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    Psiche e Musica… /7

    By Redazione Musica | giugno 13, 2010

    Il funzionamento della conoscenza

    Vediamo ora un possibile e molto probabile schema di acquisizione della conoscenza nelle specie viventi in genere e nell’uomo in particolare. Abbiamo visto che ogni forma vivente riceve un “bombardamento” di stimoli e segnali in grado di provocare una reazione “emotiva”, almeno nelle specie superiori. Queste emozioni raggiungono ogni specie vivente fino dal suo primo affacciarsi alla vita, molto avanti la piena maturità, per cui si può pensare che i cervelli embrionali si siano strutturati sotto la continua e ripetuta “percussione” di tali stimoli, acquisendo le prime cellule neuroniche in grado di captarli e in seguito memorizzarli, man mano che le funzioni della specie vivente lo rendevano necessario (sopratutto per la sopravvivenza e riproduzione). Ma come erano questi stimoli, quali emozioni inducevano ?
    E’ a tutti noto che la vita nasce e attua le sue prime funzioni in un ambiente fluido-liquido: i pesci nelle uova e poi nell’acqua di mare; tutti gli ovipari nelle uova e poi nell’ambiente esterno, e parimenti i mammiferi, compreso l’uomo, che nascono nel liquido amniotico materno. Ciò fa sì che le prime “emozioni” che raggiungono gli embrioni viventi siano pilotate da segnali e stimoli di tipo elastico (onde sonore), i soli che possono propagarsi nel liquido. Soltanto in un secondo tempo saranno raggiunti anche dalle onde elettromagnetiche (luce). Ecco che i primi “grumi emozionali” che raggiungono gli embrioni, e che noi denomineremo “archetipi emozionali”, sono di tipo sonoro, anzi di tipo ritmo-sonico, dato che i vari suoni non sono in genere continui, ma hanno una scansione ritmica.
    Il primo archetipo emozionale è sicuramente costituito dal battito del cuore della madre, seguito all’unisono dal battito del cuore dell’embrione. Ora, mentre il sistema nervoso in via di formazione presiede già ad assicurare continuità nel battito cardiaco, nel cervello embrionale si formano le prime rappresentazioni disposizionali in grado di “memorizzare” questo archetipo, giunto all’udito dell’embrione tramite vie interne. Con analogo meccanismo si impiantano nel cervello altri archetipi di tipo ritmo-sonico (come vedremo in seguito), seguiti man mano da quelli percepiti tramite tutti i sensi che si affiancano all’udito: vista, tattilità, gusto, odorato.
    Ed è proprio su queste “sensazioni primigenie”, su questi archetipi, che, appena strutturata, la mente dell’essere vivente comincia a richiamare e rivivere quelle emozioni, e in seguito a costruire un “continuum” emozionale, una sorta di pensiero.
    Gli archetipi emozionali ritmo-sonici hanno tutti una “strutturazione” logico-matematica: stimoli ritmicamente ripetuti, se memorizzati, contengono il concetto di numerabilità; ogni suono, che è formato da una onda elastica, contiene caratteristiche fisico-matematiche quali la frequenza, la forma d’onda, etc. Analogamente, ogni scansione ritmica ha una sua “logica”. Si può pensare quindi che dagli archetipi emozionali si possano “estrarre” archetipi strutturali numerici e logici e che questi possano essere anch’essi captati dalla mente, ma solo se è stato costruito lo strumento di captazione: in effetti, la corteccia e la neocorteccia cerebrali, comparse negli esseri viventi solo qualche centinaio di migliaia di anni fa, servono proprio a questo, e si può ipotizzare (come abbiamo già detto) che si siano formate “a immagine e somiglianzà” degli archetipi strutturali da memorizzare e in seguito da utilizzare proprio con la logica numerica e algoritmica che hanno in sé. Inoltre, dato che in tutti gli esseri viventi si trovano gli stessi archetipi, si può ipotizzare che la loro acquisizione sia pilotata geneticamente, anche se per inserirli nella memoria occorre che vengano percepiti; cioè si può ipotizzare che nel corso dell’evoluzione sia stata acquisita una predisposizione genetica ad accogliere certi tipi di stimoli, certi ben definiti archetipi. In ogni caso, nell’uomo sapiens sapiens, è molto probabile che la razionalità derivi da una elaborazione mentale degli archetipi strutturali logici e numeriche che la mente umana possa anche contare sulla possibilità di richiamare dalla memoria e rielaborare razionalmente gli archetipi emozionali, per poter permetterle una ricostruzione fedele del “continuum” vitale individuale.

    Fabio Uccelli

    Topics: ART, Aesthetic of Music, MUSIC, Music and Brain, News e Curiosità, Psiche e Musica - Speciale curato da Fabio Uccelli, Psychology of Music | No Comments »

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