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    Is Wagner Hitler’s Forerunner? / 1

    By Redazione Musica | luglio 18, 2008

    Wagner è il precursore di Hitler?

    Il celebre saggio scritto da Richard Wagner, Il giudaismo nella musica, non rappresenta una triste parentesi dell’opera ideologica di Wagner, bensì l’anello di una catena logica. L’atteggiamento razzista del compositore non è un incidente di percorso, ma è parte integrante della sua opera di musicista, di uomo di teatro, nonché di teorico, pertanto non è possibile tralasciare questo aspetto del suo pensiero.
    Wagner, sviluppando il tema già presente in Karl Marx della urgente necessità di degiudaicizzare la società, ovvero redimerla dall’oppressione ebraica, individua nei filistei il male radicale che pesa sull’umanità. Il giudaismo è un concetto portante nell’opera filosofica ed estetica wagneriana, al di là delle antipatie per Meyerbeer, Mendelsshon o Hanslick: di qui infatti prende forma il concetto di redenzione attraverso l’arte della cui degenerazione sarebbe responsabile, appunto, la congiura ebraica, causa della sterilità musicale. L’ebreo rappresenta l’antitesi di tutta la filosofia wagneriana; è parte di un popolo senza terra, la sua figura è legata al mondo del profitto e vive all’interno delle nazioni europee senza le cognizioni storico-culturali che appartengono ad esse. Il filisteo è identificato come un materialista, quindi come una minaccia per il popolo tedesco, che ostacola l’emergere di un eroe-artista in grado di realizzare l’opera d’arte del futuro.Per comprendere meglio la posizione del compositore, non si può trascendere dal concetto fichtiano di ‘lingua’, la quale esprime l’essenza di una nazione: partendo dalla riflessione del filosofo idealista, Wagner esclude dal popolo tedesco i giudei per motivi genetico-culturali e non per deficienze intellettive. Il rapporto Fichte-Wagner è quanto mai complesso e non può essere sufficientemente approfondito in questo contesto, ci basterà quindi affermare che nei suoi Discorsi alla nazione tedesca, il filosofo giustifica con le caratteristiche della lingua tedesca, la supremazia culturale del popolo tedesco; [1] il compositore, invece, si appropria di questo concetto per identificare la parte degenera nella società dell’epoca, quella che impedisce all’arte di essere espressione di un popolo unito. Fichte non ha mai escluso l’integrazione di un’etnia diversa nel popolo; l’unica minaccia alla superiorità culturale tedesca era costituita dalla contaminazione linguistica ad opera dello straniero; è Wagner a radicalizzare il pangermanesimo idealista:

    Ma quello che v’ha di più importante, di veramente significativo è la considerazione dell’effetto che l’ebreo produce in noi per mezzo del suo linguaggio. L’ebreo parla la lingua della nazione nella quale egli vive di generazione in generazione, ma egli la parla sempre da straniero. L’ebreo parla tutte le lingue moderne d’Europa come una lingua imparata e non come una lingua innata; è dunque in generale impossibile che preso da un punto di vista più elevato, egli possa esprimersi in questa lingua, in una maniera indipendente e conforme alla natura. La lingua, colle sue espressioni ed il suo sviluppo, non è opera d’individui, ma d’una comunità storica. L’uomo solo, che cresce, senza accorgersene, nel mezzo di questa comunità, prende parte alla creazione della lingua. Ma l’ebreo ha vissuto all’infuori di una tale comunità, solo col suo Jehova ed in mezzo ad una tribù che, dispersa e senza patria, non ha potuto avere uno sviluppo spontaneo; la stessa sua lingua particolare (l’ebraica) non le è forse stata conservata come una lingua morta?. [2]

    L’elemento linguistico appare solo come una giustificazione, tuttavia sarà chiaro agli occhi del lettore che tale ideologia non è un’invenzione di Wagner, bensì un elemento consapevole e perfettamente integrato nel profondo di una parte del pensiero romantico tedesco dell’epoca; il compositore tedesco rappresenterebbe un’estremizzazione di tali concezioni solo se lo si esclude dal contesto storico: sono gli anni in cui stava per risorgere il Reich e il furore nazionalistico era evidente già molti anni prima, a partire dallo stesso Fichte; inoltre, curiosamente, se ci soffermiamo sulla parola tedesca Philister [3] possiamo notare come essa sia utilizzata per indicare non solo il filisteo [4] inteso come giudeo, ma anche il piccolo borghese, anch’egli protagonista della degenerazione artistica.

    (Continua a leggere l’articolo)

    Federico Preziosi

    ***

    [1] La diversità capitale tra i tedeschi e gli altri popoli di provenienza germanica, in Johann Gottlieb Fichte, Discorsi alla nazione tedesca, trad. di Gaetano Rametta, Laterza, Roma 2005, pp. 48 a 62

    [2] RICHARD WAGNER, Il giudaismo nella musica, in “Rivista musicale Italiana”, vol IV, Fratelli Bocca, Torino 1897, pp. 99-100

    [3] Grande Dizionario, Larousse Deutsch-Italienisch/Italiano-Tedesco, Rizzoli, Milano 1999.

    [4] Anche negli scritti di Schumann ricorre spesso il termine «filisteo», inteso come borghese sabotatore della cultura: il Discorso di carnevale di Florestano esordisce proprio con queste parole: «Florestano salì sul pianoforte a coda e disse: «O fratelli di Davide qui raccolti, giovani e adulti che volete morti i Filistei, quelli musicali e li altri ancora! …». (ROBERT ALEXANDER SCHUMANN, La musica romantica, trad. It. Luigi Ronga, Einaudi, Torino 1970, p. 27). Schumann fondò anche la rivista «Neue Zeitschrift fürMusik» per combattere la propria battaglia contro i “filistei” corruttori del gusto musicale (confronta ivi, introduzione p. XIV).

     

    *

    Wagner’s famous essay Das Judentum in der Musik does not represent a parenthesis in his ideology, but is an essential part of it. He develops the idea of depurating society from Jews, idea already present in Karl Marx, focusing all the bad things on them. Judaism is a very important basis of his aesthetics that goes further than his hate for composer like Meyerbeer, Mendelssohn or Hanslick: from here moves the concept of redemption through art, whose degeneration is caused by Judaism’s sterility. Hebrew represents the antithesis of his whole philosophy, as a frighten to German Nation. To better understand his position we can’t forget Fichte’s concept of the language Wagner excludes Jews from the German population for cultural and genetic reasons, not for intellectual gaps. Fichte justifies the supremacy of German nation through the language; Wagner instead, identifies the degeneration of contemporary society a culture that does not permit German art to be united. In this way the composer radicalizes Fichte’s idea with a strong racist component (for the full text click here http://reactor-core.org/judaism-in-music.html)

    The linguistic element appears in him only like a justification. It is clear to readers that this ideology is not invented by Wagner, but a conscious element perfectly integrated in part of the German Romantic ideology: these are years when the Reich and nationalism are coming back to splendour. Curiously the German word Philister does not only mean Jew, but also bourgeois.

    (Click here to read the second part)

     Federico Preziosi

    (translated by Claudia J. Scroccaro)

    Topics: Aesthetic of Music, German Operas, Great Composers, History of Music, MUSIC, Musical Theatre, Philosophy of Music, Post-Romantic | 6 Comments »

    6 Responses to “Is Wagner Hitler’s Forerunner? / 1”

    1. Blog Miss Net » Is Wagner Hitler’s Forerunner? / 1 Says:
      luglio 18th, 2008 at 00:56

      [...] kurbjuweit: [...]

    2. Is Wagner Hitler’s Forerunner? / 1 | Midi Blog Says:
      luglio 18th, 2008 at 00:59

      [...] Wagner Hitler’s Forerunner? / 1 Archiviato in: Midi — Luglio 18, 2008 @ 2:25 am Daniele Simonin: Il celebre saggio scritto da Richard Wagner, Il giudaismo nella musica, non rappresenta una triste [...]

    3. Claudia Scroccaro Says:
      luglio 18th, 2008 at 11:29

      Forte come tesi….. ma non mi stupisco! Wagner era sicuramente immerso in quella scia di antisemitismo e nazionalismo che aveva già invaso largamente tutto il mondo gemanico!

      Per lui credo fosse assolutamente più che normale individuare nei Filistei il male della società e della cultura… E si sente in ogni nota della sua musica!

    4. Federico Preziosi Says:
      luglio 18th, 2008 at 15:19

      be’ non solo per lui a quanto pare…

    5. Is Wagner Hitler’s Forerunner? / 2 | Musical Words Says:
      luglio 19th, 2008 at 00:39

      [...] Is Wagner Hitler’s Forerunner? / 1 [...]

    6. Nazi’s Wagner… | Musical Words - Blog di Musica * Arte * Lettere Says:
      dicembre 28th, 2008 at 23:11

      [...] una breve nota di Manuel Rosamilia sulla propaganda nazista inerente all’articolo di Federico Preziosi che trattava l’uso strumentale della figura e della musica di Wagner da [...]

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