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  • 8 aprile 2012
    Letteratura polacca romantica

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MUSIC

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Nicolò Paganini. Diabolus in Musica!

sabato, settembre 10th, 2011

Studies on Italian Music History – (Brepols Publishers – Turnhout)

Nicolò Paganini. Diabolus in Musica
edited by Andrea Barizza and Fulvia Morabito
Turnhout, Brepols, 2010 (Studies on Italian Music History, 5)

Paganini is considered to be the greatest violin virtuoso of all time. He was a virtuoso who relied on the astonishment that he aroused in those who [...]

Florence, BNC, Panciatichi 27: Text and Context

sabato, settembre 3rd, 2011

Monumenta Musica Europea – (Brepols Publishers – Turnhout)

Florence, BNC, Panciatichi 27: Text and Context
edited by Gioia Filocamo, translated by Bonnie J. Blackburn, Turnhout, Brepols.
XX+988 p., 230 x 310 mm, 2010, Hardback ISBN 978-2-503-51518-2

The volume comprises a complete edition of the large manuscript Panciatichi 27, compiled at the beginning of the sixteenth century: 185 compositions (parts [...]

Ernst Bloch… il Divenire in Musica / 21

sabato, luglio 30th, 2011

proprie linee melodiche. E proprio il futuro, esaminato da queste “sotto ogni aspetto e speranza”, sboccia tra le memorabili variazioni della fuga bachiana come “scrigno aperto, in una melodia infinita internamente”(SU, 66)[7].

La melodia bachiana , soprattutto quella che risuona tra le pagine del Clavicembalo ben temperato, si rivela scritta quasi apposta per il suono limpido e argentino di strumenti ad essa futuri, come gli Stenwey dei nostri tempi e non per quello metallico e pizzicato dei clavicembali a cui era destinata.

Per concludere, in Bach come in Mozart è ancora presente una rigorosa compostezza formale dovuta ad un sapiente gioco di equilibri delle parti: se Mozart oggettiva il lato terrestre e luciferico dell’ io leggero o piccolo attraverso la luce visibile di atteggiamenti alati e sciolti dello spirito, Bach ne oggettiva invece il lato spirituale; ma questa oggettivazione non splende, non ha luce, avviene nell’ancor profonda interiorità dello spirito protestante: essa è il preannuncio di quella potenza della speranza che solo il “voler agire cristiano” e la comunità da esso rappresentata, è in grado di rendere come concreta e effettiva realtà.

A noi, dopo quanto ricostruito, pare che la Fuga che Bloch qui intenda sia una sorta di tappeto nel tappeto: essa è una finestra aperta sulla più avanzata dimensione dinamico-energetica, del terzo e ultimo tappeto, quello dove finalmente quest’ultima trova una piena e soddisfacente manifestazione[8].

Festival Paganiniano di Carro 2011

mercoledì, luglio 20th, 2011

Ernst Bloch… il Divenire in Musica / 20

venerdì, luglio 15th, 2011

così il contrappunto architettonico di Bach recupera il vecchio contrappunto meccanicistico dei fiamminghi, e quello drammatico di Beethoven eleverà a nuove vette quello di Bach; interessante sarà poi osservare anche il recupero che Wagner attua nei confronti della danza e dell’incessante canticchiare.

I tappeti, come inventario di possibilità formali, possono trovare realizzazione (ma anche trascendimento) nelle opere dei grandi soggetti musicali che nell’insieme costituiscono il già incontrato sistema segreto di relazioni. Il senso di questo cammino e della sua struttura temporalmente trasversale, non è da leggersi nell’intento di offrire una prognosi dell’evoluzione storica della musica ma nell’ottica di un “sistema del messianismo teoretico” e quindi nello sforzo di saggiare, soprattutto attraverso l’arte dei suoni, la possibilità dell’esistenza di una totalità non-ancora divenuta. In ogni tappeto vi è un aperto riferimento alla forma e alla tecnica musicale, ma questo va considerato solo in funzione di un sempre più accentuato

La cappella musicale di Santa Maria Maggiore a Bergamo dal 1657 al 1810

giovedì, giugno 30th, 2011

Studies on Italian Music History – (Brepols Publishers – Turnhout)

Paola Palermo – Giulia Pecis Cavagna
La cappella musicale di Santa Maria Maggiore a Bergamo dal 1657 al 1810
with documents transcriptions on Cd-Rom.
From its very creation the musical chapel of Santa Maria Maggiore in Bergamo was always one of the most outstanding of the North-Italian ecclesiastical institutions. [...]

Ernst Bloch… il Divenire in Musica / 19

giovedì, giugno 30th, 2011

“espressionistica” ha poi, come suo corollario, anche una caustica opposizione a quel ramo dell’estetica musicale ottocentesca che fa riferimento soprattutto al formalismo di Hanslick. Poiché il formalismo protende verso una concezione che guarda all’opera musicale come oggetto asemantico, artigianale e quindi priva di soggetto ed espressione, esso è diametralmente opposto al tentativo blochiano di proporre una lettura antistoricistica della storia della musica inerente ad un soggetto utopico: “un ordinamento storico basato su elementi artigianali e tecnici – scrive Bloch – non è in grado di cogliere, suo malgrado, tutto l’essenziale della storia della musica”(SU, 52). Una musica che può rappresentare soltanto la “dinamica” dei sentimenti ma non il sentimento stesso[1] non può essere rivelativa dei moti interiori del soggetto né per questo della sua più intima essenza nascosta: questa concezione certo non può essere fondativa di una storia della musica basata sull’ “incomparabile vitalità che si media sul piano individuale”(ivi). Ciò non equivale a vedere in ogni musicista una monade priva di relazioni: le intenzioni del filosofo non mirano alla costruzione di una storia della musica solipsistica, dipinta a ritratti individuali, ma ad un cammino che illustri i momenti dell’incontro con il Sé; “la determinatezza geniale” di ogni musicista diventa elemento necessario di un “diapason canonico sovrastorico” in cui “le grandi individualità diventano categorie e

Beyond Notes: Improvisation in Western Music …

venerdì, giugno 24th, 2011

Specvlvm Mvsicae – (Brepols Publishers – Turnhout)

Vol. xvi: Beyond Notes: Improvisation in Western Music of the Eighteenth and Nineteenth Centuries
edited by Rudolf Rasch,
pp. xii+392, 2011.
Improvisation is an important aspect of music, not only in jazz and other ‘improvised music’, but also of classical music. Pianists may add improvised interludes to their recitals and cadenzas to [...]

Ad Parnassum… 16!

venerdì, giugno 17th, 2011

Ad Parnassum Vol. 8 – No. 16 – October 2010

Editorial Contents Abstracts
ARTICLES
Barry Cooper
The Two — or Two Dozen — Finales for Beethoven’s Quartet Opus 130
David Chapman
Tuning Variations as a Guide to Bass-Line Instrumentation in the Orchestral and Solo Literature for the Eighteenth-Century Contrabass «Violon»
Serguei N. Prozhoguin
Cinque Studi su Domenico Scarlatti
REVIEWS
Floyd Grave
David Wyn Jones, The Life [...]

Ernst Bloch… il Divenire in Musica / 18

mercoledì, giugno 15th, 2011

l’espressione in Bloch è la manifestazione della natura utopica del mondo: quello che non esiste ancora ma del quale se ne desidera fortemente l’esistenza. L’espressione è dunque frutto dell’intenzionalità utopica dell’arte che può anche essere definita metafisica. Metafisica nel senso di una trascendenza soggettiva dell’empirico in direzione di un luogo non ancora divenuto che lascia intravedere qualcosa di sé nella fitta nebbia criptica dell’attimo vissuto[20]: essa è quindi il compimento di quello stupore nei confronti del minimale che si realizza nei contenuti del desiderio e della speranza (che così diventano la guida fondamentale di un’ermeneutica utopica). L’espressione è ancora l’opera d’arte nella compiuta realizzazione delle sue fasi, che dallo choc[21] iniziale e dalla conseguente messa in moto dell’Eingedenken giunge, grazie alla fantasia oggettiva, a farsi forma e contenuto di una volontà d’arte che, nel caso della “brocca renana”, “poltrona barocca” come di una determinata musica, dimostra di poter plasmare il mondo e la materia secondo i desideri dello Spirito. Infatti tale volizione, traduzione antropologica dell’intenzionalità simbolica, deforma ciò che la circonda secondo una direzione che potremmo definire “supererogatoria”, cioè del tutto diversa da quell’impulso costruttivo stimolato soltanto dal desiderio di una funzionalità semplicemente utilitaristica.

Pertanto l’espressione “Noi ascoltiamo solo Noi”[22] supera il senso hegeliano di un ritorno più consapevole a se stessi, il quale equivarrebbe ad un percorso chiuso, predeterminatamente chiuso, statico. È per questo che Bloch afferma che “è soprattutto nel lavoro creativo che viene superato chiaramente il limite impressionante del non-ancora-conscio”(SU, 221). È importante quindi comprendere come il modello di riferimento della volontà d’arte (in grado di deformare a proprio piacimento la materia) sia l’immediato impulso della coscienza: essa eleva a modello della propria perfezione la diretta decodifica dell’interiorità quale si rivela nei disegni dei primitivi o nel tratto immediato dei bambini[23]. Nello Spirito dell’utopia leggiamo: “ben più importanti del meccanismo che trasforma le urla e le comunica come canto, sono le urla stesse, la loro immutata autenticità ed intensità. Pertanto non si deve continuare ad indagare l’atteggiamento creativo nella sua realizzazione puramente formale”,

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