Categories

Coming soon…

    No scheduled posts

    Archive

    Tag Cloud

    Meta

    Immagini, testi e contenuti audio/video su MusicalWords.it

    Il sito web www.musicalwords.it ("Sito"), e tutti i contenuti (testi, audio, video, immagini, prodotti e servizi, collettivamente nelle pagine relative) accessibili su od attraverso di esso, sono messi a disposizione degli utenti senza in alcun modo avallare gli usi che gli utenti stessi ne possano fare. I diritti riguardanti l'uso delle immagini di opere d'arte esposte in ogni pagina del Sito appartengono ai rispettivi proprietari. Chi scarica, usa o trasmette Contenuti reperiti su o attraverso il Sito non può ritenere in nessun modo assolte le competenze spettanti ai detentori dei rispettivi diritti di tali Contenuti. Il Sito web www.musicalwords.it può contenere o linkare a Contenuti creati o caricati da terze parti. I Contenuti di terze parti non rappresentano necessariamente le opinioni del responsabile del Sito nè della redazione generale direttiva né delle altre redazioni nè dei suoi collaboratori. Il responsabile del Sito non controlla, monitora, avalla o garantisce in alcun modo i Contenuti di terze parti. In nessun caso responsabile del Sito potrà essere ritenuto responsabile, direttamente o indirettamente, per danni o perdite causate o che si pensa possano essere state causate dall’uso o dal riferimento a Contenuti reperiti su o attraverso il nostro Sito. Il responsabile del Sito non si ritiene responsabile per attività dolose risultate dallo scaricamento o dall’utilizzo di Contenuti presenti sul proprio Sito web o accessibili attraverso di esso. I Contenuti presenti sul Sito www.musicalwords.it possono essere cambiati o rimossi senza notizia preventiva.


    « | Main | »

    Giuseppe Martucci e la caduta delle Alpi…

    By Redazione Musica | maggio 3, 2009

    Giuseppe Martucci e la caduta delle Alpi
    a cura di Antonio Caroccia, Paologiovanni Maione, Francesca Selleri

    edizione Lucca: LIM, 2008 (Strumenti della Ricerca Musicale, 14)
    pagine VIII + 450
    formato 17 x 24 • brossura

    Il volume raccoglie i contributi del Convegno nazionale di studi, “Giuseppe Martucci e la caduta delle Alpi”, svoltosi a Capua e Napoli (1-2 dicembre 2006) in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita del compositore. Iniziativa che è stata patrocinata dal Comune di Capua, dal conservatorio “San Pietro a Majella” e dalla Società Italiana di Musicologia.
    Marina Mayrhofer (Un’indagine sulla letteratura bibliografica relativa all’opera di Giuseppe Martucci e ad altri maestri del suo tempo) ha analizzato la letteratura bibliografica martucciana e ha verificato come questa sembra sottintendere alcuni problemi di ordine prioritario, rispetto al tipo di collocazione riservata a questo musicista nel panorama culturale europeo. Tra le premesse ha espresso alcune considerazioni sul «contrasto polare» tra Brahms e Wagner, in quanto lo stesso artista sia come interprete che come compositore aveva assimilato quella koinè stilistica dei due maestri. Ha proposto, inoltre, interessanti spunti scientifici sulla produzione martucciana, che ci induce a riconsiderare tutta una fase storica della musica strumentale italiana della fine dell’800, che fa capo ad autori come Foroni, Bottesini e Bazzini. Giorgio Sanguinetti (L’eredità di Fenaroli nell’Ottocento) che ha affrontato in maniera critica e storica il periodo di apprendistato musicale di Martucci al conservatorio di Napoli dal 1867 al 1871 e ha analizzato in che misura la gloriosa tradizione pedagogica napoletana fosse ancora vivente e se questa, nel corso dei secoli, avesse subito delle trasformazioni. Tutto ciò attraverso la scrupolosa e attenta analisi di alcune raccolte manoscritte di esercizi di composizione conservate nella biblioteca del conservatorio di Napoli.
    Il contributo di Pier Paolo De Martino (Martucci e la Societò Orchestrale Napoletana) analizza i rapporti fra Martucci e la Società Orchestrale Napoletana, di cui mancano a tutt’oggi sia una ricostruzione completa del repertorio, che un documentato profilo complessivo. De Martino ha contribuito anche a definire in modo più preciso il contesto nel quale maturò l’affermazione del compositore nel panorama italiano. Antonio Caroccia («Ho proprio bisogno di una assoluzione plenaria»: presenze martucciane a San Pietro a Majella) ha analizzato e presentato le numerose fonti documentarie riguardanti l’attività di Martucci al conservatorio di Napoli (dapprima come insegnante e successivamente come direttore) e i rapporti epistolari intercorsi con Francesco Florimo, Lauro Rossi, Alessandro Longo, Rocco Eduardo Pagliara, Carlo Sebastiani, Camillo De Nardis, ecc. Documentazione, in gran parte inedita, conservata nella biblioteca e nell’archivio del conservatorio, che riveste oggi notevole interesse per gli aspetti storico-biografici legati alla vita e all’opera di questo compositore. Francesco Bissoli (Risvolti artistici di una fraterna amicizia) ha analizzato il rapporto di profonda amicizia che sino alla fine della sua esistenza legò Martucci a Rocco Eduardo Pagliara. L’indagine è stata resa possibile dalla consultazione del carteggio e di alcuni autografi musicali conservati presso la Fondazione Pagliara dell’Istituto Suor Orsola Benincasa, da cui trapelano diversi aspetti legati al conservatorio di San Pietro a Majella, alla produzione di lavori cameristico-vocali e alla fortuna italiana del teatro wagneriano. Folco Perrino (L’interprete pianista), profondo conoscitore del compositore capuano, si è soffermato sull’attività pianistica di Martucci sia come interprete che come compositore, analizzando in particolar modo la conformazione anatomica delle mani dell’artista, l’apprendistato musicale nella scuola napoletana e l’analisi delle composizioni e del repertorio pianistico dello stesso, anche, attraverso la lettura critica delle recensioni dell’epoca.

    Dario Candela (Giuseppe Martucci interprete ma non di se stesso) ha disegnato e ricostruito le occasioni e le opportunità in cui il compositore capuano, dapprima come pianista e successivamente come direttore d’orchestra, fu valente interprete non solo di se stesso. Luigi Verdi (Giuseppe Martucci a Bologna) ha disegnato e ricostruito il periodo bolognese di Martucci sia come direttore del locale Liceo musicale sia come direttore dell’orchestra sinfonica di Bologna, In modo particolare si è concentrato sugli avvenimenti del 1888: l’incontro con Johannes Brahms e la direzione del Tristano e Isotta di Wagner. Infine, sul concerto del 1901 in memoria di Giuseppe Verdi, che fu sostanzialmente l’unica occasione nella quale Martucci diresse musica del maestro italiano. Luigi Verdi ha fornito, anche, un elenco completo dei concerti diretti da Martucci a Bologna, e supportati dalla visione di alcuni documenti e fotografie di rara reperibilità. Alberto Fassone (Il sinfonismo di Giuseppe Martucci fra ‘italianità’ e tradizioni germaniche) ha indagato il rapporto fra la concezione della forma nelle sinfonie del compositore capuano, soffermandosi in modo particolare sulla prima sinfonia in re minore (1895), ed i diversi ‘modelli’ sinfonici d’oltralpe verso i quali Martucci poté orientarsi. Fassone scorge anche, nella concezione di un ciclo sinfonico orientato teleologicamente verso il finale, un possibile influsso del modello sinfonico ‘idealtipico’ di Anton Bruckner, le cui sinfonie Martucci probabilmente conosceva, anche se non le inserì mai nel suo repertorio di direttore d’orchestra. Vitale Fano (Carattere italiano e spirito popolare nella Tarantella op. 44 n. 6 di Giuseppe Martucci) ha analizzato la Tarantella op. 44 di Martucci, sia nella versione pianistica che in quella orchestrale, offrendo interessanti osservazioni sulla concezione musicale di Martucci in relazione anche, con l’interesse per la musica popolare, che l’autore dimostra in diverse occasioni. Il ricorso al folklore ha poi offerto l’occasione per segnalare analoghe esperienze di altri compositori contemporanei di Martucci, cercando, infine, di individuare e chiarire alcuni orientamenti stilistici dell’opera martucciana. Barbara Lazotti (Novità e tradizione nelle liriche di Martucci. Sogni, Pagine sparse, e liriche carducciane) ha esaminato la produzione per canto e pianoforte di Giuseppe Martucci legata al periodo bolognese, tratta soprattutto dai testi di Corrado Ricci. La composizione dei due Sogni, delle Pagine Sparse e di Ballando su testi di Ricci e le tre Liriche su poesie di Carducci costituiscono per Martucci un importante momento di riflessione estetica e culturale. Egli comprende, infatti, che è possibile creare una successione di liriche inserite in un sistema coerente, anche se di piccole dimensioni, e affronta in essa problemi di linguaggio, di stile e di struttura che concorrono all’evoluzione complessiva della sua poetica. Bianca Maria Antolini (Alice Barbi: una cantante da concerto in Europa tra Otto e Novecento) ha ricostruito le vicende, le fortune e il contesto artistico in cui operò una tra le maggiori artiste brahmsiane dell’epoca, quale la mezzosoprano Alice Barbi, una delle prime voci specializzate nel repertorio cameristico, che fu legata artisticamente anche a Martucci e che diede prova di apprezzare le composizioni del compositore capuano inserendole spesso nei suoi concerti. Eleonora Simi Bonini (I manoscritti di Martucci) ha ricostruito, attraverso alcune lettere di Margherita di Savoia, le vicende della donazione di alcuni manoscritti martucciani che la regina acquistò e donò al Conservatorio di Napoli. Gaetano Stella (Giuseppe Martucci, Pietro Platania ed il carteggio mancante. Aspetti di una diversa concezione sinfonico-formale) ha messo in luce come tra Pietro Platania e Giuseppe Martucci, nonostante la lunga convivenza al conservatorio di Napoli (Platania direttore, Martucci docente di pianoforte), non ci fu mai grande stima o amicizia. Tutto ciò testimoniato dall’assenza di documenti nel fondo Platania della biblioteca del conservatorio di Napoli (fatta eccezione per un biglietto da visita di Martucci), come anche dai poco lusinghieri commenti all’indirizzo di Platania, presenti nel carteggio Pagliara-Martucci conservato presso la biblioteca dell’Istituto Suor Orsola Benincasa. Stella cerca di dar conto della concreta incompatibilità artistica dei due musicisti, per mezzo di una disamina delle particolarità formali del repertorio sinfonico di Platania ed in particolare del suo ultimo lavoro, il Concerto orchestrale, scritto per la commemorazione di Verdi nel 1901, attraverso la quale si coglie l’estremo tentativo di traghettare la tradizione formale e contrappuntistica napoletana nel nuovo corso intrapreso dalla musica strumentale italiana post-unitaria. Antonio Rostagno (Martucci e Puccini. Decadentismo musicale italiano) partendo dalla definizione storico-letteraria di Decadentismo data da Croce, Russo, Flora, Binni e da quella critica fornita da Norberto Bobbio e Carlo Salinari, solo per citarne alcuni, ha inteso dimostrare come anche in campo musicale attraverso la visione di Martucci e Puccini (prima del 1910) sia possibile parlare di “Decadentismo musicale”. Ciò è evidente in alcune analogie compositive che si ravvisano negli ultimi atti di Manon, Bohème, Tosca, così come nei movimenti finali del Trio in do maggiore, la Prima Sinfonia, La canzone dei ricordi di Martucci. Martucci e Puccini nel rifiuto del reale, in questa anti-positivistica e consolatoria visione dell’arte, testimoniano un comune fondamento etico, ancora una volta radicalmente vicino ai principi del Decadentismo europeo, così come è stato definito dai critici letterari sopracitati. Daniela Tortora (Martucci versus Alfano: appunti sulla scrittura orchestrale d’inizio secolo), ha delineato e tracciato l’immagine dell’artista capuano che fu elaborata negli anni successivi alla sua scomparsa, mettendo in luce come il compositore sia debitore della grande letteratura romantica (Schumann, Mendelssohn). Questa analisi è stata condotta attraverso lo studio di alcuni autografi martucciani custoditi presso la biblioteca del conservatorio di Napoli (in particolar modo delle opere orchestrali realizzate agli inizi del XX secolo a partire da alcune composizioni pianistiche e/o cameristiche, quali Notturno, Andante in Sib, etc.) e grazie alla lettura critico-interpretativa di Francesco d’Avalos. Attraverso questo studio è possibile notare come la ricerca di impasti sonori e timbrici, adoperati da Martucci, hanno costituito il rovello degli anni giovanili, nonché delle più riuscite prove sinfoniche di Franco Alfano. Conclude il ricchissimo volume, di ben quattrocentocinquanta pagine, il saggio di Quirino Principe (Musiche del tramonto) che ha confrontato le partiture della Canzone dei ricordi di Martucci, il Canto lacrimante di Mahler, l’Epilogo di Suk dimostrando come, se anche all’apparenza possono essere composizioni distanti tra loro, in fondo esse siano legate da una sottile e continua linea compositiva che parte da Martucci per giungere al poco conosciuto ed eseguito Epilogo di Suk.


    Antonio Caroccia

    ***

    Contents

    Sommario

    Presentazione

    Marina Mayrhofer
    Un’indagine sulla letteratura bibliografica relativa all’opera di Giuseppe Martucci e ad altri maestri del suo tempo

    Giorgio Sanguinetti
    L’eredità di Fenaroli nell’Ottocento

    Pier Paolo De Martino
    Martucci e la Società Orchestrale Napoletana

    Antonio Caroccia
    «Ho proprio bisogno di una assoluzione plenaria»: presenze martucciane a San Pietro a Majella

    Francesco Bissoli
    Risvolti artistici di una fraterna amicizia

    Folco Perrino
    L’interprete pianista

    Dario Candela
    Giuseppe Martucci interprete ma non di se stesso

    Luigi Verdi
    Giuseppe Martucci a Bologna

    Alberto Fassone
    Il sinfonismo di Giuseppe Martucci fra ‘italianità’ e tradizioni germaniche

    Itale Fano
    Carattere italiano e spirito popolare nella Tarantella op. 44 n. 6 di Giuseppe Martucci

    Barbara Lazotti
    Novità e tradizione nelle liriche di Martucci. Sogni, Pagine sparse, e liriche carducciane

    Bianca Maria Antolini
    Alice Barbi: una cantante da concerto in Europa tra Otto e Novecento

    Eleonora Simi Bonini
    I manoscritti di Martucci

    Gaetano Stella
    Giuseppe Martucci, Pietro Platania ed il carteggio mancante. Aspetti di una diversa concezione sinfonico-formale

    Antonio Rostagno
    Martucci e Puccini. Decadentismo musicale italiano

    Daniela Margoni Tortora
    Martucci versus Alfano: appunti sulla scrittura orchestrale d’inizio secolo

    Quirino Principe
    Musiche del tramonto

    Indice dei nomi

    Topics: Editorial Collaboration, MUSIC | No Comments »

    Comments