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    Psiche e Musica… /10

    By Redazione Musica | settembre 19, 2010

    Le espressioni artistiche e scientifiche dell’uomo

    Esaminiamo ora le espressioni artistiche e scientifiche dell’uomo e vediamo in qual modo intervengono in tali processi gli archetipi strutturali ed emozionali. Come abbiamo visto, essi sono stati impiantati nella mente umana per via emozionale (non computazionale), e consciamente si possono richiamarne solo le loro rielaborazioni razionali. Sembrerebbe allora che tali archetipi dovessero restare per sempre sepolti nei circuiti neurali che li accolsero all’inizio, e che non potessero più riaffiorare. Fortunatamente non è così: tramite il subconscio è possibile richiamarli, e le forme di Arte e di Scienza che scaturiscono da questo tipo di richiamo sono le più alte che ci è dato conoscere. Vediamone il meccanismo. Il subconscio normalmente rimane nascosto, dato che la mente cosciente occupa gran parte del campo vitale; ma ci sono momenti in cui la mente umana “allenta” il suo grado di coscienza (durante il sonno, durante una meditazione profonda, durante l’ipnosi), ed ecco che allora il subconscio viene a galla imponendo suoi ritmi: sicuramente esso ha a disposizione tutto il know-how emozionale dell’individuo ma ne rifiuta la strutturazione razionale fattane dalla mente cosciente per esprimersi autonomamente attraverso “folgorazioni globali” che possono partecipare tutto l’essere umano e che sono frutto di una “sua” logica di aggregazione degli archetipi emozionali, ben diversa da quella che seguirebbe la mente. L’impronta di queste “folgorazioni globali” è così forte da riaffiorare a livello cosciente non appena cessa lo stato subconscio: è allora che la mente deve operare una “razionale riespressione” di ciò che ha percepito dal subconscio, e proprio in questo processo si esplica il genio dell’artista, che mai deve ridurre o mortificare il “messaggio” percepito, ma semmai ampliarlo, arricchirlo, renderlo “unico” per mezzo delle tecnologie di espressione più raffinate che egli possiede.
    Numerose sono le testimonianze di artisti (e di scienziati) che descrivono allo stesso modo questo meccanismo di attuazione, in cui l’innesco è sempre dovuto ad una profonda meditazione (spesso di anni!) sui temi prediletti, causata da una grande passione e predisposizione: ma il loro “capolavoro” è quasi sempre frutto di una “folgorazione globale” avvenuta a livello non conscio, e successivamente affiorata in modo misterioso integra e già “automaticamente strutturata”. Ecco quindi che il momento più grande dell’essere umano, quello in cui si esplica la sua attività artistica o scientifica, può sussistere in diversi “gradi di creatività”, a seconda del diverso coinvolgimento mente-cervello-sistema nervoso: Cominciando dal grado meno elevato, potremo distinguere:
    1) Creatività esclusivamente razionale (o razionale elaborativa). Vi intervengono solo autonome e automatiche elaborazioni mentali, a mò di frasi logiche (filosofia), logico-numerico-computazionali (matematica), logico-strutturali (fìsica, chimica, scienza in genere);
    in questo settore le realizzazioni prescindono dalla necessità di “emozioni”, tutto si svolge come secondo uno sviluppo programmato. Occorre tener presente che nessuna delle grandi e fondamentali “intuizioni” della Scienza è stata raggiunta con questo tipo di creatività; comunque, le metodologie di riformulazione analitica proprie di questo settore saranno sempre presenti anche nei gradi di creatività più elevati.
    2) Creatività razionale-rielaborativa. Per la mente razionale umana, oltre la possibilità delle elaborazioni autonome, si affaccia ora quella dell’utilizzo delle facoltà rielaborative, da lei applicabili mediante richiamo delle rappresentazioni disposizionali contenenti gli archetipi emozionali e mediante una loro rielaborazione. In questo tipo di creatività, che si riscontra essenzialmente nella letteratura in genere, nel teatro, in parti “standard” e convenzionali della poesia, della musica, della altre arti, intervengono nel linguaggio, oltre alle frasi logico-numerico-strutturali, anche frasi emozionali esposte però con canoni puramente razionali.
    3) Creatività archetipale. Si scatena mediante il meccanismo della grande “folgorazione globale”: scatenata nel subconscio (forse con l’intervento esclusivo del cervelietto) essa può propagarsi a tutto l’essere umano, può abbracciare e utilizzare tutti i suoi recessi, tanto quelli del sistema nervoso che dei visceri e degli arti, interessando sia le strutture neuroniche in gruppi (della regione subcorticale) che quelle stratiformi (corteccia e neocorteccia cerebrale). Affiorano dal subconscio, e sono successivamente utilizzati con metodologia ignota gli archetipi emozionali puri ed eventualmente le loro rielaborazioni, presenti nelle relative rappresentazioni disposizionali, che vengono come “incastonati” in una grande composizione, e ricompaiono poi a livello cosciente, in un susseguirsi e integrarsi assolutamente originale e di volta in volta sempre diverso.
    La grande Arte, come la grande Scienza, nasce con il nucleo formato da espressioni archetipiche emozionali; ad esso si affiancano le espressioni razionali rielaborative ed elaborative, che tentano di serrare ferreamente in una logica le esplosioni alogiche e atipiche del subconscio: delicata è la funzione dell’Artista e dello Scienziato, chiamati prima a “sentire” e poi a “mediare”: la loro grandezza consiste nel trovare il supremo equilibrio tra le diverse espressioni.

    Fabio Uccelli

    Topics: ART, Aesthetic of Music, MUSIC, Music and Brain, News e Curiosità, Psiche e Musica - Speciale curato da Fabio Uccelli, Psychology of Music | No Comments »

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