Archive for aprile, 2011
Ernst Bloch… il Divenire in Musica / 15
sabato, aprile 30th, 2011esperienza finora divenuta”(PS, 371). Anch’esso è una struttura autonoma e dinamica significante qualcosa che non è conscio: ma se il sogno notturno è espressione di qualcosa che è stata rimossa in seguito ad un trauma o ad una proibizione nella realtà della veglia e che si riattiva nel sonno grazie all’allentarsi dei freni inibitori, il sogno ad occhi aperti, pur avendo relazione con la pulsione somatica,
“inizia liberamente, ed è controllabile nel suo itinerario; [...]Il desiderio” di cui si sostanzia “non tende a un oggetto presente nell’esteriore, di cui manca interiormente, per riempire il vuoto. Si tratta invece di un eccedenza del desiderio al dato esteriore, che derealizza. [...]Esso è più aldilà del dato presente,[...] in forza di un’eccedenza del desiderio rispetto al dato”[4].
Ma meglio di qualsiasi suo interprete Bloch scrive a riguardo: “Il contenuto del sogno notturno è nascosto e contraffatto, il contenuto della fantasia diurna è aperto, estroverso nel suo fabulizzare, anticipante, e il suo aspetto latente è davanti ” (PS, 117-118). E ancora: “Il sogno notturno si muove nel dimenticato ,nel rimosso, il sogno diurno in quello che non è assolutamente mai stato ancora sperimentato come presente”(ivi) [5]. Bloch dunque critica la psicanalisi freudiana anche per aver dato, nella tematica del desiderio, troppa importanza alle pulsioni sessuali: egli piuttosto vedrebbe nella fame una tra le più importanti spinte del desiderio e della speranza perché porterebbe l’uomo a prendere consapevolezza delle proprie mancanze inducendolo all’immaginazione di un mondo migliore e ad ogni tipo di azione mirata ad una sua eventuale realizzazione. Ma come il Nostro mutua la categoria interpretativa del sogno dalla psicanalisi freudiana, così si porta ad estendere la sua analisi dalla dimensione terapeutica a quella delle manifestazioni culturali dell’uomo: ciò gli consente, da una parte, di collegare l’utopia all’inconscio e, dall’altra, di rappresentare il sogno come “espressione onirica di un contenuto che ne permette l’interpretazione”[6].
Intrighi… Carlo Gesualdo tra musica, amore e morte!
mercoledì, aprile 20th, 2011la notte del 16 ottobre 1950. L’omicidio di Maria d’Avalos, moglie di Carlo, e del suo amante, Fabrizio Carafa, ha sempre connotato agli occhi del Mondo la figura di questo straordinario compositore con accezioni fortemente negative, privandola di qualsiasi attribuzione morale ed umana; un uomo dove il genio e la follia coincidono e dove l’oscurità del suo animo esalta il lato irrazionale della sua musica.
Nella sua opera Savignano non disconosce molti dei fatti avvenuti in questa drammatica vicenda, tuttavia conferisce un volto umano alla storia del suo “compaesano”, sollevando alcuni interrogativi. E’ stato proprio Carlo Gesualdo a commettere il delitto? Perché lo avrebbe fatto? Chi tra i suoi fedeli di corte e nella stessa famiglia lo convinse ad una scelta tanto brutale? Si trattava di una questione di onore del Principe oppure un piano di vendetta attuato dalla corte per perseguire interessi personali? Eccoli gli intrighi a cui si riferisce il titolo de
Ernst Bloch… il Divenire in Musica / 14
venerdì, aprile 15th, 20114) L’oscurità dell’attimo vissuto: lo stupore come finestra sul non-ancora.
La prima parte dello Spirito dell’utopia si conclude mettendo a fuoco due concetti piuttosto complessi che nella loro interazione sono collegati dalla categoria del non-ancora: si tratta dell’oscurità dell’attimo vissuto e del sapere non-ancora-conscio (quest’ultimo unito strettamente al concetto del non-ancora-divenuto). L’oscurità dell’attimo vissuto è uno dei punti fondamentali della speculazione blochiana e una delle chiavi di accesso più preziose per la comprensione dell’ontologia del non ancora: con tale espressione il filosofo (che già aveva esposto il problema parlando dell’autoestraneazione) vuole spiegare che nell’hic et nunc l’uomo non è mai perfettamente presente a se stesso[1].
Ernst Bloch… il Divenire in Musica / 13
venerdì, aprile 1st, 2011me un’organo conoscitivo fondamentale della filosofia utopica che scaturisce dall’intenzione del
filosofo di delineare, sin dalla prima edizione dello Spirito dell’utopia, il progetto di una gnoseologia motorio-fantastica che (come già abbiamo riscontrato per la fantasia etica) non faccia più riferimento al modello di una razionalità di matrice cartesiana ma che si ispiri ad un pensiero simile più che altro ad un “razionalismo del cuore”, una “razionalità dell’irrazionale”: questo progetto descrive un’ontologia fondata sulla forza etico-spirituale di un soggetto disposto a scommettere sulla realizzazione di un mondo non-ancora presente.
L’Eingedenken è “il luogo in cui i riferimenti mistico-religiosi dell’utopia diventano costitutivi di un’idea di coscienza che reca in sé, nella forma di un’intima memoria, ‘l’evidenza ultima del vero’ ”[9]: è quindi un’ “intima memoria”, una “memore coscienza”[10] che comprende in se stessa quel già incontrato focus immaginarius nel quale “il mondo comincia ad entrare nella manifestazione della speranza del fut

