre note (quasi sempre affidata a trombe e timpani) che conferisce un senso di angoscia e di tensione a tutto il movimento. Queste tre note aprono cupamente il movimento fino a condurre all’esposizione del primo tema affidato prima agli archi all’unisono, poi a clarinetti e fagotti. Questa cellula ritmica, oltre a permeare il basso, va a permeare man mano anche il tema, deformandolo e rendendolo irriconoscibile. Un rullo di timpani, dal “pianissimo” al “fortissimo”, conduce alla sezione centrale del movimento, caratterizzata da un nuovo tema eseguito dagli ottoni in fortissimo. Subentrano nuovamente gli archi all’unisono, questa volta in “pianissimo”, che eseguono un terzo tema dal carattere sinistro. Secondo e terzo tema ora i alternano tra archi e legni, creando un cupo dialogo sul cui sfondo affiora, ad intervalli, il rullo dei timpani. E’ un atmosfera di desolante contemplazione. Un senso di staticità pervade tutta la musica, su cui emerge pian piano la figurazione ritmica delle tre note, scandita dalla tromba e dai cupi rintocchi dei timpani; segue un grandioso climax in cui la figurazione ritmica e il secondo tema si intrecciano fino a raggiungere, per quattro volte, un percussivo fortissimo, che lentamente torna spegnersi per far posto ad una mesta cadenza del corno inglese: nelle ultime battute di questa, mentre il suono del corno inglese va spegnendosi, ricompare alla gran cassa, in “pianissimo”, la figurazione di tre note, a fare da degna conclusione all’atmosfera inquieta del movimento, ma anche a fungere da ponte per il movimento successivo.

    (Ralph Vaughan Williams: Symphony N.6 (1946) Secondo Movimento)

    Stefano Naimoli

    (continua a leggere l’articolo)

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    **Note**

    (1). SIR MALCOLM SARGENT in “La musica classica inglese” (“da Bishop a Britten”), di John Stewart Allitt, Edizioni Villadiseriane, Bergamo 2006, pag. 285

    (2).Seconda moglie (1911-2007) di Vaughan Williams. I due si conobbero nel 1938, quando il compositore era ancora sposato con la prima moglie Adeline. Nacque da prima un sodalizio artistico: Ursula era poetessa e scrittrice e collaborò coi suoi versi a molte opere di Vaughan Williams. I due si sposarono nel 1953, dopo che Adeline venne a mancare nel 1951 a seguito di una grave malattia.

    (3). URSULA VAUGHAN WILLIAMS in “La musica classica inglese” (“da Bishop a Britten”), di John Stewart Allitt, Edizioni Villadiseriane, Bergamo 2006, pag. 285

    (4). SIR MALCOLM SARGENT in op.cit.

    Topics: 20th Century, 20th Century, Great Composers, History of Music, History of Music Theory, History of Performance, MUSIC, Music Analysis, Ralph Vaughan Williams, Research Monograph | 1 Comment »

    One Response to “R. V. Williams… VI Symphony /1 (8/12)”

    1. R. V. Williams… VI Symphony /2 (8/12) | Musical Words - Blog di Musica * Arte * Lettere Says:
      febbraio 4th, 2010 at 00:05

      [...] R. V. Williams… VI Symphony /1 (8/12) [...]

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