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    Psiche e Musica… /6

    By Redazione Musica | maggio 17, 2010

    Gli strumenti della psiche umana

    Come abbiamo detto, le specie viventi, fin dalla prima cellula, avevano la capacità di captare stimoli e segnali capaci di indurre sensazioni “emozionali”, utili per la loro sopravvivenza o per la vita di relazione; così pure, la psiche umana, ultimo anello della catena evolutiva, possiede gli strumenti per ricevere e immagazzinare le emozioni, dato che può “accogliere” sia il computazionale che il non computazionale.
    Diciamo subito che le “emozioni” che raggiungono la coscienza dell’uomo sono tutte di natura non computazionale. Una semplice constatazione è sufficiente a dimostrarlo: esse non ubbidiscono alla legge di “causa ad effetto”, dato che la stessa emozione (causa) può generare nello stesso o in diversi uomini effetti del tutto diversi. Questi effetti si possono analizzare, paragonare l’uno all’altro con strumenti computazionali (la mente razionale) ma non si può prevedere a priori quali saranno e in che modo si manifesteranno. La psiche umana acquisisce quindi una emozione mediante la funzione cosciente, mediante la “coscienza di stare provando una emozione” e, tramite la mente, la immagazzina in circuiti neuronici (rappresentazioni disposizionali) che afferiscono l’emisfero cerebrale destro per quanto concerne le parti non computazionali e già “psicologizzate”, o l’emisfero sinistro per quanto concerne le parti computazionali e razionalizzabili, come i singoli segnali che l’hanno provocata. E’ da tener presente che una emozione si può acquisire anche col subconscio, durante uno stato di incoscienza: esiste un meccanismo cerebrale che renderà eventualmente possibile il suo successivo trasferimento a livello cosciente.
    Mediante la funzione razionale, la mente umana può inoltre rappresentare la parte computazionale dello spazio-tempo in cui vive, descriverla a mezzo di algoritmi matematici inseriti sui computers, per avere risposte previsionali a vari problemi che ubbidiscano alla legge di causa ad effetto. Ma esistono dei precisi limiti alla funzione razionale umana: la stessa matematica (e i suoi teoremi) è stata sottoposta, dal 1930 in poi, ad una severa critica dal grande matematico Godei, che è riuscito a dimostrare che le verità asserite nei teoremi della matematica non possono assolutamente essere accertate con algoritmi conoscibilmente validi; in altre parole, nessuna procedura algoritmica può assicurarci sulle verità o meno delle proposizioni enunciate dalla matematica. Inoltre, sono stati scoperti una serie di problemi matematici “non computazionali” quali, ad esempio, il decimo problema di Hilbert sulle equazioni diofantèe, le cui soluzioni sono state di recente dimostrate non ottenibili con algoritmi computazionali, o il problema della “tassellatura” (copertura completa di un piano euclideo mediante uguali tasselli di forme definite) dimostrato computazionalmente insolubile; del resto a tutti è nota la impossibilità di calcolare (anche col computer) la radice quadrata dei numeri negativi.
    Tuttociò sembrerebbe preconizzare la possibilità dell’avvento di una matematica “non computazionale” in grado di interpretare la parte non razionalizzabile dell’universo (fìsica quantlstica), e forse anche le stesse “emozioni”: ma anche se sarà possibile crearla, essa sarà “non razionalmente comprensibile” e dovremo accettarla senza capirla, purché possa strutturarci gli “effetti” senza necessità di collegarli a inesistenti “cause”.

    Fabio Uccelli

    Nota: vedi articolo su “Psicanalisi e fisica quantistica” posto in calce alla pubblicazione

    Topics: ART, Aesthetic of Music, MUSIC, Music and Brain, News e Curiosità, Psiche e Musica - Speciale curato da Fabio Uccelli, Psychology of Music | No Comments »

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