Categories

Coming soon…

    No scheduled posts

    Archive

    Tag Cloud

    Meta

    Immagini, testi e contenuti audio/video su MusicalWords.it

    Il sito web www.musicalwords.it ("Sito"), e tutti i contenuti (testi, audio, video, immagini, prodotti e servizi, collettivamente nelle pagine relative) accessibili su od attraverso di esso, sono messi a disposizione degli utenti senza in alcun modo avallare gli usi che gli utenti stessi ne possano fare. I diritti riguardanti l'uso delle immagini di opere d'arte esposte in ogni pagina del Sito appartengono ai rispettivi proprietari. Chi scarica, usa o trasmette Contenuti reperiti su o attraverso il Sito non può ritenere in nessun modo assolte le competenze spettanti ai detentori dei rispettivi diritti di tali Contenuti. Il Sito web www.musicalwords.it può contenere o linkare a Contenuti creati o caricati da terze parti. I Contenuti di terze parti non rappresentano necessariamente le opinioni del responsabile del Sito nè della redazione generale direttiva né delle altre redazioni nè dei suoi collaboratori. Il responsabile del Sito non controlla, monitora, avalla o garantisce in alcun modo i Contenuti di terze parti. In nessun caso responsabile del Sito potrà essere ritenuto responsabile, direttamente o indirettamente, per danni o perdite causate o che si pensa possano essere state causate dall’uso o dal riferimento a Contenuti reperiti su o attraverso il nostro Sito. Il responsabile del Sito non si ritiene responsabile per attività dolose risultate dallo scaricamento o dall’utilizzo di Contenuti presenti sul proprio Sito web o accessibili attraverso di esso. I Contenuti presenti sul Sito www.musicalwords.it possono essere cambiati o rimossi senza notizia preventiva.


    « | Main | »

    Psiche e Musica… /5

    By Redazione Musica | maggio 12, 2010

    Le caratteristiche dello spazio-tempo in cui viviamo

    Lo spazio-tempo che ci ospita e che struttura non soltanto l’ambiente in cui viviamo ma anche il nostro stesso corpo vivente, ha delle caratteristiche proprie che siamo in grado di percepire sia con la nostra coscienza che con la ragione. Diciamo subito che la razionalità è oggi un elemento preponderante: in tutte le nostre attività utilizziamo la mente razionale, siamo arrivati al punto di identificare il nostro pensiero come espressione delle capacità razionali della mente, abbiamo addirittura codificato in leggi generali razionali le qualità proprie dell’universo e della nostra stessa mente. Ad esempio, abbiamo stabilito come avente validità universale la legge di “causa ad effetto”, che sanziona che ogni “effetto” deriva da una sua precisa causa, e che la stessa causa genera sempre lo stesso effetto. Come pure abbiamo assunto come dogma che la massa-energia presente nell’universo sia costante e che quindi “nulla si crea e nulla si distrugge”.
    La nostra mente razionale ha anche creato un linguaggio matematico-algoritmico per descrivere mediante equazioni algebriche tutte le funzioni svolte nel nostro universo, da quelle del macrocosmo (teorie cosmologiche) e del microcosmo (teorie generali concernenti le particelle elementari) a quelle più applicative riguardanti la chimica, la fìsica, l’ingegneria. Da quando poi sono stati inventati i sistemi digitali e il calcolatore elettronico – potentissimo strumento in grado di elaborare in un tempo minimo algoritmi e calcoli che avrebbero richiesto anni di lavoro ad una singola persona, con la possibilità di trattare rapidamente ogni funzione matematica comunque complessa – si è introdotto il concetto generale di “computazionalità” (cioè di analisi e soluzione di ogni problema matematico con approssimazione qualsivoglia), e si è creduto che il “computazionale” fosse la caratteristica essenziale del nostro spazio-tempo.
    Ma non è così: la moderna fìsica quantlstica ha messo in luce straordinarie esperienze in cui si dimostra che non sempre c’è un rapporto diretto tra causa ed effetto, e che talvolta (e non solo la prima volta, come si pensa sia avvenuto nel momento del big-bang) la materia può scaturire dal nulla. Naturalmente, queste esperienze non possono essere sorrette da teorie matematiche computazionali elaborabili con la mente razionale e col calcolatore. Ecco quindi affacciarsi una realtà nuova: nel nostro universo, accanto al “computazionale” esiste anche il “non computazionale”, che si deve accettare senza poterlo razionalizzare e quindi senza poterlo prevedere o sistematicizzare mediante algoritmi analitici consequenziali.
    Tra le più importanti fenomenologie “non computazionali” messe in luce dalla fisica quantlstica possiamo citare: il comportamento degli elettroni, particelle provviste di massa, che talvolta se ne sbarazzano assumendo una configurazione ondulatoria, dando luogo a fenomeni di “diffrazione”; la possibilità di esistenza dei fotoni in “stati sovrapposti”, -cioè con orientamento del proprio “spin” contemporaneamente nelle due posizioni consentite, mentre normalmente dovrebbero averlo o nell’una o nell’altra (il fisico Scroedinger coniò il suo famoso paradosso del “gatto contemporaneamente vivo e morto” per descrivere efficacemente questa realtà incomprensibile); i fenomeni di “irreversibilità” e di “complessità” presenti in natura, che presiedono a numerose manifestazioni quali lo stesso big-bang, i fenomeni di transizione di fase, le rotture spontanee di simmetrie, etc.
    Tuttociò dimostra che fin nella sua stessa più intima costituzione il nostro spazio-tempo era da sempre in possesso di strutture sia computazionali che non computazionali ed era quindi perfettamente in grado di alloggiare la presenza di esseri viventi capaci di vivere, esprimere, utilizzare ambedue queste realtà.

    Fabio Uccelli

    Topics: ART, Aesthetic of Music, MUSIC, Music and Brain, News e Curiosità, Psiche e Musica - Speciale curato da Fabio Uccelli, Psychology of Music | No Comments »

    Comments