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    Archive for maggio, 2011

    Ernst Bloch… il Divenire in Musica / 17

    lunedì, maggio 30th, 2011

    la natura del simbolo musicale è autopresentazionale, non consumata, “il simbolo musicale è ‘iridescente’, il suo significato è implicito ma mai convenzionalmente fissato: il suo riferimento non è mai implicito e predeterminato. Il simbolo musicale, dunque, si autopresenta: lo godiamo per se stesso e non si esaurisce in alcun riferimento esterno a se stesso” [9].

    Ma, nella filosofia blochiana, l’iridescenza o la tautologia[10] in cui l’autonomo significato simbolico di un’opera musicale si identifica con la sua valenza utopica, cioè con la capacità che questa ha di prefigurare il mondo non-ancora-divenuto.

    Difatti, il discorso sul valore simbolico della musica fin qui accennato può trovare un’introduzione in quelle pagine del Principio speranza in cui il filosofo provenendo dalla tematizzazione del possibile obiettivo-reale, approda alla tematica del simbolo e ci permette di connotare più precisamente il senso di quell’universale iridescenza del “significare musicale” a partire dalla filosofia utopica. Il riferimento ad un simile dinamismo della materia è un terreno ideale per introdurre e fondare tutti i sogni ad occhi aperti o le diverse forme di utopie che di sfuggita abbiamo precedentemente illustrato: la potenzialità obiettivo-reale della materia appare “riflessa – scrive appunto Bloch – in quasi tutte le utopie sociali in maniera più o meno astratta” e “psichicamente si mostra come immagine di desiderio rivolta in avanti, moralmente come ideale umano, esteticamente come simbolo obiettivo-naturale”(PS, 279). Così si apprende che “la torre, la primavera, le brezze serotine del Figaro di Mozart [...] e in generale tutti i simboli del sublime”(PS, 281) hanno un contenuto simbolico che “si trova ancora distante dalla sua piena manifestazione”(ivi). È chiarito qui il senso di quell’autopresentazionalità su cui la Langer – e non solo lei – ha tanto parlato. In Bloch il senso di una non-rimandatività del simbolo musicale è in realtà fittizio,

    Ernst Bloch… il Divenire in Musica / 16

    domenica, maggio 15th, 2011

    Ora non è difficile ritrovare una rilettura di questo sovvertimento del razionale nella filosofia utopica: infatti l’oscurità dell’attimo vissuto ci viene descritto come una dimensione vicina all’ossimoro nella quale la verità, cioè l’utopico, si dà e non si dà al tempo stesso. È quindi nella tenebra di quella “prossimità che ci fa ciechi” che l’antico dissidio tra finito e infinito troverebbe espressione in un continuo gioco di ombre e di luci che, pur trovando un’adeguata rappresentazione simbolica nell’opera d’arte, attesterebbe che in essa “l’infinito, cioè la verità, è nel finito, [...] ma nello stesso tempo ne differisce e lo trascende infinitamente, tant’è vero che le forme si generano dalle forme in una produzione vertiginosa continuamente volta all’autodistruzione”[6].

    Cos’è infatti l’Eingedenken se non un particolare “senso” del soggetto utopico in grado di credere e conferire consistenza ontologica ai postulati kantiani o di scorgere la verità in particolari del tutto trascurabili? Non è anche la forza etica di credere veramente che nella prima goccia di un temporale sia in realtà celato il significato criptato dell’assoluto? È proprio questa sensibilità rabdomantica ad innescare l’intenzionalità utopico-simbolica della fantasia oggettiva dando vita ad un processo sovversivo che trascende i principi basilari delaa visione razionalistica del mondo, riuscendo a capovolgere i particolari banali in un’universalità non ancora del tutto comprensibile ma almeno intravedibile[7].

    ‘Antichi Sapori al Castello…’ , un altro grande successo!

    venerdì, maggio 13th, 2011

    erti onlus per la riscoperta della buona musica classica accompagnata da.. invitanti specialità gastronomiche.
    C’è infatti da dire che, complice la luce spumeggiante del sole primaverile, il Castello San Giorgio offriva già in partenza uno scenario molto suggestivo con la vista che si estendeva a tutto il golfo fino alla Palmaria e alla lontana Versilia. Ma ecco che dopo qualche minuto di ritardo, quasi di routine, le sedie disposte sulla pavimentazione di pietra si sono subito riempite di un pubblico eterogeneo e raffinato che silenziosamente dispostosi ha aspettato pazientemente l’arrivo del protagonista: Paolo Barizza.
    Il giovane pianista spezzino, con g

    ‘Antichi sapori al Castello…’ – Aperitivi in Musica 2011

    giovedì, maggio 5th, 2011

    non perderti un’emozione.
    Dopo lo strepitoso successo di pubblico che ha riscosso ‘Profumi di Primavera…’, il primo degli Aperitivi in Musica 2011, con le oltre trecento persone che hanno affollato le sale di Porto Lotti, è la volta di ‘Antichi sapori al Castello…’.

    Domenica 8 maggio alle ore 10.30 al Castello San Giorgio alla Spezia andrà [...]