I danzatori e le danzatrici provenienti dal terzo Mondo verso New York

I danzatori e le danzatrici provenienti dal terzo Mondo verso New York

Ogni danzatore e danzatrice del Mondo, dall amatoriale al professionista, nascondono nel profondo del cuore un sogno, esibirsi sui grandi palchi e teatri ed essere ricordati nella storia come i migliori del loro genere, o comunque essere ricordati tra i precursori, innovatori o unici emblemi di un determinato stile.

Quest’ultimo in realtà, dovrebbe essere, distante da ogni qualsivoglia mania di grandezza, l’obiettivo specifico e primario di ogni ballerino, coreografo o maestro di danza del Mondo.

Ogni ballerino ama viaggiare, conoscere persone nuove, misurandosi ed apprendendo dalle medesime, nuove tecniche o trucchi del mestiere.

Tutti quelli che hanno avuto nella loro vita, la fortuna di poter liberamente viaggiare per lavoro, hanno in potuto se non totalmente, almeno in parte, incoronare il proprio sogno di ballerini di fama internazionale.

Artisti importanti come Cunningham, Martha Graham, Nikolais e molti altri ancora, risultavano essere alcuni degli obiettivi fondamentali per i danzatori girovaghi, che desideravano formarsi all’estero, in particolar modo negli U.S.A. a New York.

Questa particolare metropoli è dall’alba dei tempi stata considerata come uno dei centri mondiali delle arti multietniche e naturalmente, anche della danza.

Tantissime contaminazioni, evoluzioni e nuovi stili di ballo sono stati da zero, completamente ideati nella Grande Mela.

La maggior parte dei ballerini di hip hop, ad esempio, farebbero carte false per riuscire, almeno per una volta nella loro esistenza, trasferirsi anche per un breve periodo di tempo, a studiare lo stile in America.

Così oggi come tanto tempo fa, gli Stati Uniti determinano uno dei migliori luoghi di formazione, se parliamo di danza in generale.

Quello che però è anche ben noto a tutti, è che un visto americano risulterà essere il più delle volte un sogno irrealizzabile, specialmente per le persone che abitano in Paesi più sfortunati come quelli inerenti al Terzo Mondo.

I danzatori dal Sud America verso i Paesi stranieri

In Sud America la voglia di evasione è tanta, ed il raggiungimento programmato degli Stati Uniti, per molti artisti si trasforma in una vera e propria ossessione vitale e di sopravvivenza.

In alcuni Stati sudamericani, esistono vere e proprie situazioni di strozzinaggio dei più deboli e sfortunati, disposti a pagare somme da capogiro per riuscire a mettere piede in America, tramite un visto al mercato nero.

Per fortuna esiste anche un lato positivo, alcuni artisti e danzatori riescono ad ottenere soluzioni totalmente legali dopo aver combattuto con insistenza la loro causa presso le varie Ambasciate.

Molti ballerini riescono magicamente ad ottenere dei visti (data la loro preparazione e bravura), magari anche da minorenni, riuscendo a fuggire dal loro stato di miseria e degrado e riuscendo, grazie soprattutto alla loro voglia di riscatto ed alla loro fame, ad ottenere in alcuni casi singolari, persino il successo.

Il sacrificio di queste persone speciali è incommensurabile, anche per il fattore di rischio ed economico che il tutto comporta; molte famiglie non possiedono nulla ed il ballerino dovrà cavarsela da solo sotto tutti i punti di vista: pagamento delle lezioni e sopravvivenza.

Oggi nel Mondo esistono migliaia di queste situazioni al limite delle capacità umane, ma dopo secoli di storia dell’intrattenimento, il pubblico ha finalmente capito che i migliori arrivano quasi sempre dalle difficoltà piuttosto che dalle situazioni agiate.