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    Luigi Dallapiccola…Variazioni per Orch. /1 (2/4)

    By Redazione Musica | dicembre 17, 2008

    PlayList: Speciale Luigi Dallapiccola

    **************

    ALLA RICERCA DEL SUONO ‘ESSENZIALE’:
    LE VARIAZIONI PER ORCHESTRA DI LUIGI DALLAPICCOLA *

    Le Variazioni per orchestra di Luigi Dallapiccola costituiscono la versione orchestrale del Quaderno musicale di Annalibera e come questo si inseriscono tra i lavori preparatori per i Canti di liberazione. Giunto alla definizione della serie nel dicembre 1951, Dallapiccola interrompe il lavoro dei Canti e intraprende alcuni «studi seriali» (1) costruiti sulla medesima Allintervallreihe: il Quaderno musicale di Annalibera (1952-1953), la musica per il documentario di Luigi Rognoni Il cenacolo (1953) e le Variazioni per orchestra (1954). Queste ultime sono concluse dall’autore il 27 gennaio 1954 e offerte a Robert Whitney, che lo aveva invitato a scrivere un’opera per la Louisville Orchestra da lui diretta. (2)
    A livello cronologico le Variazioni seguono Il cenacolo3, il primo studio timbrico-orchestrale sulla serie di questo work in progress (4) e che molto attinge dalla prima stesura inedita del Quaderno (5). L’organico complessivo delle Variazioni è nettamente superiore alla musica per il documentario: tutti i fiati sono raddoppiati, manca il pianoforte (sostituito però dalla celesta) e più ricco è il settore delle percussioni. Inoltre si distingue una timbrica più equilibrata e raffinata che privilegia un organico ristretto.
    Rispetto al Quaderno, nella Variazioni sono stati soppressi i titoli, rendendo più evidente quella che in potenza era anche la forma dell’opera pianistica: una serie di variazioni melodiche, ritmiche e contrappuntistiche sulla serie, potenziate qui dal gioco timbrico delle diverse sezioni orchestrali.
    Il titolo rimanda direttamente alle Goldberg Variationen di Bach (6), ma anche alle Variationen Op. 31 di Schönberg, nelle quali si rende omaggio al più grande contrappuntista di ogni tempo attraverso la citazione del simbolo BACH (7). Nelle Variazioni di Dallapiccola questo simbolo è costantemente presente, sia nella sua interezza sia attraverso l’intervallo cardine su cui è costruito, la seconda minore. Le ripetute citazioni del simbolo BACH rappresentano un artificio compositivo legato alla volontà di superare il vincolo della regola seriale (8): stimoli creativi che affiorano alla mente del compositore e che arricchiscono il materiale in progress, andando a tracciare, in modo inequivocabile, un collegamento tra il Quaderno e i Canti.

    I.


    In questi primi anni Cinquanta Dallapiccola svolge, con serietà e rigore, un’approfondita ricerca per impadronirsi completamente della tecnica dodecafonica. In particolare, nelle musiche per il Cenacolo e nelle Variazioni l’autore esplora, attraverso il sistema dodecafonico, le possibilità timbrico-orchestrali insite in una struttura polifonica. L’amore per il suono e per la strumentazione orchestrale avevano avuto inizio seguendo i tre grandi viennesi. Una grande influenza fu esercitata su Dallapiccola dall’orchestra berghiana, per l’impiego dei sassofoni e dei vibrafoni, per la raffinatezza degli effetti timbrici orchestrali e per l’uso del ritmo come principio di unità drammatica. Nel settembre del 1934, al III Festival Internazionale di Venezia, Dallapiccola ascoltò le prove dell’esecuzione dell’aria Der Wein di Alban Berg diretta da Hermann Scherchen, esprimendosi in questi termini: «Mi sembrò che fosse la prima volta che sentivo il suono dei corni misto al pizzicato degli archi: a tal punto il gong trasfigurava tutto. Uno di quei momenti miracolosi e rarissimi che si imprimono nella memoria per tutta la vita» (9).
    Sarà però Webern a influenzare più incisivamente la strumentazione orchestrale di Dallapiccola 10. Il 17 giugno 1938 Dallapiccola raggiunse Londra per ascoltare la prima assoluta della cantata Das Augenlicht di Webern, diretta da Hermann Scherchen al XVI Festival della S.I.M.C. Tale ascolto lo impressionò enormemente per la qualità del suono: «Webern ci dimostra come [...] possano bastare due note sulla Celesta e un lieve tocco del Glockenspiel o un tremolo appena udibile del Mandolino per vincere distanze che a tutta prima erano sembrate divise da abissi incolmabili. L’organico dell’orchestra è limitato all’essenziale» (11).
    Dallapiccola fu colpito dalla sobrietà dell’orchestrazione di Webern, che riusciva a produrre la massima espressività attraverso il colore, la distribuzione degli strumenti e l’articolazione della costruzione. Questa è una caratteristica peculiare anche dell’orchestrazione dallapiccoliana. In una conversazione con Hans Nathan, Dallapiccola mostrò chiaramente il suo interesse verso il piccolo organico strumentale: «Sono molto più interessato al piccolo complesso che alla grande orchestra. Anche nelle Variazioni o nel Prigioniero con il suo massiccio schieramento strumentale, pensi quanto raramente tutti gli strumenti suonino insieme» (12). Il piccolo organico permette al compositore di fare scelte coloristiche strumentali che interagiscono col significato drammatico del testo. In alcuni casi il timbro orchestrale viene perfino impiegato in contrasto con lo stato d’animo dei personaggi, per aumentare il pathos della situazione drammatica. Sempre a Nathan, Dallapiccola disse: «più i mezzi sono limitati, più sono interessato – ed è una questione di economia o addirittura di bravura, se posso usare questo termine» (13).

    Roberto Illiano

    (clicca qui per la seconda parte)

    **Note**

    * Il presente saggio è già comparso nel Rigo Musical (22,23 – 2008)

    1 – Dallapiccola, Luigi, Note per un’analisi dei «Canti di liberazione» (1974), in: Parole e musica, a cura di Fiamma Nicolodi, Il Saggiatore, Milano, 1980 (La cultura. Saggi di arte e letteratura, 53), p. 477.
    2 – In un primo momento Dallapiccola aveva pensato di far eseguire il primo dei Canti di liberazione, ma da una visita di Whitney a Forte dei Marmi nell’agosto del 1953, l’autore fu informato che l’orchestra non disponeva di un coro in grado di preparare questo difficile lavoro in poco tempo.
    3 – Cfr. in proposito Illiano, Roberto – De Simone, Paola Tiziana, Appunti sul documentario «Il miracolo della Cena. Le vicende del capolavoro di Leonardo Da Vinci», in: Dallapiccola. Letture e prospettive. Atti del Convegno Internazionale di Studi: Empoli-Firenze, 16-19 febbraio 1995, a cura di Mila De Santis, Ricordi-LIM, Milano-Lucca, 1997 (Le Sfere, 28), pp. 433-471.
    4 – Cfr. Illiano, Roberto, La fucina del compositore: work in progress in Luigi Dallapiccola, tesi di laurea, Università degli Studi di Pavia, Facoltà di Musicologia, Cremona, a.a. 1991-1992.
    5 – Cfr. il recente saggio di Ciolfi, Simone, Luigi Dallapiccola tra prima e seconda versione, in: Nuova rivista musicale italiana, n. 1 (2004), pp. 1-25: 8-17.
    6 – Cfr. Shackelford, Rudy, Dallapiccola e l’organo, in: Nuova rivista musicale italiana, IV/3 (luglio-settembre 1975), p. 375.
    7 – «Prima che le figurazioni presentate si disperdano nella chiusa dell’introduzione, citiamo ancora l’apparire delle note sib-la-do-si (in tedesco B.A.C.H.), il simbolo del nome BACH che si suole spesso invocare come patrono per un compito ardito [...]»: Schönberg, Arnold, Analisi delle Variazioni op. 31, in: Analisi e pratica musicale. Scritti 1909-1950, a cura di Ivan Vojtěch, traduzione di Giacomo Manzoni, Einaudi, Torino, 1974, p. 121.
    8 – Il simbolo BACH sarà presente anche nella successiva An Mathilde (1955) e in altre opere dell’autore: cfr. Illiano, Roberto – Sala, Luca, Luigi Dallapiccola: An Mathilde (Heinrich Heine), in: Album Amicorum Albert Dunning, in occasione del suo lv compleanno, a cura di Giacomo Fornari, Brepols, Turnhout, 2002, pp. 623-668: 638-639.

    Topics: 20th Century, Contemporary, Great Composers, History of Music, History of Music Theory, Luigi Dallapiccola, MUSIC, Music Analysis, Research Monograph | 2 Comments »

    2 Responses to “Luigi Dallapiccola…Variazioni per Orch. /1 (2/4)”

    1. Luigi Dallapiccola…Variazioni per Orch. /1 (2/4) | Attualita' Says:
      dicembre 20th, 2008 at 20:22

      [...] LEGGI L’ARTICOLO ORIGINALE PlayList: Speciale Luigi Dallapiccola ************** ALLA RICERCA DEL SUONO ‘ESSENZIALE’: LE VARIAZIONI PER ORCHESTRA DI LUIGI DALLAPICCOLA * [...]

    2. Luigi Dallapiccola…Variazioni per Orch. /2 (2/4) | Blog Next Says:
      dicembre 20th, 2008 at 23:23

      [...] (…continua) In effetti, se si osservano le Variazioni, quello che colpisce è l’assoluta semplicità della trascrizione orchestrale del Quaderno musicale di Annalibera, trascrizione che predilige sempre piccoli gruppi di strumenti. Si può così osservare come la prima sezione del numero III delle Variazioni (Es. 1) abbia il Dux esposto prima dai flauti a due (miss. 1-4), poi dall’oboe (miss. 5-6) e clarinetto in Sib (miss. 7-8), mentre il Comes sia costruito con vibrafono (miss. 1-5), arpa e celesta (miss. 5-8). [...]

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