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    MUSIC

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    Ad Parnassum… 16!

    venerdì, giugno 17th, 2011

    Ad Parnassum Vol. 8 – No. 16 – October 2010

    Editorial Contents Abstracts
    ARTICLES
    Barry Cooper
    The Two — or Two Dozen — Finales for Beethoven’s Quartet Opus 130
    David Chapman
    Tuning Variations as a Guide to Bass-Line Instrumentation in the Orchestral and Solo Literature for the Eighteenth-Century Contrabass «Violon»
    Serguei N. Prozhoguin
    Cinque Studi su Domenico Scarlatti
    REVIEWS
    Floyd Grave
    David Wyn Jones, The Life [...]

    Ernst Bloch… il Divenire in Musica / 18

    mercoledì, giugno 15th, 2011

    l’espressione in Bloch è la manifestazione della natura utopica del mondo: quello che non esiste ancora ma del quale se ne desidera fortemente l’esistenza. L’espressione è dunque frutto dell’intenzionalità utopica dell’arte che può anche essere definita metafisica. Metafisica nel senso di una trascendenza soggettiva dell’empirico in direzione di un luogo non ancora divenuto che lascia intravedere qualcosa di sé nella fitta nebbia criptica dell’attimo vissuto[20]: essa è quindi il compimento di quello stupore nei confronti del minimale che si realizza nei contenuti del desiderio e della speranza (che così diventano la guida fondamentale di un’ermeneutica utopica). L’espressione è ancora l’opera d’arte nella compiuta realizzazione delle sue fasi, che dallo choc[21] iniziale e dalla conseguente messa in moto dell’Eingedenken giunge, grazie alla fantasia oggettiva, a farsi forma e contenuto di una volontà d’arte che, nel caso della “brocca renana”, “poltrona barocca” come di una determinata musica, dimostra di poter plasmare il mondo e la materia secondo i desideri dello Spirito. Infatti tale volizione, traduzione antropologica dell’intenzionalità simbolica, deforma ciò che la circonda secondo una direzione che potremmo definire “supererogatoria”, cioè del tutto diversa da quell’impulso costruttivo stimolato soltanto dal desiderio di una funzionalità semplicemente utilitaristica.

    Pertanto l’espressione “Noi ascoltiamo solo Noi”[22] supera il senso hegeliano di un ritorno più consapevole a se stessi, il quale equivarrebbe ad un percorso chiuso, predeterminatamente chiuso, statico. È per questo che Bloch afferma che “è soprattutto nel lavoro creativo che viene superato chiaramente il limite impressionante del non-ancora-conscio”(SU, 221). È importante quindi comprendere come il modello di riferimento della volontà d’arte (in grado di deformare a proprio piacimento la materia) sia l’immediato impulso della coscienza: essa eleva a modello della propria perfezione la diretta decodifica dell’interiorità quale si rivela nei disegni dei primitivi o nel tratto immediato dei bambini[23]. Nello Spirito dell’utopia leggiamo: “ben più importanti del meccanismo che trasforma le urla e le comunica come canto, sono le urla stesse, la loro immutata autenticità ed intensità. Pertanto non si deve continuare ad indagare l’atteggiamento creativo nella sua realizzazione puramente formale”,

    Ad Parnassum… 15!

    lunedì, giugno 13th, 2011

    Ad Parnassum Vol. 8 – No. 15 – October 2010

    editorial contents abstracs
    Despite their apparent diversity, the contributions included in the present issue of Ad Parnassum coalesce around the established and ongoing debate concerning ‘revision’ as a methodological category within the sphere of musicology. Although approached from different perspectives and from the vantage points of [...]

    ‘Orchestral Conducting…’ International Conference!

    giovedì, giugno 9th, 2011

    *

    ***

    ***
    CONVEGNO INTERNAZIONALE
    INTERNATIONAL CONFERENCE
    Orchestral Conducting in the 19th Century

    Società dei Concerti, La Spezia
    &
    Centro Studi Opera Omnia Luigi Boccherini, Lucca
    La Spezia, CAMeC, 14-16 luglio 2010
    *    *    *
    COMITATO SCIENTIFICO / PROGRAMME COMMITTEE

    Andrea Barizza (La Spezia), Alexandre Dratwicki (Venice), Lorenzo Frassà (Lucca), RobertoIlliano (Lucca), Fulvia Morabito (Lucca), Michela Niccolai (Montréal), Massimiliano Sala (Pistoia)KEYNOTE SPEAKERS
    Prof. Rémy Campos (Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Paris / Haute École de Musique de [...]

    Ernst Bloch… il Divenire in Musica / 17

    lunedì, maggio 30th, 2011

    la natura del simbolo musicale è autopresentazionale, non consumata, “il simbolo musicale è ‘iridescente’, il suo significato è implicito ma mai convenzionalmente fissato: il suo riferimento non è mai implicito e predeterminato. Il simbolo musicale, dunque, si autopresenta: lo godiamo per se stesso e non si esaurisce in alcun riferimento esterno a se stesso” [9].

    Ma, nella filosofia blochiana, l’iridescenza o la tautologia[10] in cui l’autonomo significato simbolico di un’opera musicale si identifica con la sua valenza utopica, cioè con la capacità che questa ha di prefigurare il mondo non-ancora-divenuto.

    Difatti, il discorso sul valore simbolico della musica fin qui accennato può trovare un’introduzione in quelle pagine del Principio speranza in cui il filosofo provenendo dalla tematizzazione del possibile obiettivo-reale, approda alla tematica del simbolo e ci permette di connotare più precisamente il senso di quell’universale iridescenza del “significare musicale” a partire dalla filosofia utopica. Il riferimento ad un simile dinamismo della materia è un terreno ideale per introdurre e fondare tutti i sogni ad occhi aperti o le diverse forme di utopie che di sfuggita abbiamo precedentemente illustrato: la potenzialità obiettivo-reale della materia appare “riflessa – scrive appunto Bloch – in quasi tutte le utopie sociali in maniera più o meno astratta” e “psichicamente si mostra come immagine di desiderio rivolta in avanti, moralmente come ideale umano, esteticamente come simbolo obiettivo-naturale”(PS, 279). Così si apprende che “la torre, la primavera, le brezze serotine del Figaro di Mozart [...] e in generale tutti i simboli del sublime”(PS, 281) hanno un contenuto simbolico che “si trova ancora distante dalla sua piena manifestazione”(ivi). È chiarito qui il senso di quell’autopresentazionalità su cui la Langer – e non solo lei – ha tanto parlato. In Bloch il senso di una non-rimandatività del simbolo musicale è in realtà fittizio,

    Ernst Bloch… il Divenire in Musica / 16

    domenica, maggio 15th, 2011

    Ora non è difficile ritrovare una rilettura di questo sovvertimento del razionale nella filosofia utopica: infatti l’oscurità dell’attimo vissuto ci viene descritto come una dimensione vicina all’ossimoro nella quale la verità, cioè l’utopico, si dà e non si dà al tempo stesso. È quindi nella tenebra di quella “prossimità che ci fa ciechi” che l’antico dissidio tra finito e infinito troverebbe espressione in un continuo gioco di ombre e di luci che, pur trovando un’adeguata rappresentazione simbolica nell’opera d’arte, attesterebbe che in essa “l’infinito, cioè la verità, è nel finito, [...] ma nello stesso tempo ne differisce e lo trascende infinitamente, tant’è vero che le forme si generano dalle forme in una produzione vertiginosa continuamente volta all’autodistruzione”[6].

    Cos’è infatti l’Eingedenken se non un particolare “senso” del soggetto utopico in grado di credere e conferire consistenza ontologica ai postulati kantiani o di scorgere la verità in particolari del tutto trascurabili? Non è anche la forza etica di credere veramente che nella prima goccia di un temporale sia in realtà celato il significato criptato dell’assoluto? È proprio questa sensibilità rabdomantica ad innescare l’intenzionalità utopico-simbolica della fantasia oggettiva dando vita ad un processo sovversivo che trascende i principi basilari delaa visione razionalistica del mondo, riuscendo a capovolgere i particolari banali in un’universalità non ancora del tutto comprensibile ma almeno intravedibile[7].

    ‘Antichi Sapori al Castello…’ , un altro grande successo!

    venerdì, maggio 13th, 2011

    erti onlus per la riscoperta della buona musica classica accompagnata da.. invitanti specialità gastronomiche.
    C’è infatti da dire che, complice la luce spumeggiante del sole primaverile, il Castello San Giorgio offriva già in partenza uno scenario molto suggestivo con la vista che si estendeva a tutto il golfo fino alla Palmaria e alla lontana Versilia. Ma ecco che dopo qualche minuto di ritardo, quasi di routine, le sedie disposte sulla pavimentazione di pietra si sono subito riempite di un pubblico eterogeneo e raffinato che silenziosamente dispostosi ha aspettato pazientemente l’arrivo del protagonista: Paolo Barizza.
    Il giovane pianista spezzino, con g

    ‘Antichi sapori al Castello…’ – Aperitivi in Musica 2011

    giovedì, maggio 5th, 2011

    non perderti un’emozione.
    Dopo lo strepitoso successo di pubblico che ha riscosso ‘Profumi di Primavera…’, il primo degli Aperitivi in Musica 2011, con le oltre trecento persone che hanno affollato le sale di Porto Lotti, è la volta di ‘Antichi sapori al Castello…’.

    Domenica 8 maggio alle ore 10.30 al Castello San Giorgio alla Spezia andrà [...]

    Ernst Bloch… il Divenire in Musica / 15

    sabato, aprile 30th, 2011

    esperienza finora divenuta”(PS, 371). Anch’esso è una struttura autonoma e dinamica significante qualcosa che non è conscio: ma se il sogno notturno è espressione di qualcosa che è stata rimossa in seguito ad un trauma o ad una proibizione nella realtà della veglia e che si riattiva nel sonno grazie all’allentarsi dei freni inibitori, il sogno ad occhi aperti, pur avendo relazione con la pulsione somatica,

    “inizia liberamente, ed è controllabile nel suo itinerario; [...]Il desiderio” di cui si sostanzia “non tende a un oggetto presente nell’esteriore, di cui manca interiormente, per riempire il vuoto. Si tratta invece di un eccedenza del desiderio al dato esteriore, che derealizza. [...]Esso è più aldilà del dato presente,[...] in forza di un’eccedenza del desiderio rispetto al dato”[4].

    Ma meglio di qualsiasi suo interprete Bloch scrive a riguardo: “Il contenuto del sogno notturno è nascosto e contraffatto, il contenuto della fantasia diurna è aperto, estroverso nel suo fabulizzare, anticipante, e il suo aspetto latente è davanti ” (PS, 117-118). E ancora: “Il sogno notturno si muove nel dimenticato ,nel rimosso, il sogno diurno in quello che non è assolutamente mai stato ancora sperimentato come presente”(ivi) [5]. Bloch dunque critica la psicanalisi freudiana anche per aver dato, nella tematica del desiderio, troppa importanza alle pulsioni sessuali: egli piuttosto vedrebbe nella fame una tra le più importanti spinte del desiderio e della speranza perché porterebbe l’uomo a prendere consapevolezza delle proprie mancanze inducendolo all’immaginazione di un mondo migliore e ad ogni tipo di azione mirata ad una sua eventuale realizzazione. Ma come il Nostro mutua la categoria interpretativa del sogno dalla psicanalisi freudiana, così si porta ad estendere la sua analisi dalla dimensione terapeutica a quella delle manifestazioni culturali dell’uomo: ciò gli consente, da una parte, di collegare l’utopia all’inconscio e, dall’altra, di rappresentare il sogno come “espressione onirica di un contenuto che ne permette l’interpretazione”[6].

    Intrighi… Carlo Gesualdo tra musica, amore e morte!

    mercoledì, aprile 20th, 2011

    la notte del 16 ottobre 1950. L’omicidio di Maria d’Avalos, moglie di Carlo, e del suo amante, Fabrizio Carafa, ha sempre connotato agli occhi del Mondo la figura di questo straordinario compositore con accezioni fortemente negative, privandola di qualsiasi attribuzione morale ed umana; un uomo dove il genio e la follia coincidono e dove l’oscurità del suo animo esalta il lato irrazionale della sua musica.

    Nella sua opera Savignano non disconosce molti dei fatti avvenuti in questa drammatica vicenda, tuttavia conferisce un volto umano alla storia del suo “compaesano”, sollevando alcuni interrogativi. E’ stato proprio Carlo Gesualdo a commettere il delitto? Perché lo avrebbe fatto? Chi tra i suoi fedeli di corte e nella stessa famiglia lo convinse ad una scelta tanto brutale? Si trattava di una questione di onore del Principe oppure un piano di vendetta attuato dalla corte per perseguire interessi personali? Eccoli gli intrighi a cui si riferisce il titolo de

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