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    1000 Pagine… da Cantare!

    By Redazione Musica | giugno 4, 2010

    1000 pagine… da Cantare!

    “… Neque natura sine arte sufficit” … eh già! verrebbe proprio da sussurrare alla fine… beh, facciamo un passo indietro.
    Maria Luisa Sànchez Carbone (intervistata da Andrea Barizza per il blog) è una di quelle figure – mi perdonerete il termine troppo al passo con i tempi – a tutto tondo. Diplomata in Pianoforte, Canto, Pedagogia e Didattica della musica e laureata in Lettere e Filosofia ha intrapreso principalmente la carriera di cantante, affermandosi in prestigiosi teatri e Festivals… tuttavia, non volendo sembrare, il blog, una sede pubblicitaria di seconda o terza categoria, giungo al nocciolo: ha scritto un libro. Un signor libro, anzi. Indico immediatamente tutti i riferimenti per una rapida ricerca web: Maria Luisa Sánchez Carbone, Vox arcana. Teoria e pratica della voce. € 58,00. 2005, X-942 p., ill., brossura.


    Vox Arcana

    Il tomo, quasi 1000 pagine incentrate sulla storia delle tecniche del canto e su di un’attentissima analisi anatomica degli organi interessati dalla voce, è una pubblicazione importante. È importante per la completezza con cui l’autrice affronta le questioni trattate, è importante il fine ultimo dello scritto ed è importante perché colma un vuoto culturale che si stava approssimando, ormai, verso l’insostenibilità. Il tutto è riconducibile – come detto in apertura – al significato profondo di quel pensiero del mondo latino.
Alcuni, a questo punto, boffonchieranno un poco saccenti “.. ancora? un altro libro sul canto e come si canta? non servono libri per insegnare il talento”. Appunto, rispondo io. Vox Arcana non è un libro sul canto, ma per chi canta. Non impone un metodo (vocabolo assai poco gradito alla Sànchez Carbone), non assurge a verità nascoste ed esoteriche, al contrario cerca di rendere il significato “naturale” del canto ‘essoterico’. Nessun guru, nessuna medicina, nessuna favola. E con i tempi che corrono, scusate se è poco.
 Il nodo dove sta, allora? Proprio nel modo di affrontare il tema. L’autrice compie un’analisi puntuale quantomai scorrevole sulla fisicità del cantare, sulla fisiologia del canto, sull’anatomia del cantante. È per questo che non si può parlare di un libro sul canto ma di appunti fondamentali per chi canta. E soprattutto per i talenti del canto. Attraverso questo essenziale strumento, infatti, essi posso essere definitivamente consapevoli della propria Natura e quindi della propria Arte, che sono, appunto, inscindibili. Mi si dirà: ” beh certo, ma anche senza Vox Arcana si può esserne consapevoli e studiare l’anatomia umana”. Certo, ma ad oggi non esisteva ancora un unico supporto in grado di unire la consapevolezza scientifica con quella artistica. Vox Arcana è, in definitiva, questo.

    Sbaglio, Sànchez Carbone ?

    No di certo!

    Come è nata l’idea del libro ?

    Il libro è nato dall’insopprimibile desiderio di trovare risposte a molti quesiti e chiarificazioni a molti argomenti riguardanti la voce:  spiegare il mistero della voce ed il suo meccanismo; esaminare quali siano le condizioni che consentono di produrre un suono inteso in senso musicale; indagare quali siano le cause che originano, governano e regolano una bella voce; scoprire come la conformazione individuale, anatomica e fisiologica determini il timbro di una voce e le sue qualità; indagare come la patologia e una cattiva educazione vocale possano influenzare, danneggiare o, per fortuna, solo modificare l’emissione naturale della voce.
    Miracoli e misteri non sono davvero all’origine dell’arte del canto: questa nasce dalla coordinazione di elementi tecnici, musicali ed emotivi costituenti l’essenza stessa dell’esecuzione.
    Rileggendo i numerosi lavori dedicati alla didattica del canto si rimane perplessi sulle discordanze e sui contrasti fra le varie teorie che vorrebbero elevare a dogma le idee personali di ogni insegnante e ancor piú quando si vedono i tentativi, quasi sempre vani, di spiegare scientificamente i meccanismi laringei. Ne deriva un’inesorabile confusione ed uno stato di incertezza che non è certo favorevole all’evoluzione della voce cantata e del suo insegnamento.
    L’arte non trova la sua realizzazione senza i mezzi tecnici necessari alla sua rappresentazione. La tecnica vocale sistematica e l’espressione artistica sono inseparabili e costituiscono l’intima essenza del canto.

    Con questo libro ho desiderato solo esporre, partendo da fatti e osservazioni concreti, vissuti, studiati, ciò che si può e si deve realizzare per il canto allo stato attuale delle nostre conoscenze. Esso rappresenta ciò che l’esperienza ha dimostrato essere la somma e il fondamento di conoscenze pratiche e teoriche illuminate.
    Nell’elaborazione di questo testo, fondato su solide basi teoriche e su una pratica ben sperimentata, mi sono proposta molto di piú di un semplice approccio tecnico alle individuali necessità del cantante e ho cercato di accostarmi alla risoluzione dei problemi vocali e interpretativi, integrando le possibili soluzioni con l’apporto del pensiero delle maggiori scuole pedagogiche vocali. Il mio intento è stato quello di tentare di ricomporre i tradizionali punti di vista didattici con le scoperte scientifiche: una riconciliazione possibile solo se si considera che chi desidera apprendere a cantare è un essere umano complesso, non un’equazione scientifica!

    Che importanza ha avuto, per la musicista Sánchez Carbone, questo libro?

    La pedagogia e la didattica vocali non si insegnano da nessuna parte. Nel canto si rivela maggiormente una desolante inferiorità didattica. L’insegnamento di norma cerca di conseguire la maggior efficacia artistica spesso solo attraverso una cultura superficiale, generica e una sommaria e insufficiente educazione dei mezzi vocali. Ciò avviene di solito affidandosi all’istinto, spesso in contrasto con le leggi naturali.
    Si teme che se si indagano gli aspetti scientifici del canto non si possa piú essere degli artisti e si diventi ipso facto solo dei «tecnici del canto»; si crede che il vero artista non debba penetrare a fondo i processi dell’emissione vocale. In verità quando tutta la conoscenza accessibile riguardo i meccanismi e l’abilità artistica del canto può essere utilizzata, allora il risultato non può che essere una migliore comprensione e un piú alto godimento dell’arte vocale.
    Le nozioni scientifiche rappresentano un aiuto del quale non si può né si deve ignorare l’esistenza e del quale si deve far tesoro. La scienza non deve essere che un aiuto necessario affinché si possano fissare con dati positivi, quando è possibile, quei principî didattici o tecnici che dall’esperienza e dal senso artistico furono, sono o saranno dimostrati efficaci. Avvicinarsi alla conoscenza scientifica significa allontanare la paura dell’ignoranza, avvicinandosi con anima e corpo ad un mondo bello, intelligente, ricco e meno lontano da quanto si creda.
    Sarebbe ora di sforzarsi e stabilire basi indiscusse sulle quali fondare i sistemi di quell’educazione tecnica dell’organo vocale che possano determinare il rinnovamento ed il perfezionamento della tecnica finalmente liberata dal dominio cieco dell’istinto!
    False dottrine sulla produzione del suono sono ormai diventate la regola, piuttosto che l’eccezione, con il risultato che il livello e la qualità delle esecuzioni vocali è in continuo declino.
    Ancora una volta, l’arte e la scienza sono molto piú intimamente legate e fuse di quanto non possa apparire alle menti superficiali e distratte. L’arte non è la vittoria sulla natura, ma la sublimazione di essa.
    Tramite il mio libro ho voluto affrontare un impegno improbo: tentare di raggiungere una giusta sintesi fra i risultati delle ricerche compiute sul versante medico-scientifico e quello didattico, al fine di sgombrare il campo dell’arte vocale dalle troppe stupidità e dalle insopportabili corbellerie che lo affollano, a incominciare da quelle dei cantanti e dei maestri di canto.
    La ragione per intraprendere una sorta di crociata contro la dipendenza della pedagogia vocale dalla speculazione mitologica ed immaginativa è data dall’esistenza di un numero impressionante di sistemi pedagogici fondati su scarse e, per giunta, su errate informazioni riguardanti le varie strutture anatomiche e sull’ignoranza verso basilari leggi di acustica, su idee che non sono che «trucchi», biechi mezzi per aggirare le difficoltà, non certo per superarle e risolverle. Ciò ha concorso a far diventare l’arte del canto degenerazione, babele, caos.

    Quanto è importante la consapevolezza di come siamo fatti, per guidare la tecnica e costruire l’Arte?

    Il meccanismo vocale del cantante è costituito dal suo stesso corpo e l’atto vocale si compie attraverso la trasformazione del sistema respiratorio in uno strumento musicale vero e proprio. Quindi, il canto coinvolge l’intero individuo, con tutti gli usuali conflitti e le molteplici contraddizioni.
    L’entità «voce» è formata da molti fattori e dalla loro combinazione, in modo tale che ogni elemento completi l’altro; essa è sottoposta a molte influenze (coordinazione fisica, concetti mentali, temperamento, attitudini fisiche e psicologiche).
    La conoscenza dei fenomeni fisici e fisiologici relativi alla produzione della voce è essenziale per penetrare il meccanismo vocale, per spiegare l’«aura» misteriosa che circonda l’arte del canto, ma anche per prevenire e scongiurare il decadimento e la rovina di una voce.
    Solo quando si diviene consapevoli di ciò che si fa, non di quello che si crede o si dice di fare, solo allora si può imboccare la via del miglioramento. Si tratta di una riscoperta progressiva di meccanismi innati, di ciò che la natura umana possiede. È un risveglio e un’iniziazione, nel rispetto delle leggi della fisica, della fonetica, della fisiologia, della psicologia e della libertà: ogni voce può e deve obbedire a leggi fisiologiche se il risultato finale deve essere la libertà di emissione.
    Chi canta deve poter penetrare, in modo cosciente, nella scoperta e nella conoscenza dei diversi processi dell’emissione vocale, affinarne la coordinazione, accelerarne gli adattamenti reciproci e controllare le diverse componenti di questo sapiente «congegno» neurofisiologico. Tale conoscenza si consegue attraverso l’osservazione del funzionamento fisiologico degli organi vocali e l’apprendimento del modo in cui aiutarli ad agire secondo le leggi naturali, anziché sostituire le funzioni naturali con discipline artificiali.
    La conoscenza scientifica può aiutarci a formulare e a comprendere i principî fondamentali in modo piú completo, a definire e usare una terminologia piú esatta e a meglio determinare le potenzialità sonore, le inimmaginabili risorse e i limiti del nostro strumento e della nostra arte.
    L’atto vocale è un fenomeno sensorio-motore che richiede particolari capacità fisiche. Quando queste riescono a svilupparsi in un esecutore sensibile e raffinato, il canto diventa un’arte.
    La vera e sola tecnica vocale consiste nella messa a punto e nello sviluppo delle potenzialità naturali donate a ogni individuo. Il cantante può solo acquisire il suo «strumento» mediante lo studio e solo con la buona tecnica può mantenerlo in piena efficienza sino ai limiti segnati dalla natura e dall’inevitabile decadenza fisiologica.
    Nessun cantante dovrebbe avere dubbi su ciò che accade, sempre, nella propria emissione vocale dal punto di vista fisiologico e tecnico, a meno che non vi sia uno stato di malattia. Conoscere come funziona lo «strumento voce» rappresenta la somma della conoscenza tecnica. Ecco perché l’approccio sistematico alla tecnica vocale è la strada piú sicura che conduce all’arte del canto.
    La tecnica vocale consiste nello stabilire certi modi di procedere, determinati e particolari atteggiamenti dai quali bisogna dipendere. Infatti il cantante esperto sviluppa una sorta di consapevolezza del suono derivante da sensazioni provate nel tratto vocale, da vibrazioni ossee del cranio, del viso e della bocca. Quando si comprendono le funzioni del meccanismo vocale si può imparare ad associare le esperienze creative ed emotive con sensazioni che sono l’esito di specifiche coordinazioni fisiche. In tal modo si giunge a controllare l’atto del cantare sia dal punto di vista fisico sia psichico.

    Nessun cantante può pensare di esprimere la propria arte e raggiungere un alto livello di espressione artistica prima di possedere e padroneggiare in modo completo i fondamenti della tecnica vocale su cui si basa la libertà funzionale del proprio strumento, capace di risvegliare il sentimento.
    All’interprete è consentito di rivelare le sfumature del fraseggio musicale e la varietà degli stati d’animo intrinseci alla grande musica solo attraverso un completo controllo dei meccanismi vocali.
    L’artista che anela ad eccellere deve possedere e riesaminare sempre i principî fondamentali della tecnica, prima di tutto per acquisire maestria e facilità e poi per conservarla intatta.
    La profonda e completa conoscenza del meccanismo vocale è ciò che fa la differenza fra il possesso di una solida tecnica del canto e una continua lotta con i meccanismi del corpo umano. Si raggiunge cosí l’utilizzo spontaneo, insensibile, facile, cosciente del proprio apparato fonatorio, nella sua totale configurazione psicosomatica, che unito all’espressività, al gesto, alla mimica, consente di trasmettere il contenuto psicologico ed emozionale della parola cantata: l’opera musicale e la sua resa espressiva costituiscono il compito primordiale dell’emissione vocale. Quando tutto ciò avviene la voce non è piú semplicemente l’organo del canto, ma prende un carattere assai piú elevato e diviene l’interprete dell’anima.

    Ha consigli per i giovani cantanti?

    Il canto è scienza ed arte difficile, o meglio, scienza prima che arte: come tutte le arti possiede una parte di scienza che è indispensabile studiare per conoscere cosa si fa, perché e come lo si fa.
    Occorre applicarsi sempre, seguire il metodo di ascoltare, osservare, analizzare, interpretare, studiare la voce e tutte le opere di ricerca vocale, nel costante desiderio di perfezionare sempre piú la conoscenza di quest’appassionante scienza-arte.
    Lo studio del canto è un cammino lungo, aspro e irto di difficoltà, che comporta sacrifici e privazioni, studio e noviziato lunghi e faticosi. Cammino che esige volontà indomita, salute di ferro, spirito animoso, passione fervidissima, sensibilità acuta e costanza granitica nella ferma risoluzione di compiere ogni giorno un nuovo progresso.
    Non può esistere un artista senza difficoltà, senza problemi e senza fatiche. Purtroppo molti sono coloro che, inconsci delle difficoltà, si avviano per tale strada; pochi, soltanto gli eletti, giungono alla meta. Soltanto la convinzione assoluta di possedere tutti i requisiti necessarî per una probabile riuscita dovrebbe indurre ad avventurarsi su tale via.
    Soltanto lo studio senza soste e fatto di volontà tenace, di passione, di pazienza, di umiltà, di perseveranza e di autocritica severa, di estremo rigore e di tanti sacrifici, senza cercare di bruciare le tappe affrontando difficoltà superiori alla propria preparazione, consente al cantante di conseguire risultati positivi. Questa è la carriera della sofferenza, dei disgusti, dei crepacuori, delle tribolazioni e non della gioia!

    La musica è sí genio, è sí dono, ma è soprattutto fatica, esercizio: quasi una condanna!

    Prossimi progetti?

    Il primo dei miei tanti progetti si è già compiuto: lo scorso mese di aprile è stato pubblicato dalle Edizioni Carrara di Bergamo, il mio secondo libro. S’intitola La voce. Mille esercizi e vocalizzi per educarla, esercitarla, perfezionarla.
    Gli oltre mille esercizî di questo libro, dai piú elementari fino ai piú complessi, sono finalizzati a migliorare e a perfezionare la sonorità della voce, la flessibilità e l’elasticità dei muscoli a essa preposti che, come ho già detto, consentono l’indipendenza funzionale di quelli dell’apparato fonatorio, dell’apparato risonatore e, in particolare, l’indipendenza funzionale delle corde vocali.
    Il possesso di una buona tecnica elargisce la possibilità di far emergere e di far esaltare la propria intelligenza interpretativa, i proprî sentimenti, la propria espressione, la propria personalità d’artista.
    La voce non è un merito di chi la possiede. Il merito reale, universalmente riconosciuto, consiste nel raggiungimento di un’educazione integra della propria voce con lo studio e con la passione, per essere pronti ad affrontare con misura e con arte le difficoltà dell’esecuzione e dell’interpretazione delle opere musicali.
    Il fine principale di questo libro è, dunque, quello di offrire suggerimenti e valide idee per il proprio studio, per i proprî discepoli e per i proprî cantori nel rispetto di quell’antica massima latina che cosí efficacemente ammonisce: «nulla dies sine cantu!».
    Altre idee, altri argomenti si affollano nella mia mente. Già un nuovo progetto editoriale sta prendendo forma. È però prematuro parlarne in questa fase embrionale di elaborazione. Posso soltanto dire che la mia nuova opera affronterà altri argomenti spinosi, per non dire impervî dell’arte del canto.

    Andrea Barizza

    Topics: Books, MUSIC, Review | No Comments »

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