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    R. V. Williams… VI Symphony /2 (8/12)

    By Redazione Generale | febbraio 4, 2010

    (…continua)

    III.

    Lo “Scherzo” è un altro perfetto esempio di musica chiassosa e sarcastica offerto da Vaughan Williams si apre con una sorta di chiassoso fugato, in cui il tema principale è costruito su una serie di quarte aumentate che ascendono per tutta l’orchestra, esasperate dall’uso delle percussioni e dallo xilofono, che aggiunge ulteriore frenesia all’andamento della musica. Segue un “Trio”, annunciato da un tema dal sapore jazzistico, affidato al sassofono tenore solista, e accompagnato da un concitato ostinato delle viole. L’impiego di questo strumento, usato per la prima volta in una partitura da Vaughan Williams, può trovare spiegazione come rimando preciso all’episodio della bomba nel Cafè de Paris in cui, come detto poco sopra, perì anche un’intera jazz band. Il Sassofono diventa quindi una sorta di simbolo per una situazione extramusicale che aveva avuto, come visto, grande impatto mediatico ed emotivo. Ma allo stesso tempo, l’impiego di questo strumento è indubbiamente frutto del periodo dedicato alla musica per film, in cui Vaughan Williams poté sperimentare nuove soluzioni timbriche.
    Il tema del sassofono si trasforma in una marcia pesante e grottesca eseguita dalla piena orchestra, e che per due volte si alterna al sassofono solo. Una successione di quarte aumentate discendenti affidate al fagotto, accompagnate dal tremolo dei violini, ci conduce ad una riesposizione dello “Scherzo”, a cui fa seguito una nuova esposizione del “Trio”, questa volta variato, e non affidato al sassofono ma alla piena orchestra. Una nuova serie di quarte aumentate discendenti fa acquietare la musica: resta il clarinetto basso solo che conduce sinistramente la musica all’ultimo movimento della sinfonia.

    (Ralph Vaughan Williams: Sinfonia No.6 (1946) Terzo movimento)

    L’ultimo movimento della sinfonia reca l’indicazione “Epilogue”: “moderato”; un movimento lento, dal carattere assolutamente scarno e glaciale (5). Si apre con un tema a canone, affidato in “pianissimo” ai violini con sordina. Il tema passa poi al clarinetto, accompagnato dai soli archi, e ripreso via via dai singoli legni.
    Rispetto all’opulenza dei precedenti tre movimenti, siamo sbalzati in un altro mondo sonoro: ci troviamo di fronte a musica quasi minimalista nell’orchestrazione. In certi momenti gli strumenti che suonano sono solo 3 o quattro, quasi fosse un pezzo cameristico.
    L’oboe solista introduce la seconda sezione del movimento, caratterizzata da una variazione del tema principale, ripresa poi dai legni accompagnati dal tremolo degli archi.

    Il tema passa così a canone tra legni ed archi, e poi ai soli archi in tremolo. Una cadenza dell’oboe apre la strada a Violini e viole, che iniziano ad alternare accordi di Mi Maggiore e Mi minore, mentre ai bassi ricompare in pizzicato il tema principale. Ritorna quell’ambigua politonalità che aveva caratterizzato le sinfonie precedenti: questo senso di vaghezza permette alla musica di svanire poco a poco. Nessun accordo, nessun senso di stabilità: solo una litania che si allontana fino a scomparire.

    (Ralph Vaughan Williams: Sinfonia No.6 (1946) Quarto movimento -  prima parte)

    (Ralph Vaughan Williams: Sinfonia No.6 (1946) Quarto movimento – seconda parte)

    IV.

    Gli ascoltatori, catturati dall’atmosfera catartica e rasserenante della “Quinta Sinfonia”, avevano probabilmente dimenticato le asprezze della “Quarta Sinfonia”: questo spiega lo choc che il pubblico provò al cospetto dei modi espressivi estremi a cui ricorre la “Sesta Sinfonia”. Composta durante il periodo di austerità provocato dalla Seconda Guerra Mondiale, essa fu principalmente vista come una risposta alla violenza di quel periodo. Il Finale, in particolar modo, venne interpretato come un paesaggio devastato dalle esplosioni atomiche (6). Vaughan Williams negò una qualche connessione tra l’evento di Hiroshima e l’ultimo tempo della sua sinfonia. Però egli stesso amò collegarlo apertamente all’addio di Prospero nella commedia shakespeariana “La Tempesta”:

    “Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni
    E le nostre piccole vite sono circondate dal sonno” (7).

    Ma forse, visto il periodo da cui il mondo era appena uscito, parlare di incubo sarebbe stato più appropriato. La “Sesta Sinfonia” è veramente la “War Symphony che unisce i due lati di Vaughan Williams, il grido dell’uomo bellico, che non sa fare altro che distruggere, e il pellegrino che soffre per le disgrazie del suo prossimo” (8).

    Stefano Naimoli

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    **Note**

    (5). Su indicazione dello stesso Vaughan Williams, l’intero movimento è da eseguirsi “pianissimo senza crescendo”

    (6). La bomba atomica di Hiroshima venne sganciata nel 1945, la gestazione della sinfonia va dal 1944 al 1947

    (7).WILLIAM SHAKESPEARE: “La tempesta”, atto IV

    (8). JOHN STEWART ALLITT, “La musica classica inglese” (“da Bishop a Britten”), Edizioni Villadiseriane, Bergamo 2006, pag. 285

    Topics: 20th Century, 20th Century, Great Composers, History of Music, History of Music Theory, History of Performance, MUSIC, Music Analysis, Ralph Vaughan Williams, Research Monograph | No Comments »

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