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    Petrassi’s Rècrèation Concertante… A Companion! /2

    By Redazione Musica | novembre 12, 2008

    (…Continua) Si apre così il secondo movimento, con i fiati apparentemente in ambito minore ma con l’accordo derivante dalla serie, che “avviano un discorsetto peritoso e cauto, quasi un cerimonioso ed umoristico balletto esotico” (Mila).
    La risposta degli archi deriva invece dalla scala cromatica introdotta dalle viole, ma questa volta più breve, singhiozzante e discendente che termina con la serie originale a cui però manca una nota ( la 10 e la 11 sono suonate dal corno inglese).

    Violini m 169

    In questo movimento, il corno inglese veste i panni quasi di strumento concertante con la sua “cantilena di meditazioni melismatiche e liberamente rapsodizzanti” a detta di Weissmann ma che in realtà nasce da elementi chiaramente seriali. Fin dall’inizio è infatti presente il pc set [3-3] (0, 1, 4) che comincia ad appropriarsi dell’intera costruzione di questo come dei movimenti successivi. Anche nei dialoghi degli archi l’insieme è molto presente con episodi sporadici di 7, 8 e anche 9 note della serie in alcune delle sue forme. Sempre presente è anche il disegno cromatico.
    A misura 190 il corno inglese, dopo una terzina contenente un salto di settima maggiore, suona 9 note della serie seguito dal fagotto in eco. Dopodiché i violini e le viole sono i protagonisti della scena con un lungo episodio fatto di terzine che disegnano il solito [3-3] accompagnati da clarinetti e poi dai fagotti che con degli staccati disegnano volatine di semicrome contenenti parti di serie.

    Alla misura 197 Tromba e trombone con sordina suonano un tetracordo che, citando lo stesso Petrassi, “ha un vago legame con il nome BACH, simbolo sacro a tutti i musicisti.”.
    Il tetracordo forma il pc set [4-3] (0, 1, 3, 4).

    Tetracordo pseudo-BACH

    Dopo le ultime ripetizioni della serie di flauti e violini, ci si avvia verso un’ altra dissolvenza fatta di note ribattute ai fagotti e poi ai clarinetti fino ad arrivare al fortissimo del nuovo movimento, Vigoroso e ritmico, del quale l’intervallo di terza e il pc set [3-3] sono “protagonisti quasi ossessivi” (Mila).
    La serie sembra quasi sparire ma l’utilizzo del solito pc set conferma la sua onnipresenza soprattutto nei disegni ritmici di archi e fiati.
    A misura 234 i bicordi accentati (non divisi) degli archi formano il pc set [6-15] (0, 1, 2, 4, 5, 8 ) continuando con uno stretto canone col disegno discendente delle viole e dei violini delle prime tre note della serie. Il disegno dei celli è invece ascendente.

    Canone di archi m 234

    Al Vigoroso successivo gli archi si dividono formando un quartetto solistico dialogando ad intervalli di terza mentre il ripieno l’ accompagna sulle prime nove note della serie.
    Da misura 285 comincia una figura arpeggiata che si stabilizza a misura 289 in un accompagnamento di tre note discendenti Stravinskyanamente sfocati ritmicamente.
    Dopo una scala di semicrome i violini solisti si soffermano sul do della quinta ottava ribattendolo per cinque misure per “mantenere, come in un tremolo, la vita d’un movimento incessante, che si spegnerebbe in accordi lungamente sostenuti e in note protratte”, (Weissmann) come avverrà infatti nell’ultimo tempo.
    Il ciclico accompagnamento di tre note passa a clarinetti e fagotti fino ad arrivare ad un breve episodio fatto di repentini cambi di tempo e di sonorità che prelude ad una staticità sonora di fiati su tremoli degli archi. Il tutto sostenuto da un inesorabile timpano che segna il ritmo.
    L’ennesima dissolvenza sonora porta all’ultimo movimento, tutto costruito sul tetracordo [4-3] (sovrainsieme di [3-3])precedentemente esposto da tromba e trombone.
    La linea dei violini a misura 395 presenta una successione di elementi derivanti dal pc set [4-3].

    Entrambi gli insiemi sono contenuti in [4-3]

    Sprazzi di serie non sono mai totalmente assenti come ad esempo nella linea del flauto di misura 403.

    A misura 415 si ha una sorta di canone tra i fiati dello pseudo-BACH accompagnato dagli archi con lo stesso tetracordo messo però in un altro ordine ma formante sempre il pc set [4-3] fino a misura 425 dove clarinetti e fagotti disegnano crome saltellanti sugli intervalli del medesimo pc set.
    Dopo una breve scala cromatica il disegno passa ai flauti che sono accompagnati dai violini a semicrome.I violoncelli ripropongono sei suoni della serie con delle semiminime pizzicate Onnipresenti sono invece i ribattuti dei fiati per terze. Violini, viole e celli sembrano cominciare un canone con la serie (sempre a distanza di terza tra dux e comes). A misura 448 i violoncelli pizzicano la serie accompagnati da staccati di corni. Il resto degli archi enunciano per l’ultima volta la discesa della serie ripetendola tre volte a distanza di tre ottave chiudendo il pezzo tra tremoli, crome e semicrome a terze. Il pezzo si chiude in fortissimo con quattro strappate degli archi sulle note la-mi-do. Solo i violoncelli e timpani suonano note estranee all’accordo.

    Andrea Leopardi

    Topics: 20th Century, History of Compositional Technique, History of Music, MUSIC, Music Analysis | 2 Comments »

    2 Responses to “Petrassi’s Rècrèation Concertante… A Companion! /2”

    1. Petrassi’s Rècrèation Concertante… A Companion! /1 | Musical Words Says:
      novembre 11th, 2008 at 23:11

      [...] Petrassi’s Rècrèation Concertante… A Companion! /2 [...]

    2. Claudia Scroccaro Says:
      novembre 14th, 2008 at 13:54

      Questa è quella che chiamo un’analisi seria e corretta! Grande andrea…bell’articolo!

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