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    R. V. Williams… I Symphony /2 (3/12)

    By Redazione Musica | gennaio 21, 2009

    (…continua)
    III.

    Ci troviamo di fronte a un’opera che è descrittiva e allegorica al tempo stesso: “la sinfonia racconta il vento, le onde, il sale sulle labbra, soltanto a livello superficiale, letterario; sotto il velame abbiamo un’analogia tra il viaggiatore sulle acque del mare e il viaggio del pellegrino sul mare dell’ignoto”5.

    Il primo movimento è assolutamente trionfante: si apre con una fanfara degli ottoni su cui il coro esultante intona il verso “Behold the Sea Itself”6 (ecco il mare stesso), cui fa seguito la descrizione della pulsante vita dei mari, fatta di velieri e vapori7 che lo solcano in lungo e in largo:

    See where their white sails, bellying in the wind, speckle the green and blue,

    See the steamers coming and going, steaming in or out of port,

    See, dusky and undulating, the long pennants of smoke.

    Ma su questo mare pulsante di vita, ogni vita è uguale all’altra. Il mare accomuna terre e uomini rendendoli uguali e fratelli; lo proclama il baritono, che intona questo verso su un tema musicale che Williams catturò presso i pescatori di King’s Lynn durante i suo viaggi per l’Inghilterra per studiare e catalogare le varie folksongs:

    Of unnamed heroes in the Ships

    Eroi senza nomi, indistinti gli uni dagli altri perché il mare li accomuna tutti.

    E anche il soprano riprende questo concetto di fratellanza nel verso

    A spiritual woven signal for all nations, emblem of man elate above death.

    Il mare fisico diventa metafora del mare della vita, dove ognuno di noi è marinaio di se stesso, proviene da nazioni diverse, percorre la sua rotta, ma il porto dove attraccherà alla fine sarà uno per tutti.

    On the Beach at Night, alone si presenta come un notturno per baritono, coro e orchestra: cupe e ambigue armonie creano un’atmosfera mistica, contemplativa, in cui il tempo sembra essere sospeso: abbiamo l’immagine del baritono in piedi sulla spiaggia sotto un cielo stellato, che si interroga sul senso dell’Universo e sul senso ultimo della Vita:

    As I watch the bright stars shining, I think a thought of the clef of the universes and

    of the future.

    È un soliloquio, una meditazione, di quelle meditazioni che ognuno di noi fa davanti alla vita e ai suoi eventi, belli, brutti, tragici, divertenti, ma che spesso e volentieri sfuggono a una qualche logica, e a cui non sappiamo dare un “perché”.

    Agli interrogativi del baritono fa eco il coro, con le sole voci femminili, quasi come a voler rendere ancora più misteriosa e urgente di risposta questa meditazione.

    I corni introducono una sezione centrale più veloce in cui il coro, ora con tutte le voci, e il baritono esordiscono in piano col verso

    A vast similitude interlocks all.

    Una vasta somiglianza accomuna tutto, dice Whitman:

    All distances of space however wide,

    All distances of time,

    All souls, all living bodies though they be ever so different

    All nations, all identities that have existed or may exist.

    Qualsiasi differenza di spazio, tempo e luogo, qualsiasi individualità sono annullate da questa “similitude”. Su questi versi la musica di Vaughan Williams cresce a poco a poco fino a sfociare in una perentoria declamazione da parte del solo pieno coro:

    This vast similitude spans them, and always has spanned,

    And shall forever span them and shall compactly hold and encolse them.

    A ogni declamazione del coro risponde la piena orchestra: è il punto di massima tensione del movimento, probabilmente la risposta (o una delle possibili risposte) alla meditazione iniziale del baritono. Se vogliamo interpretare letteralmente il testo, la “vast similitude” è il mare: è sempre stato uguale a se stesso in ogni epoca, ha visto da sempre viaggi, battaglie, naufragi, esperienze che hanno accomunato popoli e nazioni differenti; e in tutto questo tempo, e con tutte queste vicende, esso non ha mai fatto differenze tra un semplice marinaio o un grande ammiraglio.

    Oppure il testo si può leggere nuovamente in chiave simbolica, e quindi il mare simboleggia l’esistenza: è la vita, intesa come processo biologico e, per estensione, come insieme di esperienze, che ci accomuna tutti: ogni anima, essere vivente, nazione, entità che è esistita o esisterà in futuro, ci dice Whitman. L’esistere ci ha sempre accomunato e per sempre continuerà ad accomunarci.

    Dopo questa climax musicale ed emotiva, ritorna il tema di apertura del movimento, che chiude in un’atmosfera quieta il secondo tempo della sinfonia.

    Stefano Naimoli

    (contunua a leggere l’articolo)

    Per visualizzare tutti gli articoli su Williams clicca qui.

    **Notes**

    5 JOHN STEWART ALLITT: La musica classica inglese (da Bishop a Britten), Bergamo, Edizioni Villadiseriane, 2006, pag. 280.

    6 Il tema di questa fanfara ritornerà diverse volte (anche variato) durante tutta l’opera, dandole un senso di unità nonostante la divisione in movimenti.

    Topics: 20th Century, Contemporary, Great Composers, History of Music, History of Music Theory, MUSIC, Music Analysis, Ralph Vaughan Williams, Research Monograph | 3 Comments »

    3 Responses to “R. V. Williams… I Symphony /2 (3/12)”

    1. R. V. Williams… I Symphony /2 (3/10) | Attualita' Says:
      gennaio 21st, 2009 at 09:23

      [...] LEGGI L’ARTICOLO ORIGINALE (…continua) III. Ci troviamo di fronte a un’opera che è descrittiva e allegorica al tempo stesso: “la sinfonia racconta il vento, le onde, il sale sulle labbra, soltanto a livello superficiale, letterario; sotto il velame abbiamo un’analogia tra il viaggiatore sulle acque del mare e il viaggio del pellegrino sul mare dell’ignoto”5. Il primo movimento è assolutamente trionfante: si apre con una fanfara degli ottoni su cui il coro esultante intona il verso “Behold the Sea Itself”6 (ecco il… [...]

    2. R. V. Williams… I Symphony /1 (3/10) | Musical Words - Blog di Musica * Arte * Lettere Says:
      gennaio 21st, 2009 at 15:48

      [...] R. V. Williams… I Symphony /2 (3/10) [...]

    3. R. V. Williams… I Symphony /3 (3/10) | Musical Words - Blog di Musica * Arte * Lettere Says:
      gennaio 25th, 2009 at 15:26

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