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    Viotti and the Quartetto… /1

    By Redazione Musica | febbraio 15, 2010

    I Quartetti di Viotti fra Parigi e Londra*

    Suddividere il fenomeno musicale in generi è un tentativo di codificare la pluralità della realtà musicale in categorie, e il significato di tale codificazione muta a seconda delle concezioni estetiche delle diverse epoche. Si legge spesso che il genere del quartetto nacque come genere privato e che in un primo momento fosse esclusività del musicista amatore piuttosto che di quello professionista. Paradossalmente, la categorizzazione si spinge all’interno del genere stesso, contrapponendo il “Quatuor Concertant,” come genere dedicato a “performances” amatoriali in una sfera privata, al “Quatuor Brilliant”, destinato a professionisti e a esecuzioni di carattere pubblico. I sottogeneri, in principio, possono sembrare utili per meglio definire i rapporti di alterità fra le opere dello stesso genere; tuttavia, le categorie che li definiscono spesso imprigionano le composizioni massificando proprio tali diversità.
    Bisognerebbe a questo punto chiedersi, per ragione di onestà, cosa si intenda per ‘pubblico’ nella Parigi dei Quartetti di Viotti. Il significato attuale attribuito alle parole ‘pubblico’ e ‘privato’ è codificato sulla moderna distinzione tra professionale e amatoriale; ma tale distinzione, nella Parigi degli anni Ottanta, non ha senso di esistere (1).
    Al giorno d’oggi il concetto di ‘pubblico’ è primariamente legato alla sfera professionale, mentre nell’”Ancien régime” la situazione era differente. La gran massa delle abitazioni parigine, ad esempio, era costituita dalle cosiddette “maisons particulières”, ovvero le case private dei professionisti, distinte dagli “Hotels,” le residenze dell’aristocrazia di corte. Gli uomini della società ‘privilegiata’ conducevano una vita mondana, ossia ‘pubblica’: per la gente di corte i rapporti sociali occupavano infatti una posizione primaria. Il numero delle persone che l’uomo di corte doveva ricevere a casa sua era elevato e frequenti i rapporti sociali che era tenuto a intrattenere. Differentemente il professionista aveva una vita ‘privata’ proprio come la intendiamo oggi.
    Il pubblico della corte frequentava i maggiori teatri della capitale e il “Concert spirituel,” dove si esibivano virtuosi d’eccezione. Quando Viotti suonava davanti alla regina Maria Antonietta, quell’evento era considerato un affare pubblico nell’orbita delle esecuzioni parigine, in quanto esso creava una vera e propria dinamica basata sul rapporto tra l’esecutore e un uditorio ‘specializzato’ e ‘interessato’ (2) .
    Oltre alla corte erano anche altri i luoghi pubblici dove eseguire propri concerti. Sebbene negli anni Ottanta la voga dei “Salons” era diminuita, essi mantenevano comunque una funzione importante per il ritrovo degli ‘intellettuali’ della capitale. Inoltre, i concerti di Viotti organizzati da logge massoniche nei “Cafés” della capitale e nelle residenze parigine dell’aristocrazia (gli “Hotels”), così come nei ritrovi letterari, scientifici, filosofici delle “Salonniéres”, possono ritenersi concerti ‘pubblici’ a tutti gli effetti. Viotti si trovò spesso a suonare in case private di fronte a compositori ed esecutori quali Steibelt, Rode, Hüllmandel, Montgéroult, ecc. Lo stesso appartamento di Viotti era un “foyer” di attività musicali in cui i più grandi virtuosi del suo tempo si incontravano per suonare e discorrere di musica (3).
    È questo il periodo in cui furono scritti i Quartetti Opp. 1 e 3, i quali, in alcuni tratti, evidenziano uno stile che può apparire ibrido (4). Viotti, infatti, essendo un grande virtuoso abituato a stupire la propria “audience”, dà molto risalto alla parte del primo violino, che include passaggi di grande brillantezza e agilità virtuosistica. Per tale motivo Viotti è stato indicato da molti studiosi come il compositore che importò il “Quatuor Brilliant” in Francia, e questo in virtù soprattutto dell’Op. 3 (5). La conversazione melodica fra i vari strumenti non è certo paritaria per quanto riguarda il materiale tematico ma privilegia la parte dei due violini. Tuttavia, la dicitura che si trova sul frontespizio – che li classifica come ‘concertant’ – è supportata dalla netta prevalenza di un dialogo concertato fra le voci, anche se spesso è privilegiato un dialogo a due fra il primo violino e gli altri strumenti. Il secondo violino, la viola e il violoncello si contrappongono al primo violino sia in modo alternato che simultaneamente, giocando sulle variegate possibilità timbriche del quartetto ed esplorando le risorse espressive e strutturali della forma.

    Massimiliano Sala*

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    **Note**

    * Massimiliano Sala è Presidente del “Centro Studi Opera omnia Luigi Boccherini-Onlus” (Lucca) e dell’ “Edizione Nazionale Italiana dell’Opera Omnia di Muzio Clementi”. Fa parte del comitato scientifico dell’ “Edizione Nazionale dell’Opera omnia di Luigi Boccherini” ed è Segretario-Tesoriere dell’”Edizione Nazionale dell’Opera omnia di Pietro Antonio Locatelli”. General editor della collana “Studies on Italian Music History” (Brepols Publishers), è autore della voce su “Giovanni Battista Viotti” per “Die Musik in Geschichte und Gegenwart 2″. Ha curato i volumi “Muzio Clementi”. “Studies and Prospects” (2002), “Muzio Clementi cosmopolita della musica” (2004), “Giovanni Battista Viotti”. “A Composer between the Two Revolutions” (2006) e “Domenico Scarlatti Adventures”. “Essays to commemorate the 250th Anniversary of His death “(con W. Dean Sutcliffe, 2008).

    (1). Cfr. Melton, James Van Horn. The Rise of the Public in Enlightenment Europe, Cambridge (UK), Cambridge Unive

    (2). Cfr. Mongrédien, Jean. French Music from the Enlightenment to Romaticism, 1789-1830, Portland, Amadeus Press, 1986 e Yim, Denise. Viotti and the Chinnerys. A Relationship Charter Through Letters, Aldershot, Ashgate Publishing, 2004.

    (3).  Lister, Warwick. ‘Notes on Viotti in Paris, 1782-1792′, in: Giovanni Battista Viotti. A Composer between the Two Revolutions, edited by Massimiliano Sala, Bologna, Ut Orpheus Edizioni, 2006 (Ad Parnassum Studies, 2), pp. 29-57.

    (4). «Six / QUATUORS / Concertants / Pour Deux Violons Alto et Basse / Dedies / A Son Altesse Royale / Madame La Princesse / DE PRUSSE / Composés / PAR. M. VIOTTI / Œuvre 1 / Prix 9 / A. PARIS», Sieber, [1783-1785]; «Six / QUATUORS / Concertants / Pour Deux Violons Alto et Basse / Composés Par / Mr. VIOTTI / Œuvre iiim. et 2m. Livre de Quatuors, Prix 9 / A. PARIS», Sieber, [1782-1786]. Cfr. White, Chappell. “Giovanni Battista Viotti (1755-1824). A Thematic Catalogue of his Works”, New York, Pendragon Press, 1985, pp. 49 e 51; per un’edizione moderna, vedi anche Viotti, Giovanni Battista. “Six String Quartets, Opus 1 (White ii: 1-6)”, edited by Cliff Eisen, Ann Arbor (MI), Steglein Pub., 2003 (The early string quartet, 1).

    (5). Eisen, Cliff. ‘String Quartet’ [1-3], in: “The New Grove Dictionary of Music and Musicians, Second Edition,” edited by Stanley Sadie, 29 voll., London, Macmillan, 2001, vol. xxiv, pp. 585-588; Fischer, Klaus. ‘G. B. Viotti und das Streichquartett des späten 18. Jahrhunderts’, in: “Trasmissione e recezione delle forme di cultura musicale: atti del xiv Congresso della Società Internazionale di Musicologia; Bologna, 27 agosto – 1 settembre 1987″, Ferrara – Parma, 30 agosto 1987, a cura di Angelo Pompilio “et al.”, 3 voll., Torino, EDT, 1990, vol. iii, pp. 753-767; Krummacher, Friedhelm. “Das Streichquartett. Teilband 1: Von Haydn bis Schubert”, Laaber, Laaber-Verlag, 2001 (Handbuch der musikalischen Gattungen, 6); Lister, Warwick. ‘In Brief: New Light on the Early Career of G. B. Viotti’, in: “Music & Letters”, lxxxiii (2002), pp. 419-425; Salvetti, Guido. ‘L’ultima fase del quartettismo italiano tra Viotti e Paganini’, in: “Chigiana,” xxxviii, s.n. 18 (1987), pp. 165-176; Id. ‘Luigi Boccherini nell’ambito del quartetto italiano del secondo settecento’, in: “Studien zur italienisch-deutschen Musikgeschichte VIII”, edited by Friedrich Lippmann, Cologne, Volk Verlag, 1973 (Analecta Musicologia, 12), pp. 227-252.

    Topics: Classic, Classical, Great Composers, History of Compositional Technique, History of Music, History of Music Theory, History of Performance, MUSIC, Music Analysis, Pre-Romantic | 1 Comment »

    One Response to “Viotti and the Quartetto… /1”

    1. Viotti and the Quartetto… /2 | Musical Words - Blog di Musica * Arte * Lettere Says:
      febbraio 16th, 2010 at 17:14

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