Categories

Coming soon…

    No scheduled posts

    Archive

    Tag Cloud

    Meta

    Immagini, testi e contenuti audio/video su MusicalWords.it

    Il sito web www.musicalwords.it ("Sito"), e tutti i contenuti (testi, audio, video, immagini, prodotti e servizi, collettivamente nelle pagine relative) accessibili su od attraverso di esso, sono messi a disposizione degli utenti senza in alcun modo avallare gli usi che gli utenti stessi ne possano fare. I diritti riguardanti l'uso delle immagini di opere d'arte esposte in ogni pagina del Sito appartengono ai rispettivi proprietari. Chi scarica, usa o trasmette Contenuti reperiti su o attraverso il Sito non può ritenere in nessun modo assolte le competenze spettanti ai detentori dei rispettivi diritti di tali Contenuti. Il Sito web www.musicalwords.it può contenere o linkare a Contenuti creati o caricati da terze parti. I Contenuti di terze parti non rappresentano necessariamente le opinioni del responsabile del Sito nè della redazione generale direttiva né delle altre redazioni nè dei suoi collaboratori. Il responsabile del Sito non controlla, monitora, avalla o garantisce in alcun modo i Contenuti di terze parti. In nessun caso responsabile del Sito potrà essere ritenuto responsabile, direttamente o indirettamente, per danni o perdite causate o che si pensa possano essere state causate dall’uso o dal riferimento a Contenuti reperiti su o attraverso il nostro Sito. Il responsabile del Sito non si ritiene responsabile per attività dolose risultate dallo scaricamento o dall’utilizzo di Contenuti presenti sul proprio Sito web o accessibili attraverso di esso. I Contenuti presenti sul Sito www.musicalwords.it possono essere cambiati o rimossi senza notizia preventiva.


    « | Main | »

    R. V. Williams… V Symphony /2 (7/12)

    By Redazione Musica | gennaio 7, 2010

    (…continua)

    III.

    Se, come detto all’inizio, l’idioma musicale di questo nuovo lavoro sinfonico si pone a metà strada tra la “Terza” e la “Quarta Sinfonia”, l’organico orchestrale nulla ha a che vedere con quello dei due precedenti lavori: esso nulla ha del massiccio e imponente suono della “Quarta Sinfonia”, ma non è neanche così timbricamente variegato come l’organico della “Terza”; è un organico che, con le dovute proporzioni, potremmo definire quasi classico rispetto a quello delle due precedenti sinfonie: essa venne infatti scritta per archi, due clarinetti, due flauti (il secondo anche ottavino), due fagotti, oboe, corno inglese, due trombe, due corni, tre tromboni, timpani. L’opera si divide nei canonici quattro movimenti: un “Preludio”, uno “Scherzo”, una “Romanza”, e una “Passacaglia” finale.
    Dedicata a Jean Sibelius, compositore che Vaughan Williams stimava sommamente, venne presentata al pubblico nel 1943 in uno dei “Promenade Concert” annuali, eseguita dalla London Philharmonic diretta da Vaughan Williams stesso; pubblicata poi nel 1946 venne sottoposta ad una sola revisione nel 1951, approntata in vista della sua prima incisione sul disco nel 1954.
    Il “Preludio” si apre con un gentile richiamo dei corni (il primo soggetto del movimento), ma già da queste prime battute Vaughan Williams rende incerta la tonalità di impianto (che, come recita la dicitura della Sinfonia, è Re maggiore): mentre il tema dei corni è in Re maggiore, la linea del basso è in Do maggiore. Non è l’unico punto della sinfonia scritto in più tonalità contemporaneamente (era comunque già successo nella “Terza Sinfonia”), eppure tutta l’opera ha una generale atmosfera luminosa che sembra non risentire di questa persistente ambiguità tonale. Al tema dei corni fa subito seguito una melodia dal carattere modale eseguita dagli archi, e che conferisce subito un senso di generale tranquillità al movimento. Combinati a mo’ di canone questi due soggetti conducono ad una sezione in Mi maggiore, segnata come “Tranquillo”, in cui fa la sua comparsa uno dei temi del “Pilgrim’s Progress”, una sorta di corale tratto dall’aria “An open door shall be set before thee and no man may shut it” (3) inserita nella “House Beautiful scene” (atto I, scena 2). Alla fine di questa sezione la musica si incupisce: il tema dei corni viene trasformato in minore e affidato ai fagotti. Inizia così una sezione centrale segnata come “Allegro” in cui il tema iniziale dei corni passa, variato di volta in volta, ai vari strumenti a fiato, accompagnati da un tremolio degli archi via via sempre più tempestoso e concitato. Questa sezione potrebbe quasi essere considerata, nell’ottica della forma-sonata, lo “Sviluppo” del movimento. La musica si calma nuovamente, ritorna il primo soggetto col richiamo dei corni: ma questa sorta di “Ripresa” non conduce ad una riesposizione anche del secondo soggetto, ma conduce gradualmente ad un glorioso climax, in cui gli ottoni in “fortissimo” intonano solennemente il corale tratto dal “Pilgrim’s Progress”. La musica si calma nuovamente, e placidamente si avvia alla conclusione presentandosi nuovamente nella doppia tonalità di Do e Re Maggiore.

    (Ralph Vaughan Williams: Symphony N.5 (1943) Primo Movimento)

    Come accadde per la prima volta con la Nona di Beethoven, anche Vaughan Williams sposta lo “Scherzo” da terzo a secondo movimento. Esso si apre in “pianissimo”, con una figura pentatonica, eseguita dagli archi con sordina, che pare emergere dal nulla, a cui seguono diversi temi affidati ai legni, che alternano consecutivamente un andamento tranquillo ad uno sincopato, dando un generale senso di irregolarità a tutto il movimento. E’ una musica il cui carattere ricorda molto da vicino, per capirci, “Mercurio” dai “Planets” di Gustav Holst. La cosa interessante è che in questo movimento non si avverte, come di solito avviene, alcuna diffirenza tra lo “Scherzo” vero e proprio e “Trio”. Sono talmente compenetrate le due sezioni che pare non esistere questa differenziazione interna: ciò è dovuto al fatto che tutto il movimento è costruito su questi diversi temi non uniformi ritmicamente , che vanno a permeare tanto lo “Scherzo” quanto il “Trio”.
    Solo l’introduzione dei tromboni, a cui non è affidato un vero e proprio tema, ma solo degli interventi rapidi, sincopati ed in “fortissimo” funge da chiaro segnale all’ascoltatore del passaggio tra “Scherzo e Trio”. Dopo una ripresa abbreviata di “Scherzo e Trio”, la musica sparisce nel nulla così come era comparsa.

    (Ralph Vaughan Williams: Symphony N.5 (1943)  Secondo Movimento & Terzo Movimento – prima parte)

    IV.

    La “Romanza” è probabilmente uno dei movimenti lenti più suggestivi composti da Vaughan Williams: il movimento si apre in “pianissimo”, con una affascinante progressione di accordi affidata agli archi divisi con sordina, che introduce un dolce e melanconico tema del corno inglese in Do maggiore, tratto dalla “House Beautiful scene” (atto I, scena 2) del “Pilgrim’s Progress”. Segue un nobile secondo tema affidato agli archi. I legni riespongono gli accordi introduttivi, il tema del corno inglese viene questa volta affidato agli archi gravi, che successivamente riespongono il secondo tema, facendolo questa volta culminare in una sorta di Inno, quasi un Alleluja. I legni, aggiungendosi uno alla volta a mo’ di canone, danno vita ad un breve episodio dal carattere bucolico che conduce ad una sezione più tesa agitata, basata sull’aria “Save me, Lord! My burden is greater than I can bear” (atto I, scena 1) del “Pilgrim’s Progress”. Gli ottoni in successione riespongono il tema del corno inglese, e poi la progressione di accordi iniziale, inframezzati da interventi agitati e dissonanti degli archi. Questo è l’unico vero momento di tensione di tutta la sinfonia. L’atmosfera si rasserena di nuovo e riappare il nobile secondo tema, con la riesposizione dell’Alluja fatta dalla piena orchestra. Finalmente il violino solo, il corno solo, che intona nuovamente il primo tema, e gli archi con sordina, chiudono il movimento in un clima di serena contemplazione e quiete: i conflitti e le battaglie sono superati.

    (Ralph Vaughan Williams: Symphony N.5 (1943) Terzo Movimento – seconda parte)

    Come con la Quarta di Brahms, anche la Quinta di Vaughan Williams si conclude con una “Passacaglia”. Inizia in Re maggiore con i bassi, a cui subito si aggiungono flauti, violini e viole, che eseguono un tema estremamente gentile a cui segue, dopo una prima variazione, un controtema, un’altra sorta di inno che ritroviamo nella “Arming of Pilgrim scene” (atto II, scena 1) del “Pilgrim’s Progress”. Anche questo controtema subisce subito una prima variazione, che conduce all’esposizione combinata del tema principale col controtema. Questa esposizione raggiunge un climax che apre la sezione centrale della passacaglia, una sezione agitata basata sul primo tema affidato al clarinetto e via via agli altri legni, in un crescente climax che porta il tema ad essere declamato, adesso in maniera distorta, per tre volte, dalla piena orchestra. Alla terza affermazione del tema la musica pare acquietarsi, ma subito un nuovo crescendo fa riemergere, in tutta la sua luminosa bellezza il primo tema del “Preludio” inziale. Anche questa volta, come già avvenuto in alcune delle precedenti sinfonie, è l’affermazione ciclicità della forma che avvia la sinfonia alla sua conclusione. Ricompaiono di volta in volta, alternati, temi del primo movimento col tema principale della “Passacaglia”: è il ricordo di tutto un viaggio, il viaggio del Pellegrino, che porta ad una quieta conclusione in cui nuovamente, come era avvenuto per l’inizio, due tonalità si sovrappongono: il Re maggiore dei bassi, e il luminoso La maggiore dei violini chiudono in maniera celestiale il movimento. Il Pellegrino ha finalmente raggiunto la sua meta celeste.

    (Ralph Vaughan Williams: Symphony N.5 (1943) Quarto Movimento)

    V.

    Vaughan Williams era stato un ateo dichiarato durante i suoi anni di studio a Cambridge; negli anni a venire si dichiarò agnostico. Di certo, è evidente, non fu mai un Cristiano professante. Eppure in vita sua non negò mai due cose: il fascino che la “religione”, intesa come ricerca di sè stessi e di un proprio perfezionamento morale e non come ammissione dell’esistenza di un’Entità superiore, esercitava su di lui, e il fatto che la dimensione spirituale umana abbia comunque contribuito spessissimo, come stimolo creativo, a creare musica di prima grandezza. Diverse sono, nel suo catalogo, opere ad ispirazione sacra che uniscono questi due aspetti, e che fanno di Vaughan Williams una persona, per quanto non credente, profondamente spirituale, in grado di comporre dei capolavori che toccano lo spirito di ognuno di noi. “Pilgrim’s Progress” e la “Sinfonia n.5″ sono due di questi.

    “There is no reason why an atheist
    could not write a good Mass”
    (Ralph Vaughan Williams)

    Stefano Naimoli

    Per visualizzare tutti gli articoli su Williams clicca qui.

    Clicca qui per leggere l’articolo successivo.

    **Note**

    (3). La musica utilizzata in questa scena venne già trattata da Vaughan Williams per musicare l’”All Saints Hymn”, composto nel 1894 da William Walsham How, durante la redazione dell’”English Hymna”.

    Topics: 20th Century, 20th Century, Great Composers, History of Music, History of Music Theory, History of Performance, MUSIC, Music Analysis, Ralph Vaughan Williams, Research Monograph | No Comments »

    Comments