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    Contemporary, Modern or Current Music? /1

    By Redazione Musica | maggio 29, 2008

    Un secolo è ormai trascorso dalle prime ‘avanguardie’ e la parola ‘sperimentazione’, di moda negli anni Settanta, ha perso il significato di allora. È quindi forse il momento di parlare di ‘tentativi’ ? Dopo essersi spinta aldilà del confine fra suono e rumore, la musica attuale sembra cercare una sua strada, né troppo lontana dalla vecchia tradizione, né troppo trasgressiva. Essa ha bisogno di certezze che le possono venire solo dai linguaggi del passato ed allo stesso tempo tende sempre a ricorrere alla novità, al particolare, alla ricerca sinestetica. Oggigiorno i compositori si rapportano al materiale storico in modo assai diverso: “a differenza di quanto avveniva per il compositore del periodo dal XVII al XIX secolo, che aveva presente sempre e solo la struttura formale e il materiale armonico proprio della sua epoca, ora si è acquisita la percezione della distanza storica. L’opera musicale contemporanea si avvale sia dei materiali armonici della musica moderna, sia di quelli di epoche lontane, ponendoli su un piano di parità. Buon conoscitore della letteratura musicale, il compositore contemporaneo non soltanto ha presente il prototipo storico, ma introduce nella sua composizione anche il materiale che caratterizza quel prototipo. Di qui sorge la questione del significato del termine ‘moderno’: moderno significa prodotto nel XX secolo, oppure utilizzato nel XX secolo? Evidentemente nel definire il concetto di modernità occorre tenere presente il primo di questi significati, poiché comunque tutte le scritture antiche vengono rivisitate dai compositori alla luce del linguaggio musicale attuale”. [1]

    Se vogliamo dare per vero il fatto che – come afferma Stravinskij – « una tradizione non deve essere pensata in quanto testimonianza di un passato concluso, ma come una forza che anima, informa di sé e comunica [2] nel presente », [3] allora è altrettanto vero che la musica attuale non dovrebbe più essere giudicata solo in base alla validità del proprio linguaggio compositivo. Il suo giudizio va quindi spostato ormai esclusivamente verso l’ambito del gusto e bisogna trovare il coraggio di affermare un giudizio puramente estetico, non limitandosi al diplomatico assunto di ‘non comprensione’ [4] di un certo linguaggio.

    Quante volte, assistendo ad un concerto di ‘prime esecuzioni’, si riscontra una reazione fredda e poco interessata del pubblico che, anche se competente in materia, non osa o non crede di avere gli strumenti necessari per giudicare la validità artistica di esse?! Probabilmente i compositori viventi preferirebbero essere fischiati piuttosto che ignorati, ma bisogna capire se questa sia la causa o l’effetto della situazione della musica attuale. Fubini nel suo scritto La musica: natura e storia, nel paragrafo dedicato alla percezione della musica, afferma « Non c’è forse il rischio che anche di fronte a tanta musica contemporanea, oggi ancora così estranea all’orecchio dei più si reciti il mea culpa (…)? Tutto è possibile; ma ciò non toglie che si può formulare una distinzione (…) tra ciò che è storico nel linguaggio (…) e lo sfondo naturale su cui si muove e si articola il linguaggio musicale come fatto storicamente determinato.» [5]
    È innegabile il fatto che la musica contemporanea abbia deviato il concetto stesso di pubblico confinandolo ad un’élite distaccata ed estranea al fatto musicale. Nell’opera di Adorno Philosophie der neuen Musik, [6] viene profeticamente annunciata un’inevitabile verità: l’autore mette in discussione la possibilità stessa dell’espressione musicale, rinnegando radicalmente l’idea di opera d’arte come struttura organizzata, compiuta e coerente nelle sue parti, da ammirare nelle sale da concerto e nei teatri. A questo concetto sembra aver aderito aridamente la musica delle avanguardie generando una spirale di comunicatività autoreferenziale, mai – in teoria – socialmente e storicamente giustificata. [7] (continua…)

    [1] Cfr. VALERIA CENOVA, Arte contemporanea: sulla musica dei compositori sovietici, (trad. it. di Anjuta Gančikov) in «Musica/Realtà», XXII/aprile 1987, Mucchi, Modena, pp. 65-82

    [2] Corsivo n.d.a.

    [3] IGOR STRAVINSKIJ, Poetica della musica, (trad. it. di Lino Curci), Edizioni Curci, Milano 1942, p. 51

    [4] THEODOR ADORNO, Filosofia della musica moderna [1949], (trad. it. di Giacomo Manzoni) Einaudi, Torino 2002, p. 14

    [5] ENRICO FUBINI, La musica: natura e storia, Einaudi, Torino 2004, p. 97

    [6] ADORNO, Filosofia della musica moderna, cit., pp. 111-122

    [7] Cfr. ENRICO FUBINI, L’estetica musicale dal Seicento ai giorni nostri, Einaudi, Torino 2001, pp. 299-310.

    Claudia J. Scroccaro
    claudiascroccaro@musicalwords.it

    * * *

    More than a Century has slipped by since the very beginning of the Avant-gardes and the word ‘experimentation’, a very fashionable word behind in the 70ies, has lost its meaning of those days. Is it maybe the moment to talk about them as attempts? After pushing the limits over the border between sound and noise, the music of today seems to have found its fair distance between, tradition and transgression. Nowadays composers relate themselves to the historic back round in a different perspective: differently than composers of the 17th and 19th Century, that recollected only the formal structure and the harmonic texture of their days, today composers have acquired the perception of historical distance. Contemporary Music makes use both of the compositional material of the present and of the past, as well, attributing them the same value. The composer of today has a great experience with Music Literature; not only he keeps in mind the image of a historical period, but he also introduces in his own compositions the peculiarities that characterize that period. Here originates the question on the meaning of ‘modern’: does modern mean product of the 20th Century, or used in the 20th Century? Evidently defining the concept of modernity we must bear in mind the first of these meanings, since all the antique techniques are revised and enlightened by the current ones. [1]

    If we want to give by granted that what Stravinsky says:”A real tradition is not the relic of a past irretrievably gone; it is a living force that animates, communicates and informs the present”,[2] then we must also believe that current music must not only be judged by the validity of its compositional language, but on its taste appreciation! And not limit our taste for a ‘not comprehension’ [3] premise. How many times do we assist to a very cold and offish reaction of the public after listening to concert of contemporary music?! Probably composers would prefer a boo rather that indifference, but it is necessary to understand if this is the cause or the effect of current Music. Fubini in his book La musica: natura e storia (Music: Nature and History) in the chapter dedicated to music reception asserts “Isn’t there a clear danger that after so much contemporary music, still today so distant from the ears of most of the people, we will have to recite a mea culpa (…)?” Everything is possible, but this does not mean that we should not distinguish between what is historical in the language (…) and the natural back-round on which a music language is based as historically determined.” [4] (continues…)

    [1] Cfr. VALERIA CENOVA, Arte contemporanea: sulla musica dei compositori sovietici, (It. Translation by Anjuta Gančikov) in «Musica/Realtà», XXII/aprile 1987, Mucchi, Modena, pp. 65-82.

    [2] Igor Stravinsky, The Poetics of Music Trans. Arthur Knodel and Ingolf Dahl., New York: Vintage Books, 1956, p. 51; Italics of the author.

    [3] THEODOR ADORNO, Filosofia della musica moderna [1949], (It. Translation by Giacomo Manzoni) Einaudi, Torino 2002, p. 14

    [4] ENRICO FUBINI, La musica: natura e storia, Einaudi, Torino 2004, p. 97 (translation of the author)

    Claudia J. Scroccaro
    claudiascroccaro@musicalwords.it

    Topics: Aesthetic of Music, Contemporary, General, History of Music, MUSIC, Philosophy of Music | 7 Comments »

    7 Responses to “Contemporary, Modern or Current Music? /1”

    1. Federico Preziosi Says:
      maggio 29th, 2008 at 12:24

      Già so dove ci porterà questo post: tremate! :)

    2. Claudia Scroccaro Says:
      maggio 29th, 2008 at 13:48

      hahah… non spaventarli! Potrebbero scappare… infondo sono innocua!
      ;-)

    3. Stefano Naimoli Says:
      maggio 29th, 2008 at 14:18

      Claudia, se dirigi bene quanto scrivi… ;)
      Mi permetto di rispondere in toto quando legerò anche la seconda parte dell’articolo.
      Per ora, leggendolo, mi vien da dire: Schoenberg aveva ragione.

    4. Claudia Scroccaro Says:
      maggio 29th, 2008 at 15:30

      ….ebbene ti ricrederai! hahah… evidentemente sono stata troppo diplomatica!
      Ma forse il seguito chiarirà meglio le mie intenzioni.

    5. Stefano Naimoli Says:
      maggio 29th, 2008 at 16:39

      Su chi mi ricrederò, te o il buon Arnold? :D

    6. Federico Preziosi Says:
      maggio 29th, 2008 at 16:39

      d’altronde chi sta con lo zoppo impara a zoppicare :P

    7. Claudia Scroccaro Says:
      maggio 29th, 2008 at 18:56

      Ti ricrederai su Arnold… poi risponderò meglio alle vostre domande!

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