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    Mozart’s good spirits… or Not!?

    By Redazione Musica | dicembre 23, 2008

    ABBIAMO APERTO UNA PLAYLIST SULL’ARTICOLO DOVE è POSSIBILE ASCOLTARE TUTTO IL REQUIEM E PARTE DEL FLAUTO MAGICO.

    ****************************************************************

    Su “Il Foglio” di qualche tempo fa il direttore G. Ferrara, rispondendo ad una bella lettera della scrittrica Susanna Tamaro, dice: “Noi abbiamo sempre detto che l’ironia è l’arma più forte, e Ratzinger ne possiede, è un temperamento mozartiano, buonumore è la parola giusta sulla scala tonale del grande maestro del Settecento preilluminista e cattolico”. Le domande che la Redazione gira a tutti i lettori e alla quale essi potrebbero rispondere su questo blog sono due..se è proprio così vero che Mozart sia di “buonumore”..ossia allegro, gioioso? E se alla fine era proprio così cattolico..o piuttosto di altro orientamento..?

    E. Dent nel suo saggio (mozart’s operas) dice che il vero “Requiem” di Mozart non è quello commissionato (kv. 626) e rimasto incumpiuto, ma piuttosto “Die zauberfloete”..unico reale testamento spirituale del Genio tra i Geni.

    (W. A. Mozart, Introitus dal Requiem kv. 626)

    (W. A. Mozart, Die Zauberfloete – Sarastro )
    E’ APERTA LA DISCUSSIONE!

    ABBIAMO APERTO UNA PLAYLIST SULL’ARTICOLO DOVE è POSSIBILE ASCOLTARE TUTTO IL REQUIEM E PARTE DEL FLAUTO MAGICO.

    La Redazione Musica
    Redazionemusica[at]musicalwords.it

    Topics: Curiosities from the World, MUSIC | 7 Comments »

    7 Responses to “Mozart’s good spirits… or Not!?”

    1. Mozart’s good spirits… or Not!? | Attualita' Says:
      dicembre 23rd, 2008 at 02:38

      [...] LEGGI L’ARTICOLO ORIGINALE Su “Il Foglio” di qualche tempo fa il direttore G. Ferrara, rispondendo ad una bella lettera della scrittrica Susanna Tamaro, dice: “Noi abbiamo sempre detto che l’ironia è l’arma più forte, e Ratzinger ne possiede, è un temperamento mozartiano, buonumore è la parola giusta sulla scala tonale del grande maestro del Settecento preilluminista e cattolico”. Le domande che la Redazione gira a tutti i lettori e alla quale essi potrebbero rispondere su questo blog sono due..se è proprio… [...]

    2. Claudia Scroccaro Says:
      dicembre 23rd, 2008 at 09:29

      Sono convinta (come sostiene anche Massimo Mila) che lo spirito mozartiano sia racchiuso nel suo Don Giovanni. Oltre ad essere la più felice realizzazione di questo mito, in essa si possono riscontrare tutti gli elementi così peculiari del suo linguaggio. Un “dramma giocoso”, infatti. Un percorso frizzante e appassionante, continuamente pervaso da un inevitabile presagio di morte e sangue.
      Pur nascendo il mito in seno al sentimento di Controriforma che si interroga sulla Grazia Divina, nel Don Giovanni di Mozart l’ascoltatore è deviato da un sentimento di simpatia per l’eroe blasfemo ed immorale che lentamente si sviluppa nel corso dell’opera.
      Neanche di fronte ad una punizione certa si pentirà! Ed è proprio nel punto di maggior compassione per il “dissoluto punito” che si compirà la giustizia divina.
      Ciò a mio avviso dimostra un certo grado di incertezza nella religiosità di Mozart. Il SUO Don Giovanni è ben lontano dallo spirito Tirsiano. La legge divina si compie come inevitabile, ma…un rivoluzionario come Mozart non può fare a meno di dipingere Giovanni come un Eroe moderno, emarginato, incompreso; un EROE. Ebbene si.
      C’è da chiedersi, per cui, se un cattolico del 1700 potesse permettersi di provare una simile simpatia per un “ateista fulminato”. Forse la parola ‘cattolico’ non è esattamente la più adatta etichetta per descrivere la religiosità di Mozart; così poco definita o collettiva; così aperta moderna ed individuale.

      Claudia Scroccaro

    3. Roberto Illiano Says:
      dicembre 23rd, 2008 at 10:41

      Saluti a tutti.
      Credo che chiederci se Mozart fosse cattolico (o se la sua opera rispecchi i canoni di un orientamento religioso) possa creare giudizi fuorvianti sulla sua musica.
      Un’artista esprime piuttosto la sua spiritualità nelle opere che compone, a prescindere dalla religione che professa o meno. Mi sembra evidente, ascoltando molta parte della sua opera (non solo sacra), che si possa percepire una forte spiritualità nella sua musica… e questo è più che sufficiente.
      Ma un’artista quando compone esprime molti lati della sua personalità…. allora se c’è un Mozart spirituale c’è anche un Mozart sicuramente giocoso. Se qualcuno vuole divertirsi a leggere i testi dei suoi canoni, per esempio, sicuamente là è presente la sua vena briosa e irriverente (al limite del pornografico direi :) ).
      Auguri di Buone feste a tutti!

    4. Rosy Says:
      dicembre 23rd, 2008 at 18:21

      Ciao a tutti!

      E` sempre un grande piacere parlare di Mozart. Lui e` un bellissimo dono del cielo ed un artista fondamentale. Uno spirito cosi` libero, una creatura elevatissima anche nella sua semplicita`e nella sua inclinazione gioiosa, era sicuramente pervarsa da una religiosita` non riconducibile ad una scelta precisa ma ad una speranza nel divino. Riguardo il suo testamento spirituale, penso che anche questo non possa essere circoscritto ad un solo lavoro, ma a tutto cio` che la sua mente e` riuscita a creare nell’arco della sua breve esistenza. Ho letto, non ricordo dove, che dalle sue prime composizioni via via fino alle ultime, c’e` un tema ricorrente, un filo che unisce i suoi capolavori, come se lui avesse avuto da sempre tutto gia` pronto nella sua mente! Certo, se dovessi fare riferimento a qualcosa in particolare, sceglierei il “Don Giovanni”, per le motivazioni che ha esposto Claudia; l’ essere incerto potrebbe far parte di una consapevolezza e di una sensibilita` accentuate.
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      Grazie per aver inserito tutto il Requiem! Per l’Opera “Die Zauberflöte” non era possibile..

      Rosy

    5. Rosy Says:
      dicembre 26th, 2008 at 19:58

      ..mi sono ricordata!( v. commento sopra) Karl Böhm, quando registro` tutte le sinfonie di W.A.Mozart con i Berliner Philharmoniker, scopri` che nella Prima, composta all’eta` di otto anni, c’e` un tema formato da quattro note, che si trova in tutta la sua produzione, come un filo conduttore o un leit motiv che riappare anche nella Sinfonia “Jupiter”, l’ultima.
      Tanti auguri a tutti da Rosy

    6. Rosy Says:
      dicembre 27th, 2008 at 21:46

      Ciao a tutti!
      E’ sempre una gioia scrivere qualcosa su Mozart. Il suo spirito elevatissimo unito ad una semplicità che lo rende profondamente umano, non rendono plausibili scelte in fatto di religione. La sua personalità, la sua inclinazine ad essere curioso, aperto, attento a tutto ciò che lo circonda,non possono instradarlo verso percorsi precisi: non sceglie per essere libero di abbracciare una spiritualità che può espandersi e gli rende possibile credere nel senso più alto di questa parola. Riguardo il suo testamento spirituale, hanno forse citato il Requiem perchè è il suo ultimo lavoro, oppure “Die Zauberflöte” per mille e più ragioni, perchè ci incuriosisce, perchè gli assomiglia? Io ritengo che tutta la sua produzione, tutta insieme, possa essere ritenuta il suo lascito. Nulla può essere preso quale simbolo che lo rappresenti poichè tutto è importante e tutto porta la sua impronta di Genio e di uomo semplice e sicuramente scherzoso; il suo lato infantile è ciò che affascina e lo fa amare proprio a tutti! Se proprio dovessi fare una scelta, questa cadrebbe sul “Don Giovanni” per le ragioni esposte da Claudia.
      Ringrazio la Redazione di Musical Words per aver pensato ad un astro luminosissimo come W.A.Mozart in un momento dolce come il Natale. Ne abbiamo bisogno!
      Rosy

    7. Andrea Barizza Says:
      dicembre 29th, 2008 at 23:18

      Credo che il Don Giovanni sia l’opera (buffa?… seria?!) capolavoro in senso stretto di Mozart, ma non credo che sia quella che lo “interpreti” nell’intimo. La Zauberfloete è, a mio avviso, mio più pertinente in questo ruolo: sembra, effettivamente, il testamento di Mozart. C’è dentro tutto, come in una complessissima semplicità di intenti con uno scopo “politico” da una parte e di completa alterità dal mondo “reale” dall’altro. Il testo – al contrario di quello che dicono alcuni supposti professorini laureati con l’ultimo sole – non è per nulla “banale”, “incollato”.. la trama sarà pure “un pretesto per esprimere emozioni senza una ’storia’ e ‘frasi fatte’ ” in modo da inserire la solita massima [massonica] e “di puerile ingenuità” [beato il solito professorino che di certo ingenuo non è!] – sarà! – ma la Musica e l’opera sono, semplicemente, frutto di un genio. Anche il Requiem è ovviamente meravigliossamente interessante, affascinante e straordinario… ma forse non è il vero Mozart dell’ultimo periodo: se si ascolta l’ultima cantata del maestro (a memoria mi sfugge il numero di catalogo KV)si noterà tutto un lavoro “preparatorio” di armonie, strtagemmi e molto altro che poi ritroveremo pari pari (ampliato, ingrandito, abbellito…) nel Flauto Magico. Credo sia palese che Mozart andasse in quella direzioni più che in una “ecclesiastico” contrappunto e rigide fughe. Infine l’argomento della Zauberfloete ["inesistente" insiste il professorino] è un suggello tra il rapporto vissuto da Mozart con gli ideali più alti della vecchia massoneria.. Fratellanza tra tutti gli uomini e pace ( ” Er ist Mensch ! ” dice Sarastro…).

      Andrea

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