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    Psiche e Musica… /8

    By Redazione Musica | giugno 14, 2010

    Nascita e incremento della coscienza

    Esaminiamo ora la acquisizione della coscienza nelle specie viventi e le ultime ipotesi in merito. Come dicevamo, è appurato che esistono diversi “gradi di coscienza” a seconda dello sviluppo degli esseri viventi, e sopratutto in funzione dei gradi di libertà di cui godono nella loro vita. L’ipotesi più suggestiva (e anche più probabile) è quella formulata dal grande fisico Roger PENROSE, che attribuisce la coscienza a fenomeni non computazionali. Ciò è ragionevole, dato che i fenomeni coscienti non sempre ubbidiscono alla legge di causa ad effetto.
    E vediamo in particolare questa ipotesi: all’interno di tutti i neuroni che formano il nostro cervello e il relativo sistema nervoso, è situata una sottilissima nervatura, chiamata citoscheletro, formata di “microtubuli”, tubicini sottilissimi, dal diametro compreso tra 10 e 25 nanometri (miliardesimi di metro) formati da miriadi di proteine, dette “tubuline” (aventi dimensioni dell’ordine dei 6 nanometri). All’interno dei microtubuli si trova acqua ben ordinata, con una conformazione molecolare tale da consentire l’instaurarsi di fenomeni globali di coerenza quantlstica. Allo stesso modo, le tubuline, che sono presenti in due distinte conformazioni chimiche (la alfa-tubulina e la beta-tubulina), possono dar luogo ad uno stato di sovrapposizione quantistica delle due conformazioni. Una indagine teorica affiancata da precisi calcoli sui possibili modi e tempi di svolgimento dei due fenomeni sono stati eseguiti dallo stesso Penrose, e sono attualmente in corso ricerche per avere conferme sperimentali.
    Quindi, sia all’interno dei microtubuli che all’esterno, si possono avere fenomenologie non computazionali, quali quelle presentate dalla coscienza; addirittura, la “riduzione” delle tubuline da stato correlato coerente sovrapposto alle conformazioni stabili alfa e beta (con tempi calcolati dell’ordine dei 500 millesimi di secondo), potrebbe spiegare e simulare il passaggio da stati preconsci a stati coscienti della mente.
    E vediamo ora la spiegazione possibile dei diversi “gradi di coscienza” mostrati dalle diverse specie viventi. Dal momento che gli effetti di coerenza quantistica interessano globalmente l’intero complesso dei microtubuli, e dato che il loro numero all’interno di un struttura nervosa cerebrale (o anche di una macrocellula, o di una singola cellula) è variabile a seconda della specie vivente, è estremamente probabile che il grado di coscienza sia correlato alla quantità di microtubuli presenti nella struttura medesima. In effetti, l’uomo, in possesso della massa cerebrale più elevata tra tutti gli esseri viventi, presenta il più alto grado di coscienza, ed è addirittura consapevole di sé, cosciente di essere cosciente della propria realtà e del mondo in cui vive. Questa caratteristica, che già comincia a comparire nelle scimmie (oranghi) e nei delfìni, è assolutamente inesistente nelle specie inferiori, che vedono il proprio grado di coscienza limitato ad una generica coscienza di essere vive e di dover preservare questo stato ai fini della riproduzione, prima della morte.
    Ecco quindi che nasce spontanea la correlazione tra grado di coscienza e “gradi di libertà” disponibili durante la azione vitale, ed ecco che, con l’ipotesi PENROSE, persino la singola cellula può trovarsi dotata di una sia pur elementare “coscienza”.
    Ma come viene influenzata la acquisizione degli archetipi dal diverso grado di coscienza ?
    E’ chiaro che gli archetipi ritmo-sonici acquisibili dalle diverse specie viventi possono anche essere gli stessi, ma può essere ben diverso il significato loro attribuito man mano che cresce il livello di coscienza. Ad esempio, una mente umana conferisce agli archetipi una “valenza psicologica” particolare, ben diversa da quella loro attribuita da un orango o da un delfino. Il battito cardiaco, archetipizzato nella sua struttura ritmo-sonica dai cervelli delle varie specie viventi, nella mente umana può divenire “archetipo di serenità” se il battito è normale, o “archetipo di ansia” se il battito è affrettato a causa di paure, di stress, di patologie varie.
    E proprio con la psicologizzazione degli archetipi emozionali, e con la loro successiva rielaborazione razionale, inizia la formazione del complesso tessuto dei “sentimenti” umani che possono poi venire vicendevolmente scambiati mediante il linguaggio.
    Ma anche la qualità razionale di un cervello può essere influenzata dal grado di coscienza. Basti pensare che le specie viventi più simili all’uomo (le scimmie, i delfini) hanno gli strumenti per esplicare attività razionali e di computo; infatti, le loro zone corticali cerebrali sono già ben sviluppate. E allora, perché non vengono usate? L’ipotesi più probabile è che tali specie animali non abbiano “coscienza” di avere simili strumenti e quindi non possano utilizzarli, e anche se si tenta di stimolarle al loro uso, si ottiene solo un riflesso meccanico e non creativo (come in alcuni animali che presentano capacità di calcolo matematico). L’uomo, invece, in possesso di consapevolezza di sé e delle proprie qualità razionali, se stimolato – come avviene durante l’infanzia – le “riacquisisce” immediatamente e le utilizza. Persino i piccoli abbandonati nelle foreste, e nutriti da animali fino a due-tre anni, una volta ricondotti tra noi hanno recuperato – sia pure con fatica – le qualità razionali e di computo che la loro mente possedeva e che erano state fino ad allora inutilizzate.

    Fabio Uccelli

    Topics: ART, Aesthetic of Music, MUSIC, Music and Brain, News e Curiosità, Psiche e Musica - Speciale curato da Fabio Uccelli, Psychology of Music | No Comments »

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