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    Paganini and his Calligraphy…

    By Redazione Musica | ottobre 20, 2008

    Mutazioni del fuoco: da
    prima mare, e dal mare
    una metà terra e una metà
    fiamma in cielo.

    (Frammento n. 39 Eraclito)

    Qualsiasi manoscritto conservatosi attraverso il tempo ci permette di avvicinarci all’anima dello scrivente.
    La scrittura infatti misteriosamente cela, nell’insieme dei suoi gesti, un duplice aspetto: da una parte, è inevitabile testimonianza di pensieri ed emozioni visibili nella trama leggibile del testo, dall’altra enigmatico gioco di specchi rivelanti la personalità, che si riflette simbolicamente in ogni piccola traccia, in ogni irripetibile consistenza fisica della colata d’inchiostro, nella personale dialettica tra segni e spazio. La grafologia si occupa d’indagare, attraverso un metodo scientifico, i segni grafici, per delineare l’identità dello scrivente.
    Emozionante e intensa appare la scrittura di Niccolò Paganini; metaforicamente sembra trasmetterenell’intero tracciato grafico quasi una vibrante scintilla che si anima nel movimento, prendendo vita ed espandendosi nello spazio, ora slanciandosi, ora lanciandosi seppure mantenendo un certo controllo evocando pienamente il movimento energico dell’archetto sulle corde di un violino.
    Potremmo descriverla, secondo Klages, caratterizzata da un forte e originale ritmo di anima, che si contraddistingue in un pathos della volontà evincibile da: presa dello spazio, pressione sen soriale, tensione nell’appoggio del tratto, verticali affermate. I suddetti gesti grafici sono simbolo di una stretta interazione tra forza e vitalità e suggeriscono, soprattutto nell’osservazione del tratto, quasi un bagliore di riflessi fiammeggianti.
    La creazione di lettere assai semplificate, rispetto all’ammanieramento tipico del modello calligrafico del tempo, si risolve in simboli alfabetici sufficientemente chiari, originali nelle maiuscole, quasi sempre caratterizzate da piccoli gancetti accaparranti. Evidenti i prolungamenti in alto e basso, simbolo del cielo e della terra, dello spirito e della materia. Aste inferiori gonfiate e con merlature che metaforicamente lasciano aperta la porta sensoriale dell’istinto. L’intero grafismo è condotto da una velocità accelerata e da un movimento dinamico che, nonostante qualche freno, procede deciso, determinato, creando irruzioni di bianco talvolta illogiche nella continuità grafica di lettere, pur non interrompendone il forte ritmo. Le lettere finali spesso terminano con ispessimenti a mazza del tratto. Le linee seguono una direzione irregolare, ascendente e convessa con sopraelevazioni.
    Parametri grafologici che svelano una natura intensamente passionale e volitiva, caratterizzata da un’abbondante energia psicofisica, che sembra vivere con dignità e coraggio le proprie azioni.
    Un temperamento tenace, determinato, dove passione e ardore sembrano conferire una forza quasi enigmatica: è presente la capacità di superare qualsiasi angoscia profonda attraverso la liberazione di un’ imponente energia trasformativa e creatrice.
    Paganini sembra attingere dall’oscurità della sua ombra, attraversare la notte dei dubbi, sciogliere e districare ogni enigma per creare e distruggere e poi ancora creare. Un temperamento deciso, dominato dall’orgoglio e dall’impeto, che sembra avanzare e procedere nella vita e nella musica come nella scrittura: fiero e superbo come un cavaliere che deciso e ostinato di arrivare alla meta polverizza e brucia gli orizzonti per raggiungere i suoi obiettivi e procedere oltre.
    Non ci stupisce, da queste caratteristiche emerse dal profilo grafologico, che la genialità di Paganini sia stata spesso associata a qualcosa di innaturale e demoniaco e che potremmo interpretare in chiave grafologica, come il prodotto di un profondo e contrastato desiderio di autevolezza, che sembra quasi alimentarsi da un impulso incessante di azione e di attraversamento tra mondo materiale e mondo ideale e spirituale. Mutevolezza che sembra svelarsi nel gesto scrittorio proprio in quella lotta simbolica nei prolungamenti tra alto e basso della grafia condotti da quel forte ritmografico. Una lotta che indica anche possibili sbalzi umorali, contrasti tra slanci e trattenimenti.
    Paganini ci appare, alla luce di questa analisi, un uomo dal carattere individualista incline a disprezzare le apparenze, dotato di una natura sensibile ma nascosta in atteggiamenti impulsivi e aggressivi, capace di liberare il sentimento pur mantenendo una parte razionale e che sembra seguire con determinazione una volontà ferrea capace anche di distruggere tutto ciò che si oppone. I fallimenti possono allora diventare nuovi punti di partenza, si intuiscono reazioni impulsive e suscettibilità che possono entrare in gioco. La personalità è molto umorale. Data l’originalità del gesto grafico e il ritmo, non stupisce certo intellettivamente l’eclettismo stilististico e il talento d’improvvisatore per cui Paganini è noto, né stupisce la forte individualità artistica. Il violino come strumento cordofono permette sicuramente di tradurre in musica tutta l’intensità e i contrasti di luci e ombre che permeate dalla forte sensorialità, traspaiono dalla grafia del musicista, indicando un’avvenuta sublimazione.
    Così in questa spinta verso azione e innovazione, nel desiderio continuo di ricerca e originalità che emerge dall’indagine grafologica dei manoscritti, possiamo trovare suggerimento sul perché della leggenda Paganini non ripete: impossibile infatti in questo trionfo di libera espressione del gesto riuscire a creare qualcosa di uguale da riproporre!
    La firma risulta molto omogenea alla grafia per quanto riguarda il nome, ma paraffata da inanellamenti nel cognome che sembrano evocarci proprio il roteare deciso di un lazzo utilizzato da un abile cavaliere per afferrare al volo il suo cavallo; inanellamenti che vanno a catturare il cognome, ora avvolgendolo protettivamente come un oggetto prezioso, ora demarcandolo attraverso la sottolineatura incisiva che ne esaspera tutta lapresenza. Gesti che mettono ancora di più in risalto quella affascinante dicotomia espressa anche in tutta la sua musica definita lirica e demoniaca.
    La natura istintiva e passionale nasconde la sua fragilità in un atteggiamento amabilmente seduttivo e catturante, caratteristico di chi è consapevole delle proprie capacità e cerca di stare sempre al centro dell’attenzione, prendendo il posto nella vita con fierezza e con gusto della rappresentazione di sé, imponendosi con intraprendenza ed energia, proprio come fa simbolicamente la scrit-
    tura nel foglio.
    Del resto se dal segno grafico passiamo alla possibile analisi dei segni espressivi del volto seguendo la semeiotica secondo il modello psicofisiologico di V. Ruggieri, potremmo osservare nei segni di espressione del grande musicista trasmessoci in un olio di Andrea Cefaly: l’accentuato e prominente muscolo mentale con il leggero arrovesciamento del labbro inferiore caratteristico dell’espulsione e del broncio, il marcato solco nasolabiale, le narici contratte, in relazione allo sguardo obliquo incorniciato da sopracciglia mefistofeliche che danno vita a rughe verticali per azione del muscolo corrugatore tipiche della concentrazione e del dubbio che, insieme ad uno sguardo fisso, velatamente beffardo, sfuggente e seduttivo, sembrano in pieno rispecchiare un nucleo emotivodi quasi superbo contatto con la realtà circostante e che vive attraverso un’ espressione di disgusto del reale quasi come a prendere le distanze dall’altro gettando su sé un alone di inquietante mistero.
    Paganini sembra dominato da quella forte ambizione di chi ama ed esplora la conquista, capace di trovare nuovi stimoli dentro sé e pare ironicamente sussurrarci dalla sua grafia e dal suo volto le parole del Mefistofele del Faust di Goethe: tutto ciò che esiste è degno di essere distrutto…

    Lorella Lorenzoni

    (articolo apparso sul Rigo n. 18 )

    *

    Topics: Great Musicians, MUSIC, Niccolò Paganini | 4 Comments »

    4 Responses to “Paganini and his Calligraphy…”

    1. Stefano Naimoli Says:
      ottobre 20th, 2008 at 18:59

      AFFASCINANTE!
      Ero all’oscuro della grafologia applicata all’ambito musicale.
      Dal pozzo della mia ignoranza chiedo: uno studio simile a quali altri autori è stato applicato?

    2. Roberto Illiano Says:
      ottobre 20th, 2008 at 20:35

      Caro Stefano,
      lo studio della grafologia applicata alla musica è esteso. Generalmente si utilizza per identificare autografi, studi sulla mano dei compositori, studi per identificare i vari copisti. Ci sono varie tecniche, da quella paleografica allo studio grafonomico, ecc. Quella di questo contributo è molto semplice e forse vuole solo dare un approccio al tema. Ma ci sono studi anche molto complessi. Nel prossimo numero dei Boccherini Studies apparirà per esempio un contibuto di oltre 100 pagine della mia collega Fulvia Morabito su una importante lettera attribuita a Boccherini, la ‘lettera di Breslau’. L’articolo dimostrerà la non autenticità della lettera attraversa una complessa e minuziosa analisi grafologica. Nel numero successivo, poi, pubblicheremo un contributo, sempre della dott.ssa Morabito, sulla mano di Boccherini, per dare elementi più certi di quelli avuti finori per identificare gli autografi boccheriniani.
      Sono d’accordo con te… sono studi affascinanti e anche importanti

    3. Andrea Barizza Says:
      ottobre 21st, 2008 at 10:25

      Roberto..potremmo trovare un riscontro scientifico all tua tesi grazie alla grafologia…!

    4. Roberto Illiano Says:
      ottobre 21st, 2008 at 22:14

      mmmm, la vedo dura… ma mai dire mai… chissà cosa si potrebbe scoprire…

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