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    Psiche e Musica… / 12

    By Redazione Musica | novembre 8, 2010

    Concludiamo con l’intervento odierno lo Speciale ‘Musica e Pshiche’ curto dall’eminente Prof. Fabio Uccelli.
    Egli ha svolto un percorso straordinario all’interno del vasto e complicatissimo mondo delle neuro-scienze  che ci ha permesso di apprendere in modo chiaro e preciso. Lo ringraziamo sentitamente invitandolo a collaborare nuovamente con noi.
    Per leggere tutto lo Speciale, vai QUI

    *********

    Psiche e Cervello

    Da Freud fino a Melanie Klein la psicanalisi è stata fortemente influenzata dalla psicologia e quasi per niente dalla neurofisiologia, come se la psiche di ciascun uomo fosse una realtà a sé stante, una “emergenza” non collegata col suo cervello. La scienza ci dice invece che qualunque realtà mentale, indipendentemente dalle tendenze materialistiche o spiritualiste di ciascuno di noi, non può non essere ferreamente ancorata al corpo fisico, finché questo è vivo. Per cui, ogni patologia neurotica o psicotica deve avere un corrispettivo fisico, cerebrale, e deve necessariamente interessare le aree neuroniche ove sono racchiuse le rappresentazioni disposizionali (1) che dai primi archetipi emozionali e dalle prime rielaborazioni mentali – che si ipotizzano derivati ambedue da stilemi ritmo-sonici (2) – fino alle ultime percezioni sensorio-emozionali ricevute, raccolgono le vicende di tutta la vita. Anzi, dovremo necessariamente ammettere che è proprio la perturbazione di queste aree neuroniche, dovuta a traumi pregressi o attuali, la causa ultima di varie patologie. Nelle persone normali, non soggette a patologie cerebrali, i meccanismi di acquisizione, rielaborazione, richiamo di emozioni, sono svolti notoriamente sotto il controllo delle sinapsi, che ordinano le singole esperienze sensorio-emozionali e consentono la necessaria intersecazione e connessione dei vari circuiti neuronici atta al loro richiamo a livello cosciente o al loro automatico inserimento nel livello subconscio. In caso di patologia, evidentemente, questo controllo cessa o si riduce, permettendo anomali e non volontari “travasi” di percezioni emozionali tra i livelli conscio e subconscio (se non addirittura con l’inconscio). Certamente, è difficile stabilire univocamente se l’inizio della patologia è in un danno neurofisiologico o se un conflitto all’interno della psiche possa causare esso stesso il danno e solo immediatamente dopo riflettersi neurofisiologicamente; in ogni caso, è assolutamente certo che un riscontro a livello neurofisiologico deve necessariamente sussistere.

    Il Pensiero di Matteo Bianco

    Matte Blanco (3,4) definisce “modi d’essere della psiche” il conscio (o coscienza), il preconscio, il subconscio, l’inconscio affiorante, l’inconscio profondo: la psiche può partecipare alternativamente dell’uno o dell’altro modo a seconda delle situazioni in cui si trova; inoltre, egli afferma che le realtà (emozionali e razionali) contenute nei vari modi d’essere possono riversarsi a ritroso dall’ultimo modo al primo, quando – durante gli stati psicotici – vengano meno le “resistenze interne”, le “barriere psichiche” (che nel collegamento cerebrale corrispondono alle barriere sinaptiche). Inoltre, come sappiamo, egli dice che la psiche, che si riflette nella mente umana, segue sempre una BI-LOGICA, costituita contemporaneamente da una “logica ASIMMETRICA” e da una “logica SIMMETRICA”. La mente umana, quando sviluppa un pensiero razionale a livello conscio, segue la logica asimmetrica, costituita essenzialmente:
    - dal sillogismo logico (logica formale aristotelica)
    - dalla legge di causa ad effetto- dal concetto di “maggiore” o “minore”
    - dal binomio antinomico vero-falso, etc.
    - dalla “divisione” della realtà in parti comprensibili e analizzabili.
    Quando invece partecipa, con la psiche, del modo di essere inconscio, essa rifiuta tutto questo, non segue sillogismi che facciano derivare qualcosa da qualcos’altro o che implichino divisione o differenza, e segue la logica simmetrica, che consiste:
    - nella uguaglianza (e non derivazione) dei termini di ogni sillogismo- in nessuna esistenza di cause da cui derivino effetti, ma semmai, di effetti “causa delle cause” (circolarità)
    - niente “maggiore” e “minore”: se A > B, contemporaneamente B > A
    - niente antinomia vero-falso.
    - in nessuna divisione razionale della realtà in parti, ma ciò che è “parte di un tutto” è contemporaneamente “tutto di una parte”, cioè “parte” e “tutto” coincidono nella cosidetta “totalità indivisibile”. La psiche, quindi, in tutti i suoi modi d’essere, segue la bi-logica (asimmetrica e simmetrica). Ora, sempre secondo Matte Bianco, la modalità precipua del manifestarsi delle patologie dell’inconscio è quella della “generalizzazione”, per cui si passa alla coincidenza delle “parti” (costituite da singoli sottoinsiemi di realtà razionali ed emozionali ivi contenute) con il “tutto” (o totalità indivisibile, costituita dalla fusione in un unico blocco di ogni punto-evento spaziotemporale vissuto dalla psiche) attraverso classi di insiemi via via più generali, che tendono a divenire (proprio mediante il principio di generalizzazione) come quelli definiti in matematica da Dedekind, INSIEMI INFINITI. Naturalmente, ciascuno dei “modi d’essere” della psiche fruisce della bì-logica, anche se con differenti rapporti di asimmetrico/simmetrico: praticamente si va dalla “zero simmetria” del conscio (o coscienza) quando è pervaso dal pensiero razionale, alla “zero asimmetria” dell’inconscio profondo quando non analizzato razionalmente. Certo, non sempre il conscio è necessariamente legato al pensiero razionale: è sicuramente possibile aver coscienza di realtà non razionali, non computazionali, che possono essere analizzate e descritte (ma non razionalmente interpretate e spiegate!) per cui, talvolta, si può avere parziale “simmetria” anche nel conscio. Come pure, sussiste la possibilità – come abbiamo visto – di analisi razionale dell’inconscio profondo mediante il principio di generalizzazione (insiemi infiniti), al limite del computazionale, con introduzione di parziale asimmetria. Sempre secondo Matte Bianco, quando la generalizzazione delle classi realizza la condizione di “infinità” degli insiemi, si ha nella mente il contatto supremo tra logica asimmetrica e logica simmetrica.

    L’equivalenza tra psicoanalisi e Fisica quantistica

    Come dicevamo, Matte Bianco (e la maggioranza degli psicanalisti odierni che ne seguono le linee) hanno ritrovato sperimentalmente nei modi d’essere della psiche l’esistenza di una bi-logica, di una doppia logica, la asimmetrica (che per noi è la logica razionale, computazionale) e la simmetrica (equivalente per noi alla logica del non computazionale(*), a-razionale). Addirittura, la logica simmetrica da lui enunciata ha una singolare affinità con la legge di “non località” spazio-temporale(**), appartenente alla fisica quantistica, legge che definisce e descrive (ma non interpreta razionalmente, cosa impossibile) il comportamento dei quanti, di certe proprietà delle particelle elementari, di certe proprietà della materia stessa (elettroni, ma anche intere parti delle molecole, quando entrano nel cosiddetto “stato correlato coerente”). La legge di “non località” (5) è alla base dell’universo non computazionale.Naturalmente, per noi, nessuna meraviglia. Se il nostro universo ha una doppia compresente strutturazione (sia razionale-computazionale, che a-razionale-non computazionale) è evidente che tutte le realtà che lo partecipano (e quindi anche ogni cellula, ogni formazione nervosa, ogni neurone, ogni attività sinaptica etc) dovranno possedere tale doppia strutturazione, con tutte le possibili interferenze e inferenze tra l’una e l’altra. Per questo, dato che ogni “pulsione” psichica deve avere un “corrispettivo” a livello neurofisiologico, la doppia strutturazione si riflette automaticamente su tutte le “emergenze” che – quali la psiche – debbono aver sede, o almeno riferimento, nel corpo umano, nel suo cervello, nel suo sistema nervoso. Ciò porta ad ammettere che ogni “moto” dell’inconscio debba essere in relazione con un “moto” o modificazione delle sequenze di connessione delle singole rappresentazioni disposizionali che immagazzinano le varie realtà ivi contenute: durante un fenomeno psicotico le connessioni improvvisamente “impazziscono”, cadono le “barriere sinaptiche”, viene consentito il travaso l’una nell’altra delle rappresentazioni disposizionali finora rigidamente isolate in appositi circuiti neuronici, e tutto ciò in maniera non computazionale, quasi si formasse un unico stato correlato coerente di parti delle molecole  appartenenti ai circuiti neuronici non più “isolati”. Certo, tutto deve essere reversibile: al cessare del fenomeno psicotico, dovrebbe tornare la normalità. Ma durante il fenomeno, se avviene, come pensa Matte Blanco, la “generalizzazione” delle classi di insiemi e il formarsi di “insiemi infiniti”, questa deve necessariamente applicarsi a classi di sottoinsiemi di rappresentazioni disposizionali neuroniche, che, anche se in numero finito, possono tendere asintoticamente a valori infiniti aggregandosi – in maniera non computazionale – in insiemi sempre diversi e sempre variabili, fino a quella che, come abbiamo visto, Matte Bianco chiama “totalità indivisibile” realizzata soltanto dal puro modo simmetrico, ove ogni asimmetria (barriera) è caduta. Certamente, per tornare al “contatto” tra logica asimmetrica e logica simmetrica, un numero tendente all’infinito di insiemi di elementi numericamente finiti ma sempre variabili (quali sono i gruppi di rappresentazioni disposizionali che, quando si va verso lo stato  psicotico, si presentano e si aggregano ormai in maniera via via priva di “barriere”) è sempre qualcosa di computazionale (e quindi di “asimmetrico”), che però diviene completamente non computazionale quando si realizza in tutte le rappresentazioni disposizionali la “totalità indivisibile” della logica puramente simmetrica. La legge di simmetria matteblanchiana coincide con grande evidenza con la legge di “non località” spazio-temporale: tutte le particelle in stato correlato non vivono realtà divise, ma formano, come negli stati psicotici che seguono la generalizzazione, delle “totalità indivisibili” in cui tutto e parte coincidono; lo stato correlato, come lo stato psicotico che segue la legge di simmetria, si manifesta improvvisamente senza alcuna causa né spaziale né temporale, in esso non si trovano elementi che diano luogo a situazioni in cui l’uno sia maggiore dell’altro, l’uno sia vero e l’altro falso, l’uno derivi dall’altro.

    La Neurofisiologia Psicoanalitica

    Ora, noi pensiamo che la psicanalisi di Matte Bianco possa gettare luce anche sui meccanismi neurofisiologici: ma sarebbe opportuno modificare l’attitudine degli psicanalisti a isolarsi dai neurofisiologi, e occorrerebbe creare una “neurofisiologia psicanalitica”, ove si potessero  estendere e applicare all’esame della psiche i risultati delle metodologie di analisi cerebrale introdotte per mezzo delle moderne macchine (ad es., elettroencefalografo collegato con macchina a risonanza magnetica nucleare – EEG+NMR). Oggi, le attuali ricerche di neuro-imaging combinano tra loro più metodi di indagine sui processi mentali al fine di costruire una neuroanatomia funzionale valida anche per gli esami psichici. Al termine di questa “messa a punto” della metodologia, è ipotizzabile la possibilità di utilizzo di questi metodi combinati di indagine durante le stesse sedute psicanalitiche. In quella sede, si dovrebbe chiaramente constatare sullo schermo, col progredire dello stato psicotico, il fenomeno dell’allargamento delle zone cerebrali interessate, causato dalla progressiva eliminazione dell’azione delimitante della “asimmetria”, che sempre meno impedisce l’invasione generalizzata della “simmetria” tendente alla distruzione di ogni struttura.

    ——————————-

    (*) – La mente umana è in possesso, come sappiamo, della qualità razionale, con la quale svolge funzioni di analisi e di computo; gli algoritmi matematici e le teorie matematiche della Fisica ne sono un esempio. Ma la qualità razionale ha dei limiti: è presente, sia nella mente che nell’ambiente esterno, la qualità a-razionale, non computazionale, per la quale sussistono fatti e dinamiche illustrabili, classificabili, riproducibili, ma non “razionalmente interpretabili”, su cui non può essere fatta alcuna teoria matematica computazionale e nessuna analisi mediante calcolatore, per il semplice fatto che manca la possibilità di effettuare procedure algoritmiche conoscibilmente valide (come stabilisce il famoso Teorema di Godel, che ha rivoluzionato il nostro modo “razionale” di pensare). Tra i principali problemi matematici non computazionali citeremo il decimo problema di Hilbert sulle equazioni diofantee, le cui soluzioni sono state recentemente dimostrate non sistematicamente ottenibili con algoritmi matematici né con programmi di calcolo elettronico; il problema -computazionalmente insolubile – della “tassellatura”, cioè della ricerca algoritmica di forme geometriche definite in grado di coprire un piano euclideo senza lasciarvi vuoti; l’impossibilità di calcolare la radice quadrata dei numeri negativi. Tra le principali fenomenologie non computazionali citiamo il comportamento anomalo dei quanti (che possono contemporaneamente viaggiare in direzioni diverse e “ruotare” in sensi diversi; gli stati sovrapposti del fotone; la coerenza quantlstica; gli stati correlati degli elettroni nei superconduttori; la trasformazione degli elettroni in onde di materia fluttuanti all’interno della propria orbita atomica; il comportamento anomalo delle cosidette particelle elementari e sopratutto dei quark.

    Fabio Uccelli

    (Leggi Qui tutto lo Speciale Musica e Psiche)

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    (**) – E’ un fenomeno non razionalizzabile caratteristico delle dinamiche della meccanica quantlstica, per cui azioni tra luoghi distanti – che normalmente avvengono in tempi e spazi diversi – avvengono invece nello stesso tempo e conspazialmente. Questo fenomeno è presentato dai quanti, da protoni o altre particelle, da elettroni, da interi atomi, da parti di molecole aventi due possibili stati morfologici (ad esempio, le proteine neuroniche “tubulina alfa” e “tubulina beta”, che differiscono solo per l’orientamento spaziale di parte della molecola), i quali talvolta vengono emessi e/o si presentano in modo correlato (“entangled”). Il modo correlato consiste in uno “stato di sovrapposizione” che attribuisce contemporaneamente, ai vari enti sopraelencati, proprietà normalmente antagoniste, quali ad es. velocità in due o più diverse direzioni, spin (rotazione) destrorsa e sinistrorsa, orientamenti spaziali in direzioni diverse, proprietà corpuscolari spazialmente definite che si trasformano in onde di materia stazionarie e fluttuanti con continuità (elettroni nelle proprie orbite atomiche o nei circuiti superconduttori). Ciò fu intuito (e rifiutato) dai fisici Einstein, Podolsky, Rosen (le esperienze compiute, che indicavano questo comportamento, furono da allora dette “EPR”, dalle iniziali dei loro cognomi). Al contrario, Niels Bohr affermò: “…anche se due fotoni (correlati) si trovassero su due diverse galassie, continuerebbero a rimanere pur sempre un unico ente, e l’azione compiuta su uno di essi avrebbe effetti istantanei anche sull’altro…”. La disputa terminò nel 1982, con gli esperimenti di Alain Aspect che dimostrarono inconfutabilmente la giustezza delle suelencate proprietà della meccanica quantlstica.

    BIBLIOGRAFIA

    1 – A.R. DAMASIO: “L’errore di Cartesio” Ediz.Adelphi, Milano 1995
    2 – F. UCCELLI: “La musica all’origine della conoscenza umana” Ediz. PLUS – Università di Pisa, Pisa 2002
    3 -1. MATTE BLANCO : “L’inconscio come insiemi infiniti – Saggio sulla bilogica” Ediz. EINAUDI, Torino 2000
    4 – M. TURNO : “Inconscio e matematica” – Ediz. TEDA, Castrovillari 1990
    5 – T. CANTALUPI: “Concetti e implicazioni della teoria quantlstica” – Tirrenia Stampatori, Torino 2002

    Topics: ART, Aesthetic of Music, MUSIC, Music and Brain, News e Curiosità, Psiche e Musica - Speciale curato da Fabio Uccelli, Psychology of Music | 1 Comment »

    One Response to “Psiche e Musica… / 12”

    1. umberto esposito Says:
      novembre 22nd, 2010 at 06:32

      LA MUSICA DELLA MATEMATICA (TEOREMI E FORMULE DI GALLO)
      Il cervello matematico è anche un cervello “musicale”? Secondo molti la mateamtica è la musica della mente. Della stessa opinione è il matematico italiano Onofrio Gallo (n. 1946 a Cervinara, Valle Caudina), appassionato di musica ed egli stesso compositore di motivi musicali originali, nonchè autore del monumentale Codex Cervinarensis. Onofrio Gallo, tra i molti problemi “diofantei”da lui risolti in modo originalissimo, è stato colui che, per primo a livello mondiale, ha dimostrato sia l’Ultimo Teorema di Fermat (27.XII.1993, Roma, depositato anche a Gottingen (1994) e ad Oslo (2004), che è un caso particolare del Teorema Mirabilis di Gallo); sia l’Ipotesi di Riemann (2005 e 2010, depositato ad Oslo) o Teorema RH-Mirabilis di Gallo (2010). Esempi di applicazione delle ssue formule e dele sue teorie originali si trovano on line. A cura di Umberto Esposito

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