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    R. V. Williams.. VII Symphony /3 (9/12)

    By Redazione Musica | marzo 14, 2010

    (…continua)

    V.

    “L’Intermezzo: Andante Sostenuto”, riporta un po’ di umanità e di sentimento all’interno della sinfonia. Introduce il movimento una citazione dal poemetto “The Sun Rising” di John Donne (5)

    “Love, all alike, no season knows or clime,
    Nor hours, days, months, which are the rags of time.”

    Il movimento si apre in maniera idilliaca: arpeggi dell’arpa accompagnano una cantabile melodia dell’oboe, a cui si aggiungono di seguito flauto e violini. E’ un momento di pausa nella lotta Uomo-Natura, il momento della riflessione e del ricordo. E’ una melodia che ricorda molto quelle dei primi lavori di Vaughan Williams, che avevano un marcato carattere elegiaco e pastorale. Subentra un violino solo, caratteristica ciclica di Vaughan Williams, che conferisce un carattere sognante al movimento. Nella sezione centrale però, l’atmosfera muta: ritorna prepotentemente l’idea dell’ostilità della Natura, mediante il recupero di un tema del primo movimento della sinfonia, scandito dai cupi rintocchi della campana. Subentra un nuovo tema, dal carattere mesto, variazione del tema principale del primo movimento: nella versione cinematografica, il tema venne utilizzato nella sequenza della morte del Capitano Oates. La lotta dell’uomo, quindi, non si è ancora conclusa. Il ritorno del tema dell’oboe chiude il movimento: la quiete prima dell’eroico epilogo.

    (Ralph Vaughan Williams: Sinfonia No. 7 [1952] Quarto movimento)

    Per l’ultimo movimento della Sinfonia, Vaughan Williams decise di attingere, per la sua prefazione letteraria, addirittura al diario personale del Capitano Scott, che venne recuperato, assieme ai corpi deceduti della spedizione, nel 1912:

    “I do not regret this journey; we took risks, we knew
    we took them, things have come out against us,
    therefore we have no cause for complaint.”

    Fu una scelta naturale: un naturale omaggio all’eroismo di un uomo, in cui Vaughan Williams vedeva l’eroismo dell’umanità tutta.
    L’apertura del movimento suggerisce il coraggio del capitano Scott e della sua ciurma: sul rullo dei tamburi, prima le trombe, poi i corni, e infine tromboni e tuba, intonano un tema eroico, sostenuto dal tremolo di tutta l’orchestra. Questa conduce subito ad una marcia, il cui tema principale altro non è che una variazione del tema principale del primo movimento. Ora i due temi si alternano consecutivamente, si intrecciano, si sovrappongono: la lotta Uomo-Natura entra nel suo vivo. Legni e pianoforte ripropongono l’ostilità delle tormente antartiche. I cupi rintocchi delle campane introducono nuovamente le voci femminili del coro che, accompagnate dalla macchina del vento, intonano un nuovo e sinistro canto, il quale subentra al tema di marcia nella contrapposizione col tema eroico.
    A suggellare la ciclicità dell’opera, dopo questa “lotta” tra temi, ecco ricomparire l’incipit del primo movimento: l’Antartide afferma nuovamente e definitivamente la sua grandiosa presenza. Ritorna il canto del soprano solo, accompagnato dal coro e dalla macchina del vento, sostenuti dal rullo dei timpani in pianissimo: la musica svanisce in lontananza nella tonalità di Mi Minore. Dopo una estenuante e titanica lotta è la Natura che prevale su tutto.

    (Ralph Vaughan Williams: Sinfonia No. 7 [1952] Quinto movimento)

    VI.

    Senza dubbio non c’è lieto fine in questa sinfonia. Ma non potrebbe essere altrimenti, visto anche come realmente era finita la spedizione del capitano Scott. Con tutta la sua scienza, con tutto il suo sapere, ci sono cose che l’uomo ancora non riesce a dominare e soggiogare. Ci sono forze più grandi di lui: la devastazione atomica della guerra mondiale appena conclusa lo dimostrava apertamente.
    Eppure, la sola voglia e forza di lottare per capire, per migliorarsi, per evolvere, a prescindere dall’esito, ha un valore inestimabile agli occhi di Vaughan Williams.
    L’eroismo di Vaughan Williams ha una venatura decadente: potremmo paragonarlo al “bello di fama e di sventura” di foscoliana memoria; è il Prometeo che accetta il massimo supplizio pur di andare oltre l’Ordine costituito; è l’Ulisse ramingo per sette anni per aver sfidato la potenza degli Dei. Che l’impresa volga al successo o meno non conta per Vaughan Williams: è l’incentivo che spinge l’Uomo ad andare oltre i suoi limiti, a renderlo eroe.

    Stefano Naimoli

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    **Notes**

    (5). Poeta e religioso inglese (1572-1631). Prima di prendere i voti fu un raffinato scrittore di poemetti. “The Sun Rising” appartiene alle sue liriche amorose, scritte alla fine del 1500 e pubblicate postume solo alla fine del 1633, in cui la passione ed il sentimento si mescolano con riflessioni di tipo filosofico e scientifico. L’umanità dei suoi poemetti era l’ideale prologo per il quarto movimento della sinfonia di Vaughan Williams, unico movimento della sinfonia dove non compare l’elemento ostile della natura, ma piuttosto quello umano.

    Topics: 20th Century, 20th Century, Great Composers, History of Music, History of Music Theory, History of Performance, MUSIC, Music Analysis, Ralph Vaughan Williams, Research Monograph | No Comments »

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