La pellicola che meglio ha descritto i problemi di Cuba nel periodo post rivoluzionario

La pellicola che meglio ha descritto i problemi di Cuba nel periodo post rivoluzionario

Il film “The Lost City”, anche se non molto osannato dalla critica cinematografica, è probabilmente la pellicola che maggiormente, nella storia del cinema contemporaneo, è riuscita a descrivere al meglio, le difficili ed a volte tragiche situazioni familiari che colpirono il popolo cubano (di fascia sociale medio/alta), durante il periodo del profondo cambiamento:


Quello tra il regime dittatoriale di Fulgenzio Batista e quello comunista di Fidel Castro, dopo la rivoluzione cubana. 

Nel film i poveri non vengono quasi presi in considerazione, infatti la storia è incentrata sulla “perdita di ricchezza” e dissoluzione dei sogni di un giovane imprenditore di Cuba.

Questi cambiamenti politici, hanno diviso le persone sul piano ideologico e sociale, le hanno arricchite oppure completamente impoverite, fino a farle persino fuggire dal proprio amato paese… oppure in alcuni casi estremi, anche trascinandole con sofferenza fino alla morte!

La trama si sviluppa sulla storia molto intensa, inventata (ma del tutto attinente alla realtà), di questo giovane e sveglio imprenditore-artista cubano.

Essa si districa nel suo sviluppo, tra le molteplici difficoltà incontrate dal popolo cubano, dal momento in cui l’esercito di Fulgenzio Batista viene sconfitto, da quello rivoluzionario guidato da Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara.

Da quel momento storico in avanti, tutti i cittadini cubani hanno dovuto intraprendere una metamorfosi verso la nuova ideologia comunista, dettata dal regime di Castro… per questo, divisi politicamente in due fazioni, ossia tra chi detestava il comunismo (come il protagonista del film) e chi invece lo desiderava a tutti i costi (come la sua amata Aurora).

L’imprenditore ed artista musicale cubano Fico Fellove (Andy Garcia) è il proprietario di un locale rinomato della capitale cubana, il locale è conosciuto col nome di: “El Tropico”, più che altro un nightclub per Turisti e faccendieri americani, oppure cubani amanti della buona musica e del ballo.

“El Tropico” si sviluppa artisticamente sui ritmi più conosciuti dell’epoca come: la salsa, il mambo, il son e la rumba; il locale offre serate di intrattenimento musicale e di spettacolo a la Havana, la capitale di Cuba…

Trama del film “The Lost City”, una sceneggiata tra odio e amore dentro al comunismo cubano

Mentre Fico Fellove pensa con anima e corpo alla popolarità del suo locale di musica, l’uomo con maggior potere politico decisionale di Cuba, è il dittatore senza scrupoli in carica: Fulgencio Batista.

Il padre di Fico Fellove, è un molto noto insegnante di università, si chiama Federico Fellove ed ha un carattere idealista molto forte ma al contempo pacifico, sostiene l’opposizione parlamentare presente sul piano ideologico di quei tempi, contro la dittatura tiranna e menefreghista del popolo di Fulgenzio Battista, tutto questo sempre attraverso i suoi metodi funzionali e pacifici.

Entrambi i fratelli minori del signor Fico Fellove, Ricardo e Luis Fellove, si uniscono contro il potere del tiranno, uno all’opposizione politico-popolare ed extra-parlamentare comunista fondata da Fidel Castro (ossia nella milizia rivoluzionaria guidata da Ernesto Che Guevara), mentre l’altro a quella filo-democratica, tanto che un giorno, il povero Luis, viene ucciso dalla polizia personale segreta di Batista (il dittatore temeva ritorsioni e colpi di Stato da gente come Luis).

Dal momento in cui Fidel Castro e Che Guevara, determinano con le loro azioni di guerriglia, lo scoppio della rivoluzione cubana (che porterà il Paese verso la “liberazione” ed alla sconfitta di Batista), per opera dei soldati rivoluzionari, il signor Fico Fellove, a causa soprattutto delle leggi comuniste imposte dal nuovo regime Castrista, vede limitare sempre più la propria attività come gestore di “El Tropico”.

Le precauzioni governative comuniste emanate da Fidel Castro (ora al potere dopo aver fatto scappare Batista), vietano al gestore del nightclub (e non solo a lui) di utilizzare determinati tipi di strumenti all’interno delle mura della sua attività (come ad esempio il Sax), obbligandolo per mezzo di una nuova serie di legiferazioni severe, di suonare al pubblico del suo locale, solo determinate generi e pezzi musicali. 

Tutto questo enorme cambiamento, dettato specialmente dall’ideologia politica comunista, provoca in Fico Fellove (un amante della libertà artistica di espressione e della musica), una forma di disprezzo verso il comunismo cubano.

Tanto da portarlo ad avere persino discussioni familiari, come ad esempio per quanto riguarda la vedova di uno dei suoi due fratelli, Luis, nel frattempo divenuta suo grande amore.

L’altro fratello, Ricardo, impastato nel nuovo regime di Fidel e di rango abbastanza elevato, ma purtroppo dal carattere parecchio debole,  dopo varie vicissitudini politiche che gli faranno perdere la dignità, specialmente nei confronti di amici e parenti, per i quali non muove un dito ma anzi:

Giunge persino a confiscare la fattoria dello zio in nome del nuovo regime comunista per il quale lavora, decide di togliersi la vita quando, sopraffatto dal dolore, apprende che lo zio è morto di infarto, anch’egli proprio a causa del dispiacere causato dalle azioni politiche del nipote.  

Fico Fellove sarà quindi costretto a chiudere “El Tropico” a la Havana, proprio a causa della severa statalizzazione comunista di Castro.

Da qui in poi Fellove ripartirà da zero, ma in territorio americano, a New York, dopo aver deciso di lasciare tutta Cuba e la sua amata Aurora (la ex moglie del compianto fratello, ormai entrata al 100% a far parte anche lei del governo comunista), completamente alle proprie spalle, dimenticando tutto…

Fico troverà lavoro come umile lavapiatti di un locale di musica, presso il quale, inizierà a suonare il pianoforte (la sua principale passione), dopo essere entrato in confidenza col titolare del posto.

Tormentato dalla situazione irrecuperabile di Cuba, pensa alla sua amata città de La Havana come una città ormai perduta sotto tutti i fronti (da qui il titolo “The Lost City”), sperando in cuor suo un giorno di tornarci per riaprire il suo tanto amato nightclub…

Riuscirà infine, dopo varie vicissitudini a riaprire un locale che battezzerà con lo stesso nome di “El Tropico” ma a New York, riuscendo ad ottenere, ancora una volta, la sua grande popolarità e la sua amata musica!